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Autore

Cesare Moceo

in archivio dal 14 mar 2012

29 settembre 1953, Palermo - Italia

segni particolari:
Ho impresso in faccia l'amore per mia moglie.

mi descrivo così:
Sono servo della mia famiglia. I miei scritti possono contenere qualche citazione da sottoporre agli obbighi di legge.
Inserito nell'antologia poetica "Voci d'autore 2013" edita da Pagine srl e nella collana dei poeti contemporanei 29/012 e 6/013.
Pubblico poesie sul giornale telematico "cefalunews"

28 maggio 2012 alle ore 17:30

Fallimento !

CONDANNATO
Per aver cercato di essere a disposizione.
Per aver cercato di organizzarmi il lavoro.
Per aver cercato di far capire che
ci dobbiamo comportare
secondo la nostra signorilità
senza guardare la stronzaggine degli altri.
Per aver cercato dare una linea,
giusta o sbagliata che sia stata,
 alla mia famiglia.
Per aver cercato sempre
la pace con coloro
con i quali sto 18 ore su 24
Per aver pensato
che la mia famiglia potesse capire.
Per essere pronto
quando c'è il bisogno
evitando inutili perdite di tempo.
Per aver cercato
di responsabilizzare gli altri
a prendere decisioni e
poi essere pronto a
metterle in pratica assieme.
Per aver chiesto un po di comprensione. 
Per la stanchezza e
la perdita di sonno che ho accumulato.
ACCUSATO
Di non aver fatto mai
niente per la famiglia e
di non averla mai accudita.
Di aver fatto calpestare
la dignità delle persone a me care.
Di non essere stato mai presente.
Di aver lavorato troppo.
Di essermene fregato sempre
dei problemi delle persone a me care,
anzi di aver risolto solo
ed esclusivamente quelli degli altri.
Di aver cercato
di costruire un avvenire,
data la povertà da cui veniamo.
Se veramente è così
chiedo umilmente scusa
e che Dio mi perdoni.
Ho fallito in tutto e per tutto.
Aspetto solo il momento
che Lui mi prenda
per espiare le mie colpe!

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