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Poesie di Cesare Moceo

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  • 03 marzo alle ore 20:59
    Il concerto dei sogni

    Abbandonato al mio vuoto
    e usurato dagli anni già scorsi
    mi sento un violino
    consumato dal tempo
    sorpreso a soffrire
    la sua voglia di continuar a suonare
    E rimango sospeso in quel vuoto
    ad ascoltare la mia anima
    appesa al filo che la unisce al cuore
    e ferma nel suo voler donare amore
    che m'invita ancora
    a pizzicar le mie corde
    a continuare il mio modo di vivere
    di parlare alle coscienze
    e risvegliarne l'impeto
    E rimango qui a sentire ancora
    la musica di quel desiderio
    battere il suo tempo nel concerto dei sogni
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • Gioco all'ombra degli alberi della vita
    a provare sensazioni d'euforia
    godendo della sua magnificenza
    e in ogni nuovo giorno che nasce
    nella neve che soffice e allegra cade
    nel freddo che attanaglia i cuori
    tra gli scrosci della pioggia che mi bagna
    cerco rifugio nei miei sogni
    E voi intanto rimanete in ciò che siete
    in altra neve in altro gelo in altra pioggia
    in altre cattiverie e altre nefandezze
    ma ricordatevi nell'albagìa in cui vi mostrate
    che ciascun vento spira
    per ammantare il mondo
    con i suoi sentimenti castrati
    e avvolgere anche gli uomini come me
    che nell'orgoglio dei versi
    delle emozioni e delle immense passioni
    amiamo raccontare il vivere
    nei colori della nostra umanità
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 03 marzo alle ore 20:55
    Il pregio dei miei difetti

    "Le mie notti han le ore più lunghe che non passano mai" (Albano Carrisi)

    Fin da bambino
    ho imparato a convivere
    con i miei difetti
    senza apprezzarne il pregio
    E non smettono di crescere
    nella loro sacralità
    che ne esalta la socialità
    nel loro divenire
    messaggeri di pace
    con la speranza manifesta
    d'indicare all'anima
    il giusto cammino
    verso la salvezza
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 03 marzo alle ore 20:53
    Tu padre, uomo perfido...

    Deserto e inquieto
    è il mio cuore
    a esprimere dolore
    per l'anime tenerelle
    volate in cielo
    Come faccio Io
    a serbar la mia fede a Te
    e subir questo disdegno?
    Ero detto in Te
    amante appagato
    e ora nel tuo amore
    mi scopro disperato
    Smuovo la brace
    che arde nel mio odio
    e andrei io stesso
    a prender ancor carbone
    ma dovrei andare
    invece di scherzare
    ...e scrivere
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
    (per i fatti di Latina)

  • 03 marzo alle ore 20:51
    Scirocco

    Solo tu
    infrangi il vigore
    che ho in me
    insensibile ai miei dolori
    varchi le soglie
    dei miei lamenti
    E ripeto ancora
    parole di disprezzo
    alla tua audacia
    di non dolerti
    di ciò che soffro
    Fino a ieri
    hai aperto le porte
    al tuo nemico
    quel maestrale
    che hai vinto e avvinto
    e ora soffi
    più turpe che mai
    Io che ai tuoi trionfi estivi
    rimango fedele
    e alle tue carezze
    ti prego
    sopisci il tuo impeto
    che fa lacrimare
    I miei occhi
    Chi ti costringe a questa viltà?
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 28 febbraio alle ore 22:40
    Leggeri sorrisi

    Ovatte di pace
    all'ora del meriggio

    infondi ai cuori

    mio mare

    mutevole nei tuoi colori

    nel fruscio dell'onde

    solcate dalle barche
    che stanche tornano a riva

    E ride una tortorella
    che felice passeggia

    attardandosi solitaria

    beccando qua e là

    nell'attesa del buio
    e tornar al suo nido

    Sublime visione

    a dar agli occhi
    immenso piacere

    rimane il vedere

    a far da sposo
    al mio raccontare
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 28 febbraio alle ore 22:38
    La violenza ha tante parole... gelosia

