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Autore

Cristina Raso

in archivio dal 04 feb 2006

1982

16 febbraio 2006

Destino al polso

Intro: Tutta la poesia di Cristina si sposa con il suo primo racconto inviato ad Aphorism. L'esordio è buono, speriamo ce ne siano ancora.

Il racconto

I lampi in quel cielo rosso-notturno erano così belli da farsi ammirare col naso  in su. La pioggia non si sentiva nemmeno, il temporale era lontano. Eravamo in cerchio ad asciugarci attorno ad un falò; in spiaggia altri come noi, avevano deciso di fare il bagno di mezzanotte. L’acqua avvolgeva calda in nostri corpi, la pioggerellina era scenografica; formava concentrici cerchi e scivolava nel fondo del mare di un blu quasi annerito. Quel giorno sembrò non finire mai, o forse era solo un mio desiderio.


Due occhi grandissimi mi guardarono per  un secondo.


Il primo secondo, di altri successivi a poche ore di distanza, interminabili secondi allineati, che avrei voluto fermare ad ogni vibrazione della lancetta sull’orologio.


Il  ricordo è ancora vivo, il profumo, il mare, la voce, il sorriso e le labbra, ma i suoi occhi, quei secondi, cerco di dipingerli ma non ci riesco.


Ho comprato una tela, i pennelli, le tempere, ho piantato tutto sulla sabbia, mi sono accucciata a dipingere.


Ho chiuso gli occhi, il pennello intinto di verde e azzurro, la profondità. Or ora l’ho intinto di un rosso porpora acceso  quasi abbagliante, un fuoco così perfetto sulla tela non l’avevo mai visto; avevo quasi paura.


La tela l’avevo acquistata da un pasticciere; cioccolato bianco purissimo, le tempere di zucchero caramellato colorato traspiravano dolcezza.


Sento scuotere la mia nuca, una o più volte, sento una voce, scandisce il mio nome, una piccola scossa, ho gli occhi aperti, il sole caldo sulla sabbia.

E’ mattina, tutto è già successo, mi sono addormentata sulla spiaggia dopo la nottata passata tra il cielo e il mare. Ho un elastico per capelli al polso, non è mio.L’annuso e sento il profumo.


La tela che ho dipinto è lì nella mia testa, ma non basta per rivivere. Non ci sta nemmeno nella valigia, non posso portarla via, si scioglierebbe, continuo a sognare e a svegliarmi, tra reale e ricordi, tra i secondi allineati.

Questa mattina sulla riva Carla mi ha trovata addormentata con accanto una tela e le tempere, un grande cuore dipinto su e un elastico al polso che non è mio.

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