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Autore

Cleonice Parisi

in archivio dal 09 mar 2006

17 aprile 1969, Napoli

16 luglio 2007

Io sono la Vita

Intro: L’uomo si lamenta spesso di non ricevere quello che si aspetta dalla vita, la quale, anzi, spesso gli dà il contrario di ciò che lui sogna. L’uomo, però, non riflette sul perché questo avvenga. Sarebbe impossibile conoscere l’amore senza aver sperimentato l’odio. Infattibile discernere l’acqua dal veleno se non lo si è mai assaggiato. Difficilissimo sapere cos’è la luce se non si è mai conosciuto il buio. Per assaporare le cose belle della vita bisogna, purtroppo, imparare anche cosa sono quelle brutte. È chi meglio della Vita stessa può essere “maestra di vita”?

Il racconto

Ti chiesi acqua e mi offristi veleno;

Ti chiesi luce e mi offristi buio;

Ti chiesi canto e mi offristi silenzio;

Ti chiesi amore e mi offristi odio;

Ti chiesi per ricevere e tu mi negasti amore, e tutto questo me lo chiami Vita?

Vita nel tuo sentiero verso la luce, un calvario che porta croce, nel mio chiedere il tuo diniego, e nel mio dare accecato dal dolore, mano arida di chi da senza credere. Meriti tutto questo, tu che niente dai.

Uomo la Vita è maestra di Vita, la tua ragione ti insegni il distinguo delle cose.

Tu chiedesti acqua e la vita ti diede veleno, ma tu sapevi davvero cosa fosse l’acqua, prima d’aver saggiato veleno?
Tu hai chiesto acqua, in virtù di una sete che non era la tua prima sete, ma la superficiale esigenza di un vivere materiale, la sete che divora l’uomo ha sede altrove.

Tu chiedesti luce e la vita ti diede buio, ma tu sapevi davvero cosa fosse la luce, prima d’aver vissuto il buio?
Tu hai chiesto luce, in virtù del buio che il tuo occhio umano scorgeva, ma la luce di cui avevi bisogno non doveva illuminare le stanze del vivere, ma il tetro teatro della tua anima.

Tu chiedesti canto e la vita ti offrì il suo silenzio, ma tu avresti riconosciuto il canto se non reso dotto dalla lezione del silenzio?
Tu hai chiesto canto, ma il silenzio colto dal tuo orecchio era menzogna, nella tua anima il canto d’amore che tutto sana, non ha mai smesso di intonare canzone.

Tu chiedesti amore e la vita ti offri odio, ma quanto d’amore avresti saputo parlare, prima di conoscere l’odio?
Tu hai chiesto amore, in virtù della sola visione umana del tuo vivere, ma l’amore che invero cercavi era l’abbraccio totale del tuo vivere visibile ed invisibile.

Uomo a te che hai bevuto fiele, che hai respirato il buio intenso della notte, che hai sofferto del più grande silenzio, e che fosti trafitto mille volte dall’odio, il vivere ha offerto la più grande delle occasioni, quello che tu hai inteso come punizione divina era invece la divina promessa al cuore di ogni uomo.

Voi vedrete la vostra luce, percorrete il sentiero del vivere e attraverso le sue irte vie giungerete a me, io sono la vita.

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