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Autore

Daniela Iodice

in archivio dal 19 gen 2012

04 maggio 1991, Napoli - Italia

mi descrivo così:
​Siamo attori di noi stessi e ci perdiamo tra i riflessi di una falsa ambizione costruita sulla notte.

[​Arthur Rimbaud]

24 settembre 2012 alle ore 20:29

L'Arcade Sconfitto

Il racconto

"Deponi le armi, barbaro! Non sono qui a tagliarti la gola, ne uccidere i tuoi cari o rubare la tua terra. Sono qui a porti la mia mano."
"Arcade hai elmo, scudo e spada spezzati. Non hai altre armi, non hai altri scudi e hai sul collo una sola testa. Vorresti pormi la mano solo perchè, ormai distrutto, non hai altro per difenderti se non con la tua stessa nudità?"
"Ho perso il mio splendore, ho combattuto battaglie senza mai fermarmi davanti agl'occhi di nessuno, ho ucciso e sono stato ucciso una, due, mille volte ma adesso, vestito di solo me stesso mi sono fermato davanti a tuoi di occhi e con la pace del cuore, se uno ne possiedo ancora, ti porgo la mia mano come mai ho posto a nessuno. Se non vuoi accettarla, uccidimi, non avrò rimpianti ne opposizioni ma almeno pensaci, pensaci e poi uccidimi."
"Perchè dovrei stringere la tua mano per poi ucciderti?"
"Se prendi la mia mano vuol dire che ci hai pensato e se ci hai pensato, vuol dire che eri indeciso, e se eri indeciso vuol dire che non eri intenzionato e se non si è intenzionati io per te, in questo momento, non ero che niente."

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