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Poesie di Daniele Brioschi

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  • 03 giugno 2012 alle ore 10:09
    Dal fondo del mio mare

    Fragile
    foglio di carta
    sbattuto lontano
    dal vento dell'Est
    sciolto poi,
    nostalgico
    di terra natia,
    da piogge
    inarrestabili
    tu, o uomo!
    Perchè sai solo
    chiedere
    e niente dare?

  • 03 giugno 2012 alle ore 10:06
    Esploratore

    Per te, esploratore
    troverai mai tu
    le bianche vette
    della letizia
    e le sue rade orme?
    Continuerai tu 
    stolto a scavare,
    solerte minatore
    dal volto grigio,
    mai domo,
    come per inerzia,
    fino al fondo
    del nero abisso?
    Per sempre?
    Gusterai tu mai
    il sapore della vittoria
    o l'amaro prodotto
    della stoltezza umana
    per sempre?
    Ascolterai mai tu
    le urla della folla
    o solo l'indifferenza
    del pubblico,
    il tuo pubblico?
    Per sempre?
    Per sempre
    è tutto ciò che voglio.

  • 01 giugno 2012 alle ore 17:25
    È stato un cammino speciale

    È strano
    questo desiderio
    ho l’immenso bisogno
    di osservare
    tutto
    con amore
    infinito
    non ne so bene
    il motivo
    ho bisogno
    di sentirmi
    grato
    ogni giorno
    vivere
    all’altezza
    di questo dono:
    è meraviglioso.
    Io ho sentito
    il vento
    furioso
    scivolare tra i capelli
    correndo dall’abisso
    durante questi anni
    sono diventato
    uomo
    ogni parola
    che scrivo
    è un singhiozzo
    non so resistere
    agli addii:
    è meraviglioso.
    Voglio per sempre
    vivere così
    è stato un cammino speciale
    e per la via
    io, sempre accompagnato
    questo sguardo
    ho imparato.

  • 31 maggio 2012 alle ore 20:00
    Quando scorro la pellicola

    Vi invidio
    guardo
    la vostra tenerezza
    poi ricordo
    quando quella palla
    inseguita
    bastava
    il sogno era bucare
    quella porta
    essere inseguito
    dai compagni
    esultanti
    ma ora non è più così
    odio Freud
    sembra in un tratto
    che tu abbia ragione
    come se questa vita
    sia semplice schema,
    veramente;
    ricerco la voce
    "giovinezza"
    e la mia ricerca
    perenne, mai sazia
    di nulla che non sia
    il Vero
    senza il coraggio
    di inseguirlo
    e poi scorro
    le mie troppe domande,
    le troppo poche risposte. 

  • 26 maggio 2012 alle ore 17:13
    Perchè?

    Con il mondo
    che pretende:
    perchè?
    La folla ti guarda
    ti chiede:
    perchè?
    E lo sguardo
    abbassato
    ricerca solo
    perchè.
    I fischi hanno vinto
    ti tormenta
    quel perchè.
    Lotta se è quel
    che ami
    più di ogni cosa:
    non preoccuparti,
    sono solo perchè.

  • 26 maggio 2012 alle ore 17:03
    Waiting for God

    Soli:
    aspettiamo sempre
    qualcosa
    io seduto sulla mia roccia
    a piedi scalzi
    lui è lì,
    si diverte a tornare
    invisibile,
    ma intuisco:
    uno sguardo,
    il suo sguardo,
    di padre,
    dietro quella coltre
    di nebbia opaca
    tremolante
    alla fine
    del suo pellegrinaggio
    aspetta
    che alzi i miei occhi
    frenato
    perchè desidera
    più di ogni cosa
    compiere
    quell'ultimo metro:
    per abbracciarmi,
    per essere abbracciato.

  • 26 maggio 2012 alle ore 16:57
    Esistenze intorpidite

    Odio
    quello che sto diventando
    io
    un velo
    sfiora il mio palmo
    ma quando richiudo
    la mano mia,
    stanca,
    mi guarda
    attonita
    l'aria
    svegliata.

  • 26 maggio 2012 alle ore 16:54
    Significhi niente

    E una terribile
    sensazione
    mi pervade
    circonda
    in una morsa
    la mia anima
    ferita
    il più grande dolore
    mi stai infliggendo
    questa sera
    e io contemplo
    un altro sole
    voltarmi le spalle
    dorate
    dell'estate nascente
    credevo di incrociare
    un giorno
    i tuoi occhi
    almeno un poco
    cambiati
    piango
    se penso all'addio
    da quel momento lo so
    di me non ti resterà
    che un nome
    un ricordo
    solo sbiadito,
    forse sgradito:
    è così ingiusto

