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Autore

Daniela Iodice

in archivio dal 19 gen 2012

04 maggio 1991, Napoli - Italia

mi descrivo così:
​Siamo attori di noi stessi e ci perdiamo tra i riflessi di una falsa ambizione costruita sulla notte.

[​Arthur Rimbaud]

09 luglio 2012 alle ore 15:56

Tormento

Mortale sentimento che porto sulla spalla, ho pietà di me stessa.
Ogni passo tedia la mia carne, sottile, intrepido, come una lama pura e fredda che dolce ti accompagna. Ho troppo desiderio di abbracciare questa strada, ho troppo maledetto desiderio di fare di quella lama il mio più puro tormento. Cosa ci spinge a far di noi stessi spettatori di così tanto dolore, se solo fossi qui, oh mio desiderio, potrei ridere di ciò che sono adesso. Tu rammenti, tu dimentichi cosa è passato e presente, cosa siamo io e te in questa esistenza. Gelido amore, oh passione, riesco a sentire il forte torpore della tua mano. E in un attimo, in un solo istante, mi accorgo che quella mano è mia posta su me stessa che impugna la sua lama e che piano affonda nella mia misera esistenza. Mistero della notte, oh si, tu sei questo. Sei il mio mistero inquieto che non riposa, che non da pace e i pensieri, dio mi uccidono! Perchè ferirsi così barbaramente il cuore, piccola stella che lontano mi guarda? Non so a chi chiedere esilio, se al giorno o alla notte, se al mare o al cielo, sono un campanaro malato che ogni giorno suona il suo canto, il suo canto d'amore."

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