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Poesie di Daniele Brioschi

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  • 18 novembre 2013 alle ore 16:45
    L'urlo dell'anima mia

    È come un'onda
    stanca di ballare 
    su e giù
    ogni giorno a riciclare
    quel po' di schiuma giornaliera
    senza ormai pensarci più
    è come un'ombra
    che sbadigliando esce
    ad ogni sole
    quatta quatta
    dal suo rifugio
    poi si posa, danza, si deforma
    attorno al suo padrone
    piccola noia giornaliera
    così l'anima mia
    risbatte
    contro il quotidiano muro
    e poi ridevia
    eppure è urlante
    di presenza eterna
    così l'anima mia
    perdette la vista
    e ripartì
    - inseguendo un'eco
    di speranza -
    per il lungo viaggio
    della riscoperta.

  • 13 settembre 2013 alle ore 20:20
    Il Signor Nessuno

    E il minatore di verità
    scopre la sua maschera
    di prim'attore
    prediletto
    dalla sempreverde regista
    chiamata menzogna
    e l'assennato ricercatore di Dio
    scopre il suo volto
    attonito
    di finta sazietà
    ma io, chi sono?
    Sono forse il mio progetto
    di me stesso?
    Sono forse un attore
    consumato
    ad abbracciare con destrezza
    un sempre più largo pubblico?
    Sono forse leale fino alla morte
    o forse un meschino incoerente?
    Sono forse il mio record fallito
    o il figlio di un mistero?
    E mi colgo smarrito
    nella valle del mio io.
    Forse qui mi chiameranno
    - semplicemente -
    il Signor Nessuno.
    Ma loro!
    La possono fare facile,
    loro!

  • 02 settembre 2013 alle ore 17:24
    Il pianto dell'irrimediabile

    Dio maledica
    il mio passato
    istinto primitivo
    del mio canto
    è il pianto
    dell'irrimediabile
    che paralizza
    l'anima mia
    cammino stanco
    con la mia stanca verità
    pronto a correre
    mi colgo voltarmi
    un raggio di luce
    che mi spinge più in là
    non è più serpe
    avvolgente
    a sorprendermi;
    ma come potrò consolarmi?
    il passato
    rimarrà
    il mio libro
    dove decifrerò
    - ancora -
    la calligrafia della provvidenza
    tutta la vita
    in un palpito
    è racchiusa là.

  • 16 agosto 2013 alle ore 11:22
    Corrispondenze

    Qui, seduto
    una sensazione indicibile
    corre
    è come se mi fosse concesso
    attraverso note umane
    di salire la scala del firmamento
    di afferrare qualcosa
    al di là
    e poi - di nuovo -
    improvviso precipitare
    su questa terra
    da un mondo
    inesplicabile
    così perfettamente totale
    e me ne sto qui
    con sora malinconia
    - ancora -
    a mirare e rimirare
    ricomincio a camminare:
    un'impronta di gioia
    verso la mia meta indicibile

  • 10 luglio 2013 alle ore 10:32
    Sorella

    E non riesco a coglierne il perchè
    del cuore pulsante 
    della notte
    storico teatro
    della mia malinconia
    Malinconia
    malinconia
    malinconia!
    Un giorno ti chiamerò
    sorella
    malinconia!
    E sembra che la luna
    così vicina
    parli
    illumini il mio desiderio
    invincibile
    una voce che col suo eco
    ha nutrito il cuore mio
    sei compagna inossidabile,
    mia malinconia,
    tu sempre fedele
    quando mi scopro
    adorante il bene
    ma non farlo mio
    quando il mio struggente desiderio
    di amare
    sposa un nulla
    solo incontra
    una puntura di rosa
    ormai appassita
    seppur bellissima
    quando la mia ricerca
    vive
    di quello stupore
    che trasfigura gli occhi di un bambino
    e poi sfiorisce
    tra le vette della letizia
    e le profondità così popolari
    della tristezza
    in un vertiginoso saliscendi
    senza soluzione di continuità
    quando cambiare è una parola,
    bella ma inerme
    ma alla fine si ritorna sempre
    da se stessi
    e nella propria stupidità
    quando risfogli il libro 
    della memoria
    parola viva
    carne che rivive nel pensiero
    ma non puoi cambiare
    nulla
    nulla
    un misterioso nulla
    e cresce l'ansia del perchè
    ti chiamerò sorella, 
    compagna malinconia
    quel giorno che mi condurrai
    faccia a faccia
    io,
    col tuo sposo,
    il tuo tenero sposo,
    il Signor Senso.

