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Autore

Cleonice Parisi

in archivio dal 09 mar 2006

17 aprile 1969, Napoli

16 marzo 2007

Il punto di vista della mela

Intro: La storia di Adamo ed Eva noi la conosciamo dal punto di vista biblico, ma ci siamo mai chiesti il punto di vista della mela? Ebbene sì, l’autrice osa ridisegnare l’accaduto dal punto di vista della mela. Un frutto che attraverso il dialogo con l’uomo mette in discussione il peccato originale. Un altro bellissimo racconto ed un’altra prova di questa autrice che riesce sempre a sorprendere e a farci riflettere. Sarebbe un peccato non leggerlo.

Il racconto

L’ipocrisia non è altro che la vostra consapevolezza allo stato primordiale.

Coglimi!

Disse la mela all’uomo.
E l’uomo tese la mano per cogliere quel frutto meravigliosamente maturo, baciato dal sole, ma con la mano riuscì solo a sfiorarlo, senza avere poi il coraggio di prenderlo.

Cosa fai, allunghi il braccio e poi non mi raccogli, uomo?

Disse la mela.

Tu non puoi sapere, cosa nei tempi lontani si scatenò per una semplice mela.

So più di quello che il tuo limitato vedere possa oggi farti comprendere Uomo. Io sono quella stessa mela dietro la quale vi nascondeste un giorno per giustificare i vostri limiti. Io sono la mela che la parte sensibile, del vostro UNICO essere, colse per poi condividere.
Lo chiamaste peccato originale, e di quel abito consunto vi siete vestiti per nascondervi ancora ai vostri stessi occhi. Quante volte ho dovuto sentire la vostra ipocrisia giungermi attraverso le parole.

Cogli questa mela, ora che sei cresciuto, senza nasconderti dietro banali ipocrisie, la responsabilità del passo fatto e di quello non fatto è stata sempre, è sempre sarà solo vostra.

Mela, non innervosirti ti prego, non fosti tu a trarci in inganno, ma il male che abitò il cuore di un serpente, ingannò la donna.

Continuate a non capire, la donna è solo uno degli aspetti dell’umanità, incolpare lei per lavare metà del vostro corpo, non vi renderà comunque puliti agli occhi del vivere.

Il vostro banale tentativo vi ha reso, invece, ancora più fragili nello spaccare in due l’essenza, e non vi ha tirato fuori dalla pozza di fango nella quale siete caduti.

Iniziate con l’accettare che non esistono distinzioni tra i sessi, ma che siete ognuno una faccia di una stessa medaglia. E il serpente non è altro che il vostro diniego nascosto dietro l’ipocrisia. Ma quando lo capirete, quando vi assumerete la vostra unica responsabilità, vivete con coscienza.

L’uomo guardò al cielo e come intimorito dai raggi caldi del sole, prese a nascondersi il volto con le mani nel dire:

Il sole brucerà di nuovo la mia carne se io ti coglierò per la seconda volta. Ho paura!

Concluse nel gridare.

Accendi la luce della tua ragione figlio che ancora non vedi.

Tu come padre nel mettere il tuo bambino affamato di fronte ad un pezzo di pane, seppur intimandogli di non toccarlo, quanta speranza avrai che il piccolo uomo, quando gli avrai voltato le spalle possa mantenere la promessa fatta.

Nessuna!

Rispose l’uomo sorridendo sereno.

Non avrei nessuna speranza, avrei invece la certezza della sua disobbedienza.

E tu lo puniresti per questo?

Non lo punirei, non è responsabile dovrei essere piuttosto io a non farlo cadere in tentazione. I piccoli non sono ancora in grado di riconoscere ciò che è bene, da ciò che è male.

E se tu piccolo uomo sei capace di capire ciò, quanto più potrà il creatore del cielo e della terra? Oppure ne stai sottovalutato la grande consapevolezza?
A meno che quella mela, non fosse stata messa lì affinché voi la coglieste, e nel coglierla imparaste un’importante lezione!

L’uomo restò sorpreso dal discorso fatto dalla mela, è provò a guardare di nuovo al cielo, stavolta non ebbe più paura dei suoi caldi raggi, e sentì sul viso una mano carezzevole sfiorarlo.

E poi continuò nel dire come sorpreso delle sue stesse parole.

Allora la mela era lì affinché la cogliessimo?

Certo, la mela era lì per essere presa, siete stati messi alla prova, ed in questo lungo tempo di riflessione non avete fatto altro che alimentare la paura, seme che la vostra stessa mano ha impiantato nella terra del vivere.

L’unico peccato commesso, se peccato si può chiamare è nato dalla vostra ingenuità, dall’immaturità dei tempi, dall’intraprendere il giusto cammino per poter giungere sino alla comprensione dei nostri giorni. Quel serpente a cui attribuiste la responsabilità dell’inganno era solo il frutto della vostra ipocrisia, il dito dietro il quale nascondervi. E l’ipocrisia non è altro che la consapevolezza allo stato primordiale. Solo chi avrà ben navigato in lungo e in largo nella propria essenza, non troverà più menzogne dietro le quali farsi scudo, ma la limpida e trasparente comprensione del proprio essere. Ricordate si nasce piccoli per diventare grandi, la consapevolezza diverrà innata solo quando l’avrete guadagnata.

Su forza prendi questa mela e stavolta non sarà mano di donna o di uomo a coglierla, ma la vostra unica mano.La mela è il frutto della vita maturato al suo sole più bello, raccoglietela e mangiatene nella consapevolezza d’essere voi, l’umanità tutta, artefici del vostro vivere.

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