  • 23 maggio 2012 alle ore 16:51
    5 novembre

    Una nota
    mi riporta
    a quel 5 novembre
    mi rivedo
    il capo chino
    ignaro
    a scrivere
    ancora
    un do minore
    mi riporta
    a quel 5 novembre
    e in un attimo
    il mio ombrello
    la pioggia,
    mista a lacrime,
    vero dolore,
    almeno quello
    un suono spiritual
    mi riporta
    a quel 5 novembre
    le gambe tremano
    ancora,
    come allora,
    quando la morte
    ti portò via
    quando tutto
    era compiuto
    parole
    senza ritmo
    e poesia dilettante
    scrivi indelebile
    il mio testamento
    perchè mi ricordi
    quella mattina
    quando morirò
    di quel 5 novembre
    tu dal cielo,
    immerso in luce
    splendida,
    prega
    e dammi Gesù.
    (al mio amico Marco, che da lassù riderà, ricordandomi che un giorno me lo disse, che avrei scritto poesie: e io ancora non me ne rendevo conto...)

  • 23 maggio 2012 alle ore 16:41
    La mia lacrima che scrive

    Non so se sai
    come ci si sente
    quando pensi
    che tutto il passato
    è stato uno sbaglio
    quando ti viene
    il maledetto tarlo
    che hai vissuto
    sciocco
    ingigantendo tutto
    come quelle odiose
    soap-opera alla tv.
    Non so se sai
    come ci si sente
    quando gli altri
    pensano che tu sia
    un bambino
    quando il terribile dubbio
    viene anche a te
    vorresti buttare tutto
    non rifare più uno sbaglio
    sono stufo di sentire
    sbagliare serve
    per imparare.
    Non so se sai
    come ci si sente
    quando gli altri pensano
    che tu sia matto
    quando il terribile dubbio
    viene anche a te
    credevi che loro 
    capissero
    ma poi non sono
    come te
    loro si fermano
    all'apparenza
    danno più importanza
    alla stranezza
    perchè non sono
    come te
    non prendono
    il senso
    o forse sì,
    ne ricamano uno
    sin troppo razionale
    perchè i conti
    in fondo
    alla fine dovran pur tornare?
    Non so se sai
    come ci si sente
    quando devi sempre
    fingere
    perchè il mondo impone
    "devi essere positivo!"
    e hai paura persino
    di mostrare il dolore:
    cosa devi salvare
    di questa faccia
    che da salvare
    non ha più niente ormai?
    Non so se sai
    come ci si sente
    quando ti vergogni
    di te stesso
    di quel te stesso
    in cui credevi di più
    quando pensi
    di essere
    uomo che ha perso dignità
    solo perchè
    ha mostrato
    tutto se stesso.
    Sono ancora
    un bambino?
    Non sarò mai dunque
    un uomo?
    Sono solo
    un ciarlatano
    o un bel filosofo idealista?
    Sono forse 
    in tutto
    un po' insano
    o forse
    uomo che ami
    l'ossessione?
    Non lo sai.
    Mi viene
    da piangere.
    Ecco, di nuovo:
    solo per voi,
    l'uomo matto.

  • 21 maggio 2012 alle ore 17:00
    Confinato

    Io non lo capisco.
    Mi arrendo.
    Forse non lo capirò
    mai.
    Come puoi
    rimanere indifferente
    di fronte
    a quello che ti ho detto
    come se
    non ti riguardasse affatto
    come puoi
    trattarmi adesso
    sempre come prima
    uomo,
    confinato
    dalla tua vita
    ma tu dirai di no:
    forse così
    fa ancora più male

  • 21 maggio 2012 alle ore 16:56
    In ginocchio

    Ridammi
    la mia vita
    grido di uomo
    o quel nessuno
    che sto diventando io
    ridammi
    la mia vita
    grida di uomo
    disperato
    se la speranza
    dipende da me
    ridammi 
    la mia vita
    urla di uomo
    che sa lottare sì,
    ma solo
    contro se stesso

  • 21 maggio 2012 alle ore 16:52
    Commozione

    Commozione
    la mia vita
    tutta commozione
    ogni sfumata
    immagine
    ripercorsa
    ogni pallido
    ricordo
    risfogliato
    facile mi dici
    rimpiangere
    quel passato
    commozione
    quando tutto
    è liberato
    ma oggi
    vecchio di prima
    torna!
    Quale senso
    nascosto
    è qui scavato
    in mezzo
    a tanta presente sofferenza?
    Commozione
    se oggi sono
    finalmente io
    uomo tutto.
    E liberato.

  • 19 maggio 2012 alle ore 22:15
    Bellezza e semplicità

    Oggi ho bisogno
    di te
    forse per l’ultima volta
    ho paura
    che tu mi allontani
    è come se corressi
    spendendo tutto il fiato
    rivolto all’indietro
    rimanendo in equilibrio
    con grande abilità
    tu sei parola timida
    mia, e unica
    ascolta il fischio
    imbraccia la baionetta
    poi corri,
    a occhi chiusi
    forse quella luce
    là, fuori
    -dove tutto sa di uomo-
    non ti disintegrerà