  • 05 aprile 2013 alle ore 11:26
    Quel fragoroso vuoto

    Quel fragoroso vuoto
    che dorme dentro me
    poi vibra e si rimena
    ma non si riempie mai
    quell'ardente gioia
    che preme sul mio cuore
    poi bussa, vuole uscire
    ma trova un nulla
    a cui dedicarsi
    in questa landa desolata
    questo mio amore splendido
    pronto a esplodere
    ma solo in potenza
    è amore per cosa?
    Qui trovo solo
    granelli di sabbia
    con la paura
    di voltarmi indietro:
    non il nulla
    è fuggito
    alle mie spalle
    ma un dolce assaggio
    di quell'amabil Tutto
    che vorrei tanto ritrovare.

  • 12 gennaio 2013 alle ore 16:59
    A recalling question

    This kind of sadness
    walking through my heart
    that kind of humour
    when reality is not truth
    when the night comes and goes
    carrying around
    all her beautiful lies
    and your question
    right here
    my question
    right now
    no!
    A flash in the air
    it remains terribly
    unsolved.

  • 14 dicembre 2012 alle ore 18:22
    Lo sciroppo per l'anima

    Affannoso rincorrere
    di una porta che non si apre mai
    preferisco il divertimento
    a una faticosa strada sterrata
    la paura di chiudere tutti fuori
    e ripartire
    perchè là fuori
    nessuno sa farmi ricordare
    me stesso
    me lo fa solo rimpiangere
    c'è solo candida neve bianca
    vorrei immergermi 
    fondermi nel suo candore
    porgimi quel fardello
    non voglio voltarmi più
    a trovare mille scuse
    senza pensare senza lamento
    solo con gli occhi ben spalancati
    dentro quella salita
    dall'aspetto redento.

  • 09 novembre 2012 alle ore 16:31
    Irredento

    E passi intere notti
    in cui sei solo un irredento
    pregando l'alba
    di calpestare 
    stanco
    la sua terra del sole
    soffocante è il deserto
    conosce solo una stagione
    e il sole ancora tramonta
    dietro la tua stretta via
    che cade dritta
    nella palude della notte
    cammino irredento
    gocciolanti orme
    rinchiuse nella gabbia
    ardo ma non brucia
    piango ma non si scioglie
    prego ma sembro solo
    forse non ho più occhi per vedere
    rincorro i fili della vita
    ma resto sempre indietro
    e vorrei fare Tutto
    ma non è possibile
    e neppure ti sento
    con i sensori del mio tempo.

  • 09 novembre 2012 alle ore 16:20
    Deserto

    Ardo di infinito
    ma qui tutto è finito
    ardo di verità
    ma tutto sembra ingannarmi
    in questo mondo.
    Ardo di vita
    ma vivo una triste maschera
    della mia vera vita.

  • 07 settembre 2012 alle ore 12:30
    Miliardi di parole

    Conosco
    un mondo
    che idolatra i sogni
    solo perchè
    sono irraggiungibili
    è un mondo
    inconcludente
    che ama
    essere sedotto
    poi ricacciato
    indietro
    mentre piange
    disperato
    e compone poesie
    senza senso
    è un mondo
    spietato
    che ha imparato
    ormai
    come confondere
    gli uomini
    nel mezzo
    di tutte le parole
    miliardi di parole:
    sono il contorno
    della trappola.

  • 03 settembre 2012 alle ore 22:24
    Veramente

    Parola
    parola
    parola
    non c'è modo
    un labirinto
    infestato di trappole
    senza uscita
    non c'è modo
    non c'è modo
    non c'è modo
    non susciterà mai
    azione
    azione 
    è per chi ha il coraggio
    chi ama così tanto
    da essere libero
    - veramente.

  • 03 settembre 2012 alle ore 22:21
    Cenno essenziale

    Oggi
    proprio non ci riesco
    ogni cosa
    si traduce
    in poesia
    ma non serve a nulla
    disperato nulla
    sento un macigno
    sopra le mie spalle
    ogni fibra della mia mente
    si consuma
    per tirarlo su
    ma non basta
    nulla basta
    tutto ciò che ho
    sembra ghiaccio
    beffardo
    si scioglie
    ecco:
    non basta
    finchè nemmeno il capo
    fa un cenno

    non mi importa del resto.