    E ti prenderesti a schiaffi

    per questa tua fragilità
    mai trattenuta

    che ti fa vivere ancora
    d'impeto e turbamenti

    Groppi in gola
    che salgono e scendono

    tutto sempre in fretta

    corse a cento all'ora
    che invadono d'euforie
    e di passioni sfrenate

    fino a schiantarsi
    su traumatiche delusioni
    e risentimenti feroci

    a cancellarne ricordi
    colori e entusiasmi

    Lei che si sente la "padrona"
    a cui gli altri devono riverenza
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 28 febbraio alle ore 22:35
    Come un delfino

    Spesso alle prime luci dell'alba

    passeggio al rumore del mare

    dentro la musica delle sue onde

    simbolo della vita
    accesa nel divenire del mondo

    E mi accordo al suo essere
    come un delfino che

    nuotando tra quelle note

    si compiace della scelta
    saltando tra le onde

    in un diluvio di felicità

    che nella brezza mattutina

    va a soffiare forte sui miei ideali
    facendoli volare là dove li porta il vento
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 27 febbraio alle ore 20:40
    Quant'è bella l'ironia

    Dicon che m'accendo
    d'irriverente ironia

    perché credo che l'esperienza
    sia divenuta negli uomini

    solo un pettine

    a cui per altro manca sempre un dente

    donato a chi abbia perso
    tutti i suoi capelli

    E nascondo nelle angosce segrete
    i miei pensieri

    in questa fredda e spoglia solitudine
    che accompagna il mio tempo

    perché in essa

    ritrovo il coraggio d'imputare al mondo
    la sua immensa ignoranza
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • Tra me e te

    vita

    son state dure le battaglie

    Non ho cercato in te dovizie o ricchezze
    ma la pace della mia anima

    che mi rivestisse d'aurore e tramonti
    di salute e d'equilibrio

    E adesso che la più bella età
    mi ha pressoché avvinto

    e quasi sopiti sono tutti i miei piaceri

    mi basta godere
    del ricordarmi allo specchio

    dell'essere arrivato
    alla mia cima più alta

    del mio aver vissuto in pieno

    il mio tempo e la mia libertà
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 27 febbraio alle ore 20:36
    Fasciatura a butterfly

    Momenti

    in cui raggiungo
    la mia dimensione estatica

    in questa natura ostile

    in un susseguirsi di attimi
    incerottati tra loro

    dalla volontà di vivere nella pace
    e dentro la bellezza

    in un rapporto di comunione
    con Gesù e la sua croce

    E supero così
    gli ostacoli della mente

    nel coraggio di aprire il mio cuore

    in una energia
    che mi avvolge e mi travolge
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 27 febbraio alle ore 20:34
    Il tempo delle verità svelate

    Con i miei pensieri
    che attendono solo
    di essere confidati

    parlo ancora
    attraverso il tempo
    seppellito
    nella tomba degli eroi

    e riesumato nel piacere
    di rivelare ogni verità

    E mi accorgo tra i tormenti
    che siamo tutti impastati
    da rapporti di facciata

    un patrimonio d'ipocrisie
    tramandato dal passato

    volutamente celato dagli uomimi
    e che adesso il mondo
    ha voluto rivelare

    E continuo a portare
    grande rispetto per chi amo

    nella consapevolezza
    che potrebbe non bastare mai

    che mi fa rimanere ancora solo

    e che possibilmente lo siamo tutti

    E questa è l'unica verità...svelata
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 25 febbraio alle ore 20:47
    E vado avanti...senza voltarmi indietro

    Al pensiero
    che non esiste un'età per sognare

    rotolo giù sgomento
    per le impervie strade del mio vivere

    Sospiro annichilito

    augurandomi che i ricordi
    rimangano nascosti

    offuscati dentro la nostalgia e la speranza

    e poter così tornare a sorridere

    E quando invece essi riaffiorano accesi

    sfavillanti e compiaciuti

    mi fa male l'idea che mi compatiscano

    e che chiedano ogni volta alla mente

    imbarazzandola

    come va la vita

    quasi a esaltarsi del loro essere stato

    Come se fosse colpa mia

    se le passioni vivano del capriccio
    di cominciare presto a invadere l'anima

    e quando questo accade

    del tempo che scorre
    il cuore non se ne accorga più
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 25 febbraio alle ore 20:46
    Il destino che mi attende

