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Poesie di Daniela Marcellusi

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  • 12 marzo 2007
    Minuti

    Aspettare.
    Come un cane, sotto casa tua.
    Appesa ad una linea telefonica che oggi ha deciso di tradirmi.

    Ho bisogno delle tue labbra, adesso.
    Adesso che non sei qui.
    Adesso tu non lo sai quanto vorrei le tue mani.
    Rifaccio il numero. Ancora una volta.
    Silenzio. La voce registrata. Minuti che passano, preziosi senza il tuo respiro.
    Tu non lo sai che sono qui ad aspettarti. Non mi chiami. Non vuoi disturbarmi.
    Avevi una voce triste, cupa, ma forte come al solito.

    13.54, un'altra volta il numero.
    Silenzio. La voce registrata. Provo l'altro. Niente.
    Ho paura. Di cosa? Di perdere queste ore con te.
    Non richiami. Mi chiedo cosa fai.
    Forse riposi, forse anche tu mi aspetti con il cuore che trema.
    Non credo. Ti accorgeresti del telefono che non ha linea. Sta passando troppo tempo.
    Mi chiedo se mi ami. Mi rispondo che è impossibile.

    13.58, quattro interminabili minuti. Proviamo ancora. Niente. Cazzo! Non le senti le mie parole?? Non mi senti??
    Sono qui ad aspettarti, non desidero altro che la tua voce.
    Ascoltami, adesso sono io che ho bisogno di te, forse per la prima volta.
    Ti desidero, e mi fa male.
    Aspetterò.
    Fino a quando non sentirò la tua voce, aspetterò.
    Non voglio che arrivi lunedì senza guardare i tuoi occhi.
    Non lo permetterò. 

  • 12 marzo 2007
    Tu

    Ora che non ci sei
    ora che sono ad aspettarti
    ora, mi scopro diversa.

    Tu sai farmi far pace con la mia rabbia
    tu puoi sciogliere il veleno che mi scorre nelle vene
    tu sei là, ed io lontana da te.

    Sei stato luce immensa in un pomeriggio di tenebra
    e aria fresca mentre stavo per soffocare
    in un attimo il tuo sorriso... l'energia, il coraggio.

    Vorrei avere le tue certezze.
    Le tue sicurezze, le tue insicurezze
    La tua allegria.
    I tuoi tormenti e la tua pace.
    Vorrei la tua fierezza e la tua umiltà.
    Vorrei la tua gioia e la tua libertà, la tua rabbia, i tuoi desideri.
    La tua onestà e la capacità di mentire.
    Vorrei avere la tua stessa razionalità e la stessa disillusione.
    Vorrei la tua voglia di sognare.

    Adesso, con tutto il tempo che ci è passato davanti agli occhi
    adesso che sei ancora il mio riferimento,
    adesso, mi sento sola.

    Tu sai farmi desiderare la vita
    tu puoi farmi rinascere proprio mentre sto morendo
    tu sei là, ed io lontana da te.

    Sei stato spensieratezza in una notte fredda
    e primavera quando dai miei occhi colava gelo
    un istante dei tuoi occhi.... la passione, la possibilità.

    C'era confusione, fretta. Desiderio.
    Ingestibile.
    La sensazione che non potrà mai essere soddisfatto.
    Brividi, palpabili.
    Quasi terrore.
    Poi oppressione, apnea, il respiro è andato via.
    Un'inondazione di sangue nelle vene.
    Il cuore arrabbiato, e strizzato.
    Mi perdo.
    Ho tutto quello che mi occorre, e so che non l'avrò mai.
    Mi accontento dello sguardo di un passante, metto un'altra firma sulla mia condanna.
    Mi allontano piano nella notte.
    Chiedo perdono, parlo ancora con Dio.
    Provo a capire se mi sta guardando, mi rassegno.
    Adesso mi accetto,mi giustifico.
    Ora corro, veloce fra le colline.

    Oggi che mi sono fermata ad osservarmi
    oggi che vorrei il tuo sapore fra le mie mani,
    oggi, non so chi sto cercando.

    Tu vuoi qualcosa che io non so darti
    tu hai un segreto che non ho saputo svelare
    tu sei là, ed io lontana da te.

