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Autore

Daniela Iodice

in archivio dal 19 gen 2012

04 maggio 1991, Napoli - Italia

mi descrivo così:
​Siamo attori di noi stessi e ci perdiamo tra i riflessi di una falsa ambizione costruita sulla notte.

[​Arthur Rimbaud]

10 gennaio 2013 alle ore 15:31

Benerice e l' Interrotto Intelletto Sconvolto

Il racconto

Una bella casetta in collina con intorno campi enormi, lunghi e distesi, un gatto dormiglione vicino al camino immerso nel suo dolce sonno da ghiro e la voglia di uscire un po', gironzolare per le strade, vedere le bellissime terre fiorite in un pomeriggio poco soleggiato, giusto per scaldare i piedi e il cuore. Sognando una città diversa, Benerice era seduta sulla sua seggiolina immersa nei suoi pensieri candidi, cristallini e se toccati, facilmente frantumabili in un battito di ciglia.
Benerice è una ragazza dagl'occhi gonfi di sogni, il cuore colmo di desideri e piaceri, di avventure e di amori, luce fioca al mattino nella consapevolezza di una sorta di fragile esistenza sospesa tra la realtà e la fantasia. La sua piccola bocca sempre serrata, poco diceva; non c'era niente che per lei non fosse poetica visione, la paura dell'amore e la carezza gratuita felina.
Non c'è molto da raccontare su Benerice, bella e sognatrice maledetta senza troppi inganni se non l'illusione di se stessa.
“Cosa posso fare? Si può amare il non fare senza muover un dito nel poter rimediare? Se c'è una cosa che odio è sicuramente il vedere le cose semplici diventare difficili. E tale consapevolezza mi rende isterica e semplicemente inutile; si potrebbe fare invece di pensare che non si sta facendo niente, e la mia mente mi impedisce di fare non facendo! È matematicamente stupido!”.
“L'unica cosa che potresti fare per interrompere questo idillio è senz'altro suicidarti. Una risposta semplice al tuo interrotto intelletto sconvolto” replica il gatto dormiglione intento a leccarsi il pelo.
Benerice accende un lumino, scavicchia in cerca di qualcosa di dolce da poter addentare continuando a perdersi nel suo tumultuoso ragionamento illogico.
Dopo aver assaporato con ardente desiderio il dolce trovato, siede alla sua seggiolina e ritorna a pensare; una bella casetta in collina con intorno campi enormi, lunghi e distesi, un gatto dormiglione vicino al camino immerso nel suo dolce sonno da ghiro e la voglia di uscire un po', gironzolare per le strade, vedere le bellissime terre fiorite in un pomeriggio poco soleggiato, giusto per scaldare i piedi e il cuore. Sognando una città diversa, Benerice era seduta sulla sua seggiolina immersa nei suoi pensieri candidi, cristallini e se toccati, facilmente frantumabili in un battito di ciglia.

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