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Autore

Daniela Iodice

in archivio dal 19 gen 2012

04 maggio 1991, Napoli - Italia

mi descrivo così:
​Siamo attori di noi stessi e ci perdiamo tra i riflessi di una falsa ambizione costruita sulla notte.

[​Arthur Rimbaud]

21 gennaio 2013 alle ore 22:32

Cain Van Viettens Certain

Il racconto

”Pregai l‘infinito di donarmi qualcosa che potesse allietare le pesanti pene di cui tanto m’ero macchiato, di cui il peso mi stramazzava al suolo premendo contro il petto la catena del mio destino di guerriero... la morte. La trascino insieme a me come un cane che viene portato a spasso pronto ad azzannarti ad una minima distrazione; la stringo forte per evitare che il mio bastardino fugga via avvinghiandosi alla gamba di qualche innocente; la strattono per far placare la sua sete facendolo cibare di carni putrefatte, morte, essiccate. Si ciba della mia rabbia, dei miei peccati, dei dolori, delle ferite fisiche e del sangue che verso ad ogni battaglia. Ed ora voi, una donna che mai osai desiderare più della stessa guerra, mi chiedete di trovar pace? No… tale parola per me non esiste, ne ora ne mai… Il mio nome è già macchiato di sangue come le mie e le vostre mani, donna... Credetemi se vi dico che voi siete stata la mia unica consolazione… Ed ora, all’alba di ciò, chiedetemi se ho paura.. perché è questa la mia guerra..”

                                                                                                                           Cain Van Viettens Certain

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