    Silenzi inutili

    a volte

    rivelano tormenti e passioni

    quando in verità
    a parlare son gli occhi e il cuore

    E mi esorto a goder della vita
    a afferrarla e stringerla a me

    innamorato

    prima che essa svanisca

    prima che il buio mi avvolga

    Per questo scrivo

    per nutrire la mia anima
    e non per compiacermi

    cosicché

    Io dimentichi il destino che mi attende
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 24 febbraio alle ore 20:33
    Tutto ciò che vive abita la santità

    Moti di pietà
    strappano lembi di stoffa

    per legare mandibole
    rimaste aperte per la fame

    che adesso odorano di morte

    Non è proprio questo
    che mi promettesti vita

    quando approdai sulle tue coste

    Ora vanita' disperse nei venti
    saziano le tue voglie

    e non ti curi più dei tuoi spergiuri

    "Beato l'uomo al quale è stata tolta la colpa
    e perdonato il peccato"
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 24 febbraio alle ore 20:31
    Senza alcun limite

    Ho preso in prestito dalla vita

    gli istinti che mi hanno distinto
    e li ho distesi nei bassifondi del mio scrivere

    dentro la solitudine

    che accompagna il buio e il chiarore
    dei pensieri che vanno e vengono

    come una luce che si spegne e riaccende
    a oscurare o illuminare la realtà

    E mi arricchisco di pagine vuote
    che improvvisano i miei versi

    senza preoccuparmi di piacere

    dove descrivo la perdita o il ritrovamento
    del mio genio o della mia ignoranza

    nel regalare al mondo la mia inutile storia
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 24 febbraio alle ore 20:29
    Perché? perché dopo... tutto passa...

    Disteso sul presente

    mi concedo ai ricordi

    come se volessi sistemare
    al meglio la mia memoria

    e assolvere la mia colpevolezza
    nella bontà d'oscuri moventi

    E mi esaspero
    a quegli sguardi al passato

    nella mia condizione
    tutt'altro che brillante

    di poeta da quattro soldi

    nell'illusione d'avere
    una natura elevata

    che mi affascina

    e mi condanna a attimi di disagio
    e di povertà emotiva

    Alla fine comunque

    io credo ai miei occhi
    e alla mia fragilità

    perché sono io a raccontarmi

    perché dopo...tutto passa
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 24 febbraio alle ore 20:27
    E scrivo...

    In quest'inverno

    ore deprimenti
    avvolgono i giorni

    tuoni tra le nuvole
    sottobraccio a saette

    irridono la mia anima infantile

    sconvolgendola di risa

    e ubriacandola
    di promesse e di depravazione

    e io testardo

    vivo a ripetermi che solo io
    sono il mio sostegno

    E mi bacio mi abbraccio

    mi faccio coraggio

    mi credo in ciò che dico
    e soprattutto non mi contraddico

    accettandomi
    nella mia sofferenza celata

    con il cuore e la mente

    esasperati dalla vanità

    a nascondersi tra loro
    il desiderio di soffrire

    a nascondersi in quel brivido
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 24 febbraio alle ore 20:25
    L'accattonaggio della cultura

    Concetti utopici
    schiavi della cultura della celebrità

    sbiaditi ritratti che raccontano
    di sospetti che annoiano

    che fanno addormentare i cuori

    fino a non far loro capire più
    cosa siano diventati

    senza far loro sapere

    che vanno verso un mondo
    dove non sapranno più per chi battere

    Mi chiedo ancora
    il significato del nostro essere uomini

    che fine ha fatto la nostra fabbrica dei sogni
    un tempo sempre invasa dal sole

    E mi sento in colpa
    nell'autocritica della mia rabbia

    per quello che faccio

    per render pubblica la mia volontà
    di mantenere in vita le verità nascoste

    che assistono inermi alla loro stessa agonia
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 22 febbraio alle ore 20:42
    Viscidi serpenti (tra passato e futuro)

