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Poesie di Chris Rien

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  • 10 aprile 2009
    Quanto amore

    Quanto amore c'è in Genova
    quando colorata dalla pioggia
    si ripensa a quando si è rimasti soli
    tra ricordi, dolori e vuoti.
    Seduti su una strada che non ha più nome,
    il rumore delle macchine si perde tra le gocce.
    Un vestito nero che ad ogni angolo cambia colore
    voce di donna che ha mille nomi
    porta in sé molto altro che un solo cuore
    e un desiderio poter cambiare un giorno gli occhi.
    Quanto amore c'è in Genova
    quando colorata dalla pioggia.

  • Oscure e scoscese sono i labirinti della tua anima
    nera e malvagia è la tua fame
    che impegna metà dei miei pensieri
    soffusa e soave è la melodia del tuo sesso.

    Ingoia pure tutta la mia vita.

  • 10 aprile 2009
    Sola

    Mille le notti che hai trascorso da sola
    mille i cieli che hai visto bui
    mille le frecce che hai spezzato nel tuo cammino
    mille gli uomini che hai avvelenato tra le tue braccia
    mille i giorni che ti trascini un cuore,
    mille le volte che hai provato a morire.

  • 10 aprile 2009
    Canzone

    Riesco ancora a sentire il tuo odore in queste mie mani.
    Riesco ancora a sentire il tuo respiro tra questi miei capelli.
    Riesco ancora a vedere la tua ombra con questi miei occhi spenti
    ma non riesco più a sentire la mia vita senza te.

     

    Voglio solo non perdere il ragazzino ingenuo che vive in me.
    Che non capisce il male
    che si commuove guardano il mare
    che si eccita amando i propri cari.
    Ti chiedo solo meno amarezza
    un'altra mano su questa tua carezza.

     

    Ancora cento giorni con un'altra sfida al varco
    io nobile guerriero combatto senza tempo
    innalzo la mia spada contro un falso regno
    e grido ancora combattendo contro il vento
    mi dispero ancora ma non mento
    respiro ma non penso, non ti vedo ma non tremo.

     

    Voglio solo non perdere il ragazzino ingenuo che vive in me.
    Che non capisce il male
    che si commuove guardano il mare
    che si eccita amando i propri cari.
    Ti chiedo solo meno amarezza
    un'altra mano su questa tua carezza.


    Oggi giorno della sconfitta, attraverso la mia vita
    rivivendo questa mia città accesa da mille luci
    tranne dalla mia e dalla tua.
    Tu che dagli antichi ad ogni sei simbolo di pace
    ridai a me il nobile guerriero
    voglia di combattere ancora per il primo verbo
    a me che custodisce il tuo segreto
    che per te ha paura di perdere il ragazzino ingenuo
    che vive da solo nel vecchio tempio.

  • 10 aprile 2009
    Siamo

    Siamo figli galeotti di una storia persa
    Siamo fori di luce in uno scoglio di mare
    Siamo un desiderio espresso male
    Siamo polvere su una vecchia soffitta
    Siamo figli di poche e strane vite