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Autore

Daniela Iodice

in archivio dal 19 gen 2012

04 maggio 1991, Napoli - Italia

mi descrivo così:
​Siamo attori di noi stessi e ci perdiamo tra i riflessi di una falsa ambizione costruita sulla notte.

[​Arthur Rimbaud]

29 aprile alle ore 16:56

Simulazione: Un caso

Il racconto

Buongiorno.
Buongiorno a lei.
Si sieda pure, prego.
La ringrazio. (Si siede)
Come si chiama? 
Tommaso.
Salve Tommaso, io sono Alberto. Quanti anni ha,Tommaso?
Quaranta.
Che lavoro svolge?
Operaio presso una ditta di pulizie. (si sfrega le mani)
Si sposta molto per lavoro?
Abbastanza.
Svolge questo lavoro da parecchio tempo?
Abbastanza.
Mi definisca abbastanza.
Ecco, non so, saranno più o meno venti anni o poco più.
Le piace il lavoro che svolge?
Non saprei.
Si spieghi meglio.
Lo faccio da così tanto tempo che, ormai, è quello.
È sposato, Tommaso?
Si.
Ha figli?
Due.
Che lavoro fa sua moglie?
Segretaria in uno studio legale, si chiama Gilda. (Si sfrega le mani)
A Gilda piace il lavoro che svolge?
Mah, penso di sì. 
Suppone o crede che veramente sia così?
Non saprei, penso sia così. (Si sfrega le mani)
Chi si occupa dei suoi figli? Immagino che Gilda abbia molto lavoro da fare.
Mia madre. Vive con noi da diversi anni, quindi mentre noi siamo a lavoro, lei si occupa di loro.
Sua madre quanti anni ha?
Settanta.
Vedova?
Si. (Si sfrega le mani)
Da quanto tempo?
Penso cinque, sei, sette anni. (Si sfrega le mani) Posso andare un attimo in bagno?
Certamente, si accomodi. 

Tommaso, posso chiederle come mai ha deciso di venire da me?
Mia moglie crede che io abbia un problema (si sfrega le mani) crede che abbia bisogno di parlare con qualcuno.
E sua moglie che problema crede che lei abbia?
Dice che il lavoro mi sta ammazzando.
Per quale motivo Gilda pensa questo?
Perché anche a casa sono molto preciso nel pulire e, ammetto, spesso rimprovero i miei figli di non prestare molta attenzione alla pulizia generale. Ma l'igiene è importante, penso, è giusto tenere tutto pulito. Mi piace che sia tutto in ordine, che profumi, che ogni cosa venga purificata, in un certo senso. Ma lei crede che sia sbagliato. Ma io non sono d'accordo. Posso andare un attimo in bagno? (Si sfrega le mani).
Certo, prego. 

Soffre di Pollachiuria?
Non capisco.
Sente spesso il bisogno di urinare?
Oh, no, no. Come le ho detto, mi piace che le cose siano pulite e profumate, quindi preferisco che le mie mani siano sempre pulite. Guardi, senta, sono pulite!
Capisco. È una cosa che le dà sollievo? Come la fa sentire?
Contentissimo. Sollevato. Come se non ci fosse peccato!
Come mai ha usato l'espressione "Come non ci fosse peccato"?
Quando una cosa è immacolata, non so se mi spiego. Pura, incontaminata! Come quando sono a lavoro; appena finisco di pulire, ricontrollo tutto per vedere se ho fatto un ottimo lavoro senza lasciare tracce di contaminazione.
Capisco.
Guardo bene sui tavoli, le mattonelle, mi abbasso sul pavimento. Immacolati se si pensa a quante persone toccano un tavolo e quante camminano su un pavimento. Così sporco e lurido e poi quando passo io, tutto è pulito e profumato. Come fosse stato sempre così! Mio padre diceva sempre che la pulizia è sacra. Più teniamo pulito tutto, più noi stessi siamo lavati e puliti dal peccato. Come se niente avesse cambiato lo stato di qualcosa.
Quando tempo fa è venuto a mancare suo padre?
Abbastanza. (Si sfrega le mani più frequentemente)
Mi descriva abbastanza.
Dieci, undici, dodici anni. (Si agita sudando)
Vuole andare in bagno?
Si, grazie. 

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