username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

in archivio dal 23 mar 2019

Cristina Pindaro

25 dicembre 1970, Trieste

elementi per pagina
elementi per pagina
  • Ieri alle 19:52
    Silenzio assoluto

    Nessuna sorpresa
    La bottiglia ha un tappo  seduto
    Sul collo di vetro
    Tutta la stagione trattenuta nel
    Liquido costante
    Strada Provinciale
    Declivi e orli mischiati
    Le baite  si arrampicano
    Ai pali di sostegno
    Silenzio assoluto
    Nathan dice che (qui) qualcuno
    Ha rubato il colore agli abeti
    La luce  differita delle stelle
    Le etichette si strappano
    Dal contenitore graffiato
    Facile il sudore
    Dieci ore di sonno trovano
    Un lettino bluastro
    Il Vecchio col vestito
    Del grande freddo
    Due lancette
    Una tenaglia
    Il pascolo delle mucche
    Aggrovigliato
    Nel vuoto enorme
    Non c'è un filo d'erba
    Nebbia notturna
    Ombre ruvide
    Dove le frasi
    Si scontrano in segreto

     

     
  • 02 luglio alle ore 7:13
    Danger: do not lean...

    La stessa luna
    Orlo dell'atmosfera di un punto inesistente
    L'ettroshock nasconde lo strascico di Pegaso
    La bianca coda
    Youtube e gli oggetti del cinquecento in
    Sette anni di musica fredda
    Guardiamo le tombe vive attraverso la
    Fenditura del muro
    Poi dalla bocca di leone venuta
    A patti col dente antico
    Autunno di foglie.
    Nulla più di prima
    Psiche dorme vicino all'orco
    L'uragano nella bruma estrema
    Dell'orco
    Chiunque si fermerebbe sfiorito
    Roccia
    Pugno di stracci
    Piano banchina dei sessanta metri di edera
    Arrampicata sulla rete spinata
    Un treno in corsa
    Danger: do not lean...
    Altre stelle assonnate
    Ad Assisi donne e bambini si tuffano
    nel cloro della piscina

     
  • 18 giugno alle ore 18:32
    Words press

    Quasi freddo estivo
    Verde decaduto il congegno
    Dei minuti
    Una donna è scesa
    In metrò
    La stessa che porta
    Un codice fiscale zeppo
    Di numeri e di caratteri volanti
    Corpi provinciali
    Linch ha sputato dove capita
    Una mezza ombra
    Nella strozzatura dei gas mutevoli
    I grumi girano col silenzio
    Della luce
    Words press
    Dalla coppa
    Inattiva
    "Felice malattia dolce scheletro"
    Non abbiamo già visto il crollo della torre?
    Al parco delle cave
    si tagliano alberi a spicchi
    Più dalle mani inospitali
    Non un grido di evviva
    Il ritmo della motosega 
    Accompagna lo sguardo
    Ai sassi
    L'erba sui sassi vuoti 
    Un disastro
    Per queste scarpe di corda
    E' sfacciato il rumore
    Del pomeriggio
    Cedevole 
    Le notifiche di facebook
    Sbarcano briciole morte
    Borse e cappelli di riposo
    Mary Poppins vende nell'aria
    Aquiloni da gioco
    Certo
    Ai bordi spogliati della distesa
    Hi floating suite!

     
     

     

     
  • 11 giugno alle ore 18:44
    Posizione esatta dell'isola

    Beviamo e lei tira un cavallo perchè
    Non c’è nessuno lungo la strada
    In questo portale di etere
    Ho solo un pettine di ferro riversato
    Sui capelli
    Il flacone  extra di alcool
    Per le pustole aperte
    Roba da orgasmo
    L'animale scalcia allo specchio
    Non una volta
    Nell'orologio a parete
    Scontro delle lancette
    Al lago di fortuna
    La faida si prende un bacio
    Con il grido delle anatre
    Invisitabile
    Un volto condannato
    Senza  luce
    Riflesso in tutti gli altri
    Finestre girevoli
    La crema delle mani
    Sa troppo d'inverno
    Un tubo
    Che sgorga brillante
    Volume nazi
    I bambini naufragano ben raccolti
    In acqua
    Posizione esatta
    Dell'isola
     

     
  • 08 giugno alle ore 22:05
    Qualche istante

    Presumo delle cose confuse
    La  fiancata di uno scafo 
    Stretta al centro del cuore
    Tutto fluisce randagio
    Un pò fiume
    A volte luce di stanghette
    da passeggio
    Nessuna ora
    L'istante rilascia
    gesti invisibili
    Un corpo di aghi
    Il ponte danza
    In mezzo
    Dal fiato
    Alla scomparsa dei passi
    I nomi pronunciano
    l'enigma.
     

