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Autore

Daniela Iodice

in archivio dal 19 gen 2012

04 maggio 1991, Napoli - Italia

mi descrivo così:
​Siamo attori di noi stessi e ci perdiamo tra i riflessi di una falsa ambizione costruita sulla notte.

[​Arthur Rimbaud]

27 maggio 2012 alle ore 20:36

I Giorni Di Alice

Il racconto

"Alice viveva lontano,in una casetta in legno accanto al fiume.La notte si sentiva il rivo sgorgare ed era l'unica melodia che si udiva tra quattro mura piccole e legnose.Cantava silenziosa,quasi sussurrando,parole inventate,note soffuse e amava scrivere del sole e della luna,del cielo e del mare,di tutte le cose che una stonava e che due assemblava un concetto;come l'amore.Non c'era senso cantarne di una,aveva più poesia scrivendone di due e lei così viveva,spaccandosi la schiena e scrivendo alla sera.Alice sognava qualcosa,o spettava qualcosa che mancava,qualcosa non provato o provato ma che s'è venuto a finire.Aveva lasciato tutto lei,per evadere da una realtà non più reale ma finta,aveva abbandonato la città per trasferirsene in un altra che aveva un senso,una che avrebbe potuto dargliene molti oppure uno solo.In fondo Alice non è mai partita,in fondo lei è sempre lì a vivere,ma immagina di poter partire per quella città in cui desiderava specchiarsi,almeno una volta,in una città dove tutto che sentiva e vedeva aveva l'odore di una sola cosa;quel qualcosa che manca.Alice dorme poco la notte perchè lavora fino a tardi,le poche ore che ha le dedica alla scrittura e quando si assopisce sogna una vita nuova.Al mattino rassetta casa,si dedica alla famiglia,al pomeriggio seduta al bar aspetta l'ora del lavoro,va a farsi deridere e sfruttare e poi torna a casa,stanca e sfatta,con la notte nel cuore con un velo di tristezza ma Alice ha due gambe,e va oltre.Chiede a se stessa se qualcuno possa gioire delle cose che crea,chiede alla madre se ha ancora fiato per parlarle e poi torna alla casa,dona carezze all'amico felino,si chiude in se stessa e inizia a cantare;canta scrivendo di parole d'amore,ride piangendo del proprio cuore.Alice vive una storia ch'è solo sua,una storia in cui uno è triste e due sono le ore.Canta e non si ferma nemmeno se abbattuta per la stanchezza,lei canta perchè ama e chi ama o vive felice o muore di dolore.E così lei fa,sogna giorno e notte una pelle nuova,di piume e di gioia senza vergogna.Potersi specchiare in due occhi verdi,potersi tuffare nel cuore che ha perso e non può fare altro che cantare scrivendo con la speranza che certe note gli piombino addosso,le accarezzano la testa come una mano materna,le asciuga gl'occhi,le rimbomba nelle membra."

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