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Autore

Daniele Brioschi

in archivio dal 19 mag 2012

07 settembre 1993, Concorezzo (MB)

mi descrivo così:
"La poesia è poesia quando porta in sé un segreto" (Ungaretti). Spero solo che la poesia riesca ad avvicinarmi a questo segreto, che avvicini voi, a questo fantastico segreto che è la realtà, che sono pure io: scrivendo imparo a conoscermi, leggendomi spero mi conosciate.

04 agosto 2015 alle ore 17:44

"Io abito nello stupore di ogni cosa"

Say something
I'm giving up on You
È vero
io sono qui, ad aspettarti
dall'altra parte
della Grande Onda
all'orizzonte
non c'è traccia del Leone
sulla mia spiaggia
io mi ritrovo solo
forse sarebbe troppo semplice
l'ennesima scorciatoia:
waiting for Godot
è qualcosa che abbiamo già provato
tante volte in questa vita
l'Unità
alla Vita
i mille cocci
vissuti come oltraggio
è qualcosa 
cui ci siamo
già fatti l'abitudine
ma rifiuto di gettar la spada
nonostante lo Scienziato
sia qui
di nuovo a urlarmi
"Tu devi
misurare la tua vita
con cucchiaini da caffè"
E mi sembra che svaniscano
in un buco nero di memorie
i brandelli restanti
delle anime speranti
cambiate da uno sguardo
e io cerco ovunque
un buon rifugio
che mi possa riparare
da questo nuovo
diluvio universale.

E d'improvviso
un Mondo
però altro
da me troppo lontano
dove un Leone mi sussurra:
"Nel vostro mondo
io posseggo un altro nome
tu dovrai imparare 
a conoscermi con quello"
Una dolce familiarità
la cui origine
- son certo -
non ha natali
su di questo pianeta
ma in qualche modo sento
lei dischiude
una forza segreta ed incrollabile
mentre si insinua
come piccolo germoglio
spuntando in un terreno vergine
e io mi inginocchio
al cospetto di tal seme
perchè questa Terra
è comunque il posto mio
perchè ogni uomo
qui intreccia la mia storia
anche se tutto
sembra volere confinarci
come un gioco di ruolo
il cui tavolo è il mondo
in cui tu sei pedina giusta
solo se hai letto
un paio di volte almeno
il copione di una vita
che non vorresti mai
aver voluto scrivere
come a Versailles:
dove ogni tanto passa un Re
a ricompensarti
con una pacca sulla spalla
per farti ancora credere
che il potere sia una cosa saggia
che la libertà di un uomo
è cosa sacra
ma se solo suona a tempo
con la chitarra della a-coscienza
qui nella Reggia
ogni messinscena è misera
umanità che abdica
adulazione
arrivismo
il crollo di ogni domanda:
la tenebra sopra l'abisso
ormai si estende in tutto il mondo
e li sento già i bombardamenti
di questa nostra personale 
terza guerra mondiale:
nè caccia nè trincee
qui lo scalpo ambito
risiede in ogni anima
e c'è chi batte in ritirata
attendendo un treno magico
di corsa al binario 8 e 3/4
un salto in un mondo immaginario
e poi chissà
c'è chi si arruola volontario
sicuro di salvar l'umanità
ma l'uomo purtroppo
non ha il potere
di salvar nessuno
c'è chi scende infine
ancora nelle catacombe
a custodire insieme
la propria infreddolita Verità:
non credete a chi li accusa
di nuovo
come tanto tempo fa:
"Siete visionari
vetusti cultori
di non-presenze magiche"
Non credete a chi vorrebbe
scatenar contro di loro
il frate inquisitore del deismo:
questa grandine di stelle
infatti
appartiene a questo mondo:
non esiste più straordinario segno
perchè quel Leone eccolo
risiede sulla Terra
con le sue facce multiformi:
non assomiglia neanche un po'
a una fantastica utopia
non è una favola
scritta da ubriaco
ma vive
qui, carne vivida
e mantiene ancora la promessa
che fece un giorno
a quella bambina timida
dalla bocca spalancata di stupore
e quel terreno nome
io lo sto imparando bene
senza dover star troppo tempo
tra libri impolverati
a studiare in biblioteca
la teoria del perfetto vivere
perchè da questa vita
io ho imparato
che chi grida dal profondo
squarcia luce negli abissi
e ritrova
tra i saliscendi sempiterni
un non so che di nuovo
e già vissuto.

Eccoti, dunque
tornar di nuovo a casa
- Anima mia:
tra le valli in fiore
di queste montagne
che tanto san di vita
qui dove tutto è danza
dalla mia baita io
rivedo all'orizzonte
quella amata Grande Onda
agognata strada
del più gran viaggio della vita.
E non c'è bisogno
del genio di Van Gogh
dell'astrattismo di Kandinsky
della gran visione di Cezanne
dello squadrato gusto di Picasso
perchè tutto questo è vero
credetemi: è accaduto
in nessun quadro
giace immobile 
sperando in miglior vita
in nessun altro luogo dell'universo
tutto è accaduto
quando nessuno più sperava:
diversamente da tutti i progetti pluriennali
dei nostri economisti
"Quand'è crisi
è crisi
e non si può
salvar nessuno"
Diversamente da tutte quelle storie
raccontate sul mio conto
da improvvisati scienziati della Cia
è accaduto
in una tiepida notte
di questa estate gravida:
come una Poesia
che d'improvviso prende vita
come una Sorpresa
che mai misurar saprà
l'illuminato raziocinio
di questo nuovo mondo coraggioso
come una voce
unita in coro
in questo cielo a specchio
costellato di lampare
come un'umana 
ritrovata strada
che si inerpica 
lassù tra le speranze
dell'Amore
come una dolce parola
poi cresciuta 
e divenuta Grido
un grido ancor più forte
e più forte
ancor di più:
fino a mutare 
in nostalgico lieto pianto
"Lo vedi: son tornato
anzi ci son sempre stato".

Avrei dovuto ascoltarla
quanto prima
quella piccola bambina tanto saggia
perchè la saggezza
la misura la limpidezza dell'Amare
e non l'erudizione
"Forse è che non ti manca
ancora abbastanza"
è proprio vero:
dovevo ritornare
mendicante del tuo Amore
Amore che solo
fa esultare il cuore mio;
dovremmo tutti
prestare ascolto
a quella piccola bambina vera
accusata
mai rilasciata
cui nessun giudice umano
ha osato mai 
dar causa vinta:
perchè è vero infatti
credetemi
quell'antico detto
"Io abito
nello stupore di ogni cosa"
Mentre un vecchio vinile suona
di nuovo in questa stanza
"E tu vuoi viaggiargli insieme
vuoi viaggiargli insieme ciecamente..."
È vero infatti
questa notte ancora
come all'origine del mondo
Tutto è riaccaduto.

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