    Sei la mia speranza
    e il senso di ogni mio gesto,
    ma tutto questo tu non lo sai.

    Vorrei avere le tue opportunità,
    oppure un'alternativa qualsiasi.  

  • 12 marzo 2007
    Soltanto io

    E ancora mi chiedo cosa cerco, cos'è che respira dentro di me, perché ogni volta mi ritrovo qui a soffrire.

    Sì, io soffro, il dolore mi dà vita, spesso ho sentito di aver bisogno del dolore... perché dovevo capire che c'ero, che stavo respirando, che il mio cuore stava pulsando...

    Febbraio 2006 / Febbraio 2007... un anno, forse il più tormentato della mia vita.
    Un anno in cui fuori e dentro di me tutto è stato una sola e unica grande evoluzione...

    Ho cambiato lavoro, casa, macchina...
    Avevo un posto di responsabilità ora sono l'ultima ruota di un carro già troppo lungo... ma ho imparato l'umiltà.

    Vivevo in città, tra i rumori e la velocità ora abito fra le colline ed ogni sera apprezzo il tramonto che mi ricorda che è anche possibile cambiare...

    Viaggiavo con un'utilitaria adesso ho un auto di lusso che mi costa quanto un figlio...ma in fondo era il mio sogno...e mi sono detta: perché no?

    Ho cambiato compagnie, ho vissuto amicizie, amori e passioni impensabili...
    Mi sono conosciuta per quello che realmente sono.
    Ho tolto parte della corazza che da troppi anni mi portavo addosso, mi sono liberata di quella persona che agiva per la soddisfazione degli altri.
    Sono riuscita a guardare negli occhi giudici di mia madre e dirle che non potrò mai essere la figlia che si aspettava, ho potuto guardare il volto smarrito del mio fidanzato e dirgli che dovevamo cambiare perché il nostro rapporto in quel modo non sarebbe durato, sono riuscita a guardarmi allo specchio e pensare che forse mi stavo innamorando di una donna.
    Ho conosciuto persone, così diverse, così lontane da me e sono stata capace di diventarne amica, senza più quell'insicurezza, senza più quel timore di non essere all'altezza dei miei desideri.
    Ho abbracciato culture nuove, ho sfiorato nuove idee, ho valutato questioni, ho offerto possibilità.
    Ho dato, tanto. Ho ricevuto, ancor di più.

    Ho amato, infinitamente, come non si può.
    Come non credevo di essere capace.
    Ho amato andando contro i miei schemi, abbattendo ogni muro. Ho amato anche chi non mi ama, ho amato persino chi mi sfrutta ogni mattina e mi ricompensa con due lire al mese e neanche un sorriso, ho amato il sole e le stelle, ho amato visi che non ho più rivisto e non rivedrò.
    Ho amato qualsiasi istante, vivendolo fino in fondo, ogni fotogramma, ogni profumo, ogni brivido della pelle.
    Tutto è scolpito nella mia mente, ogni dettaglio è un marchio a fuoco.
    Ho amato per me stessa, ho amato per amare...
    Ho sofferto del mio conoscermi.
    Ho sofferto del mio non riuscire inizialmente a capirmi, ma tutto faceva parte del grande gioco.
    Ho assaporato ogni frangente che mi è stato regalato e ho vissuto con gli occhi spalancati per poter vedere ogni cosa.

    Sono cresciuta.
    Sono consapevole di essere più forte, più me stessa, più pronta.
    Ora sono io e non ho paura di niente.

    Non mi aspetto nulla e so che quello che arrivrerà lo accoglierò e lo vivrò con amore.

    Ma soffro...
    Oggi come un anno fà, oggi come due anni fà... o tre...
    Soffro perchè la sofferenza è vita, perché la sento dentro, sento che è parte di me.

    So che il mio tormento non si placherà, che la mia fame e la mia sete non verranno mai saziate, che la mia nostalgica inquietudine mi accompagnerà in ogni mio giorno.

    So che sto ancora cercando e che non smetterò mai di farlo.
    Mi chiedo ancora perchè...e nonostante tutto non so rispondermi.
    Ma so accettarmi.
    Ora sono io, nella mia unicità.
    Adesso so Amare anche questo.