    Convivo con la delusione
    e l'amarezza che mi hai donato

    mio passato

    nel tuo NON essere ancora
    una pagina chiusa di questa vita

    E tengo dentro
    tutta la sofferenza che non sfuma

    nel mio successo
    che ha cambiato la mia storia

    e quella di chi ignorante

    nella sua personalità contorta
    e cupa come la sua anima

    ha cominciato a guardarmi
    con aria beffarda

    permeando il suo cuore
    di malvagità e cattiverie

    E quando le sere
    divengon preludio d'amare notti

    a te futuro
    che i giorni miei e i miei passi ceselli

    affido la giustizia di Dio
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 22 febbraio alle ore 20:40
    Sento in me l'eternità del mio vivere

    In cerca di pace

    vivo la mia creatività
    abitata dal deserto

    nella mia pianura
    arsa dal sole
    e immersa nel silenzio

    Là ho messo la penna
    al centro del mio universo

    e là nel suo inchiostro
    cresce la mia desolata malinconia

    avvolta in tutti i suoi angoli
    da un'intima nostalgia

    dove passo gli inverni più freddi
    dentro le estati più calde

    e le estati più torride
    ammantato negli inverni più rigidi

    E descrivo così
    nella mia luce fievole

    l'immagine satirica di me stesso

    la storia della mia anima

    marchiandola con un fuoco
    che spero non si plachi mai
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 21 febbraio alle ore 20:40
    Tolleranza zero

    Nell'intensità di passioni
    intrise di malinconica nostalgia
    generoso consueto malanno
    dei dolori interiori
    e miracolo al contrario
    nella disarmante bellezza
    che condanna il cuore e disperde
    la profondità dei sentimenti
    aspirazioni frustrate
    d'insospettabilita' mentali
    divengon madri
    di ignobili massacri
    nel gioco di carezze
    ricercate e volute
    da innaturali giovinezze
    E se è vero che il dubbio
    è alto segno d'intelligenza
    senza dubbio questo
    è l'infimo realizzarsi
    di quelle menti malate
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 21 febbraio alle ore 20:39
    Dio non è morto

    Si può chiamare vita
    gli anni passati
    nell'attesa infinita
    di un Tuo segno?
    E continuo a pregare
    senza dormire
    e crollare d'amore
    nel cuore delle mie notti
    trascorse a lenire
    il mio strazio e il mio sconforto
    Tu che sei il più celebre
    tra tutti gli uomini fattisi in terra
    aiutaci a ritrovare la nostra fede
    E intanto rimango qua
    col cuore impietrito di dolore
    ad aspettare
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 21 febbraio alle ore 20:37
    Il biglietto d'ingresso

    "Tu,pria che l'erbe inaridisse il verno,
    da chiuso morbo combattuta e vinta,
    perivi,o tenerella. ( G. Leopardi )

    Nel mio bisogno di sentire
    la vita intorno

    scrivo dei miei rumori
    e dei miei ricordi

    abbandonandomi
    agli ideali che nel tempo

    m'hanno fatto compagnia

    e al mio crederci ancora

    con la sopita speranza

    di conservare intatta
    la forza del mio volere

    Ah come siete passati
    compagni della mia giovinezza

    mie speranze disilluse

    quando per voi
    combattevo il mondo!

    E rileggo con parsimonia
    il mio biglietto d'ingresso

    dove sta scritto dell'umana sorte

    che la vita dura un attimo
    nel solo scopo di se stessa
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 21 febbraio alle ore 20:36
    Una poesia priva di logica

    Osservo il cielo e le sue vie sospese

    incredibilmente nomadi a viaggiare qua e là

    e rimbalzare da una esperienza all'altra
    a arricchirmi e farmi ritrovare il mio vissuto

    Sono divenuto così senza colpe

    un uomo ragionevolmente complesso

    circondato da un discreto senso d'umorismo
    a combattere le mie peggiori intenzioni

    E mi oppongo a tutto ciò che invade i miei spazi

    alla violenza avvolta nei silenzi

    nell'intento di trasformarla in un linguaggio
    da condurre ai pascoli delle menti
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservatiAltro...