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Autore

Cecilia Bertacche

in archivio dal 30 mar 2007

07 novembre 1954, Imola (BO)

segni particolari:
Malinconia vitale?

mi descrivo così:
Una viaggiatrice dell'anima una curiosa del mondo, un reporter del nulla, una collezionista di mostri, una raccontafiabe, un raccontatore.

22 febbraio 2008

La porta incantata

di Cecilia Bertacche

editore: Il Filo

pagine: 158

prezzo: 13,00 €

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Nel buio della disperazione mille piccole luci che fioche s’accendono: la vita di un malato si può definire una sfida contro il domani. Quando la malattia è entrata con violenza nella vita di Cecilia Bertacche, devastandone la quotidianità e costringendola a sfiorare più volte l’incontro con la “nerasignora”, questa donna coraggiosa e caparbia, pur non avendo nessuna certezza del proprio domani, ha intrapreso da subito una dura battaglia per la sopravvivenza, tentando ostinatamente di superare le incomprensioni, lottare contro la superficialità,  aggrappandosi agli amori di una vita, cercando di trattenerla con tutte le sue forze, la vita. Medici buoni, medici cattivi; ospedali, corsie, rianimazioni; vite affidate alle cartelle cliniche; frammenti di vita nel letto accanto e poi più nulla. Cosa significa perdere il proprio passato e dover accettare un presente in bilico? Come far nascere fiori dal proprio dolore e da quello altrui? Questo libro è il racconto di una vera e propria odissea nella malasanità, lungo la quale, per fortuna, non sono mancati esempi di dedizione, ascolto e comprensione. Scritto espressamente “perché non accada più”, più che rappresentare uno sfogo amaro rende giustizia a chi non ha voce, e ci fa riflettere come il malato sia troppo spesso solo contro il proprio destino, schiacciato dalla burocrazia e dal malcostume.

recensione di Maria Teresa Di Sarcina

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