  • 27 agosto 2012 alle ore 21:35
    Dettagli

    Dettagli.
    Il Dolore.
    Daniele.
    Distanza.
    Diamine.
    Dai!
    Dettagli.
    Due.
    Odio i Dada!
    Dante lo mio gran maestro.
    Decisione.
    Decaduto.
    Dettagli.
    Deficiente.
    Degradato.
    Dignità.
    Deriva.
    Desolazione.
    Destino.
    Dettagli.
    Un Disegno.
    Sembra geometrico.
    Una geometria sconosciuta.
    Bellezza e Armonia.
    Riposano sicure.
    Non più violentate.
    Senso che trasforma tutto.
    Dettagli.
    Deus lo vult.

  • 26 luglio 2012 alle ore 11:15
    Un poeta speciale

    O poeta
    il tuo destino
    è amaro
    per essere
    quello che sei
    il dolore
    è la prerogativa
    la felicità
    non ti appartiene
    è difficile dipingerla
    non nacque
    dal ventre
    dell'uomo.

  • 26 luglio 2012 alle ore 11:12
    E se ne va

    E un'altra giornata
    se ne va
    non pensavi
    sarebbe finita così
    quando aspetti
    il miracolo quotidiano
    mai arriva
    senza di te.

  • 23 luglio 2012 alle ore 15:59
    Quello che conoscevo

    Basta!
    Giuro
    da oggi
    basta!
    Mi disorienta
    mi fa paura
    tutto tende
    alla falsità
    idealità
    voglio fuggire
    ogni complicazione
    voglio una vita
    semplice
    vera
    quella che mi avevi dato
    tanto tempo fa
    ora me la sono tolta
    senza ragione
    quasi
    senza accorgermene.
    Ma va sempre così
    tanto il tempo
    non cambia nulla
    non basterà
    la mia promessa:
    il tempo
    si diverte
    a farne beffa.

  • 12 luglio 2012 alle ore 11:59
    Lettera d'addio

    Scriverti
    a mezzanotte
    forse è da pazzi
    lo so
    ma ora
    ogni ponte
    è spezzato
    indicibile malinconia
    avvolge i miei pensieri
    scrivo lettere
    piene d'amore
    quello vero
    il più raro.
    E quasi
    non te ne rendevi conto
    lei sfuggiva
    e tu cadevi
    ma non ne facevi caso
    immerso
    com'eri
    nel perfido rifugio
    della finta sazietà.
    Vivi una vita
    che non hai scelto
    quella che non intendevi
    vivere
    risucchiato
    nel vortice
    della convenzione
    e della stupidità.
    E tu, luna
    tu hai vegliato
    sulle nostre teste
    con quel sorriso
    d'indecifrabile mistero
    che noi uomini
    ti dipingiamo sulla bocca:
    eppur mi vedi.
    Mentre trasudo
    di nostalgia
    perchè mi fai sognare tu?
    Rivedo la mia storia
    rivisitata
    in un gran film
    quelli che hanno sempre
    il lieto fine
    ma ora so
    tu non sei una favola
    ho imparato
    si sogna
    ad occhi chiusi
    perchè i desideri
    quando sfiorano le stelle
    non si avverano
    - semplicemente.
    Non risponderai
    nemmeno adesso
    lo so
    ma mi sono reso conto
    tutti perdiamo
    le persone amate
    non posso arrendermi così
    non sono preparato
    a perdere
    la persona che amo di più.
    Non riesco a smettere
    di pensare
    di sognare
    le parole mai dette
    le musiche mai ascoltate
    il tempo mai consumato
    quando eravamo
    solo
    io e te.

  • 09 luglio 2012 alle ore 17:39
    Musica inquieta

    Lo so
    capita anche a te
    quando la vita
    - ci sei immerso -
    basta un tratto
    troppo grande
    disorienta
    gira la testa
    e persino
    questo torsolo di mela
    è più grande di me
    stupido puntino
    di ossa e carne
    disperso
    in questa galassia
    chiedo indicazioni
    per il miliardesimo anno luce
    senza satelliti
    per potermi ritrovare
    “il mio supplizio
    è quando
    non mi credo
    in armonia”
    - questa musica leggera
    inquieta -
    sarà forse
    lei
    ti riporta al senso
    dunque questo
    ti fa paura?