     
  • 05 giugno alle ore 19:05
    Due corpi ecstasy

    L’abbiamo appena messo qui
    Dopo l’edera sferica e
    I medicinali
    Costruiti per la scatola della malattia
    Intere  notti d’inverno
    Un frullatore  beve
    La pelle rossa della luna
    Intere sillabe di silenzio
    Non sappiamo niente
    Dal rovescio delle rocce
    Due corpi ecstasy
    Il bridge giocato tutto nero sulle stelle
    Ondeggianti
    C'è una pistola  al posto
    Della collina
    Il portafoglio lifestyle
    Di"Louis Vuitton"
    Nel panorama oliva
    Sul  fiume del pulviscolo
    Avranno cinquant'anni le locuste
    Chiuse dal telo sottile 
    Impenetrabile il senso
    Restiamo intontiti
    Con  un sola pennellata
    Di neve
     

     
  • 04 giugno alle ore 21:41
    Fahrenheit

    Un posto immateriale
    Fahrenheit nei pochi secondi
    Di luce
    Guai a dire una parola
    Tutta la partita
    Si misura sulla parete dello stomaco
    Dai fili gutturali della testa
    Alziamo un bacio low coast
    Momentaneo
    Il vetro si prende le scarpe
    Gli squarci del burrone
    Anche Clizia salterà
    Il lancio delle mani
    La filiera a gocce delle nuvole
    Spam di un urto
    Impenetrabile
    La luna tocca gli alberi
    Il ponte con i passi agricoli
    Senza titolo la morte
    Del vento

     
  • 26 maggio alle ore 7:26
    Qualcosa è andata perduta

    Qualcosa è andata perduta
    Le schegge saltano
    E anche la celluloide
    Dalle strette cuciture
    Dei vestiti
    Un triangolo orizzontale
    Stella di un buco
    Senza spazio
    Nessun sogno
    La pantera spalma gli
    Artigli nel parco serale
    Con la pioggia capovolta
    Gli stessi fiori di prima
    Bisogna aspettare
    A forfait
    Sui passi accasciati
    Della stagione
    Ombre passeggiatrici
    Più accigliate della
    Luna eterna
    Un solo dipinto
    Fino alle punte dell'erba
     

     
  • 17 maggio alle ore 5:38
    Ortaggi asciutti

    Ortaggi asciutti
    Fuori da ogni vassoio solare
    Scaviamo le patate
    Per trovare l’attacco dei parassiti
    Cose facili
    Qualcosa muore
    Chiedimi chi ha mangiato la foglia
    E chi ha fatto un buco nel terreno
    A volte il miscuglio
    Della semina
    La notte
    Niente per tutta la stagione

     

     
  • 17 aprile alle ore 18:04
    Di cosa ti lamenti?

    Di cosa ti lamenti?
    Tutto bene
    Le statue hanno comprato
    Una zolletta di zucchero
    Il passo dei gamberi
    Adagiato nel rilievo dei sensi
    Sabbia e pietre
    Più o meno
    Lo stesso silenzio
    Infoltito dalle bocche dure
    Ora posso guardarli
    dal mio appartamento
    Vista autunnale
    Di una vasta pianura

     
  • 13 aprile alle ore 8:45
    Sonni tranquilli per la luna

    sonni tranquilli per la luna
    lei  pensa solo al suo vestito giallo
    alla notte  
    fatta di ore croniche
    tanto sono io
    l’uccello privato delle ali  
    quella scatola sgangherata
    sotto gli alberi  
    le ombre corrono davanti
    prima di tutte le altre cose
    nel trash continuo delle nubi
    mentre aspetto  una mano
    il piede più vecchio
    la parola segreta  sul pulviscolo
    delle macerie
     
     

     
  • 29 marzo alle ore 6:56
    -Un grido bagnato-

    ll varco
    Non deborda
    La roba di profilo è
    Un grido bagnato
    Un'epidemia per gli
    Spigoli del petto
    Nella coltre sporca
    Del tempo
    Qualcosa
    soffoca in niente
    Mentre l'erba trema
    Alla notte
    Alla sfioritura della voce
    Brace di occhi
    Freddi
    Di un incontro
    Di rami in fuga
    Di stelle arrampicate
    agli alberi nudi
     

     
  • 27 marzo alle ore 6:40
    Il tempo di un racconto infinito

    Le tue labbra fanno castone ad un anello di nebbia
    Dentro le tasche strette e vorticate di istanti
    Non so dire altro se non che le punte del sangue
    Si spargono ai contorni degli alberi
    Sul mare spaccato
    Un pugno di cuciture
    Per la calcina dei muri
    Il tempo di un racconto infinito

     
  • 23 marzo alle ore 6:56
    Troppi istanti di vetro

    Troppi istanti di vetro
    In blocchi isolati di fibre
    Un fragile indizio nel 
    Ritaglio famelico della luce
    Incostante
    Eroso dalle pendici
    Alle dieci del mattino due uomini in nero
    Una curva
    A scatti la tracolla senza mani
    Quale primavera in mezzo alla strada?
    Niente di preciso
    Iceberg  e imprevisti
    Un lamento che ritorna dalla spirale e
    Dice:  ave morte vivente
    Ave parola di pietra