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Autore

Cesare Moceo

in archivio dal 14 mar 2012

29 settembre 1953, Palermo - Italia

segni particolari:
Ho impresso in faccia l'amore per mia moglie.

mi descrivo così:
Sono servo della mia famiglia. I miei scritti possono contenere qualche citazione da sottoporre agli obbighi di legge.
Inserito nell'antologia poetica "Voci d'autore 2013" edita da Pagine srl e nella collana dei poeti contemporanei 29/012 e 6/013.
Pubblico poesie sul giornale telematico "cefalunews"

01 aprile 2012 alle ore 16:52

12-4-24/93

Aprile sei vile !
Un giorno hai dato
la vita a colei
che mi cullò
e,tempo dopo,
nello stesso giorno,
vile,
Le hai fissato
un appuntamento
per incontrare la
signora che con la
sua mano nera
l'ha presa sotto braccio
portandoseLa via.
Aprile sei vile!
Te lo dico sempre
ogni volta che arrivi
e aspetto con ansia
che te ne vada.

Commenti
  • Gianluca Papa in questa poesia la morte viene identificata con la figura della signora che con la mano nera porta via le persone. Si tratta di una poesia molto triste e lugubre, ma affascinante. Infatti la descrizione quasi accenata della perdita della madre o di una persona cara riesce quasi ad incantenare l'attenzione del lettore. Il grido " aprile sei vile" costituisce un lamento dell'autore con cui l'autore vuole ribadire il dolore per il triste evento. Nella parte finale, si ripete il concetto summenzionato ancora una volta e l'ultima immagine dell'"aspettare con ansia" accende la speranza di mesi futuri meno tristi allontanandosi dall'aprile "vile".

    30 luglio 2012 alle ore 9:49


  • Cesare Moceo Caro GianlucaPapa,sono poche le persone che riescono a centrare l'essenza di ciò che scriviamo...in questa poesia Lei lo ha fatto...Grazie

    30 luglio 2012 alle ore 10:52


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