  • 09 luglio 2012 alle ore 17:29
    Vascello fantasma

    Perso
    guardo attorno
    calme le onde
    mi fissano
    dritte negli occhi:
    se avessero bocca per parlare!
    Piccola zattera
    la mia
    legno giovane
    già scheggiato
    perchè nascondi
    quel piccolo difetto?
    La verità racchiusa
    lì, in un palmo
    è dura ammetterlo
    sarò per sempre
    mendicante
    e dover cedere il timone
    geloso del tuo remo.
    Delle voci:
    parole o echi sfumati
    “è il coraggio”
    poi ripiombano
    s'inabissano
    là da dov'erano venute.
    Non capiscono
    non vorrei gridare
    io lo faccio
    non si scorge
    dietro quella nebbia
    terraferma,
    un nulla.
    Solo si avverte:
    un fruscio,
    dolce,
    come il cinguettio
    del pettirosso
    che ritorna
    sul campo di battaglia,
    finite le ostilità.
    Mi tappo le orecchie
    continuo a guardare
    distratto
    mentre un remo
    stanco
    e solo
    terribilmente solo
    perso
    in un oceano troppo grande
    si ferma,
    io con lui:
    con quell'onda
    dannata
    ancora lì
    lancia un'occhiataccia
    lui impaurito
    lei interrogativa
    poi continua
    riprende
    testardo
    la mia rotta casuale
    quel fruscio
    che sa di terraferma
    lo lasci agli altri
    guardati!
    Annaspi
    lì tra le onde
    solo
    col tuo remo
    nascosto
    perso
    perchè urli disperato
    “dammi il coraggio!”
    torna!
    Ti dico
    torna!
    Vascello fantasma!
    Tu mi volgi le mani
    ogni secondo
    sai persino
    dove sono
    nell'immensità
    di questo mare
    ma io non so nuotare
    non fingo
    di non aver paura:
    io mi aggancerò
    al tuo remo.

  • 05 luglio 2012 alle ore 11:39
    Superstite

    Ho incontrato
    la morte
    forse per la prima volta
    irruzione tragica
    è passato
    tanto tempo ormai
    ma il ricordo
    non trema
    ogni giorno
    come carne rivive
    il tempo 
    non uccide
    il segreto
    della tua esistenza
    tra noi
    fratello
    tu ridi
    poi piangi
    la commozione
    riga il tuo viso
    le stesse lacrime
    che ho pianto io
    quel giorno
    quando le tue parole,
    quella grafia, 
    così poco elegante,
    squarciarono
    la mia vista
    annebbiata:
    ora vivi
    le parole
    all'apparenza
    astratte
    ogni uomo
    è messaggero
    ogni battito di ciglio
    vibra di senso...
    fa che non ritorni
    - ti prego! -
    lì,
    dove mi trovasti,
    insieme a tutti gli altri,
    gli uomini inconsapevoli.

  • 14 giugno 2012 alle ore 10:32
    Mentre fingo l'allegria

    Solo tu
    sei capace
    solo tu
    hai un dono
    tuo, innato
    l'unico
    ogni cosa
    è un fragile
    cristallo
    ogni cosa
    che io ami
    veramente
    ogni scaglia
    rimanente
    colpisce
    beffarda
    si conficca
    dopo esplode
    solo così
    lei fa più male
    ogni volta
    io ti guardo
    senza che tu
    mi possa vedere
    ma ti allontani
    con lo sguardo
    teso
    verso il mondo
    che non è il mio
    un destino amaro
    ogni giorno
    ci ricorda
    la nostra colpa.

  • 14 giugno 2012 alle ore 10:27
    Uno specchio che si specchia

    La delusione
    che mi pervade
    ogni volta
    che mi compiaccio
    di esser vittima
    ti sento,
    minatore,
    sento un ribollio:
    il tuo moto perpetuo
    fino al fondo
    dell'anima mia;
    riscopro
    con amarezza:
    non c'è complotto
    contro di me
    io ho ancora torto,
    tu hai ancora ragione.
    Povero,
    io,
    che mi dispiaccio.

  • 07 giugno 2012 alle ore 10:06
    Privilegio

    Che privilegio
    è così bella
    questa felicità
    che si scopre
    semplice gemma
    come un vento
    tiepido soffio
    lui porta 
    più su,
    più su!
    Un dito teso
    e atteso

    dove nuvole
    - nemmeno loro -
    osarono arrivare.

  • 07 giugno 2012 alle ore 10:03
    La frenesia

    E poi manca
    persino
    il tempo
    di fermarsi
    e dopo chiedersi
    quanti miracoli
    sfuggono,
    inosservati
    ogni giorno?
    Così
    avvengono,
    caparbi,
    spero
    che quel giorno
    io sia lì,
    li noti,
    semplicemente
    - ma l'uomo
    rifugge
    la semplicità -
    dietro quell'orizzonte:
    forse avrò smesso
    - distratto -
    di giocare
    con la sabbia.