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Autore

Daniela Iodice

in archivio dal 19 gen 2012

04 maggio 1991, Napoli - Italia

mi descrivo così:
​Siamo attori di noi stessi e ci perdiamo tra i riflessi di una falsa ambizione costruita sulla notte.

[​Arthur Rimbaud]

19 gennaio 2012 alle ore 14:05

Tacito Notturno

Perdona.
Perdonami ancora
Le tue parole mi son sfuggite dagl'occhi
E poter sentire il ruvido torpore candido di una mano che ti sfiora il cuore,faceva si che nulla ne toccasse la mente.
La mente.
Quando s'annebbia nulla più controllare i tasti della macchina umana e quando ci si sente stritolati in una morsa mortale,circondato da parole taglienti,agganciati a catene di desideri ardenti,tutto passa fulmineo nel petto come lame di cavalieri assetati di sangue che portan il vessillo del dolore.
Perdona.
Perdonami ancora.
Le tue parole uccidono e salvano,i tuoi gesti chiudono ed aprono la prigione della sofferenza.Il cuore immacolato d'una vergine fanciulla danzatrice,giovane e bella,simbolo della purezza d'animo e dell'amor voluttuoso lascia posto all'oscuro signore dell'immorale e della pazzia.Il desiderio di una pelle che ti sfiora,il bacio della purezza per purificarsi dal peccato vengono freneticamente desiderati per far si che l'oscuro dia posto alla luce divina dell'amore.
Perdona.
Perdonami ancora.
Le tue parole mi son sfuggite dal cuore,le tue grida gl'occhi m'hanno aperto,ma sulla tua bocca voglio perder la vita.

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