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Autore

Daniele Brioschi

in archivio dal 19 mag 2012

07 settembre 1993, Concorezzo (MB)

mi descrivo così:
"La poesia è poesia quando porta in sé un segreto" (Ungaretti). Spero solo che la poesia riesca ad avvicinarmi a questo segreto, che avvicini voi, a questo fantastico segreto che è la realtà, che sono pure io: scrivendo imparo a conoscermi, leggendomi spero mi conosciate.

18 aprile 2015 alle ore 19:15

Solitudine d'artista

E dire
che non son mai stato
un rivoluzionario
eppure anche stasera
il boia ha già eseguito
per bene tutta la condanna
l'ermetismo è l'unico
alfabeto che conosco
forse io son capace solo
di comunicare in versi
forse io parlo
soltanto con me stesso
quella parola timida
che un bel giorno fiero
io lanciai all'attacco
Figlia mia, eccoti:
io ti vedo ritornare
tra le braccia mie piangendo
come per paura
per un coraggio ancor mancante
piccola mia, lo so
quel dileggio
e quello sconcerto
quelle accuse di stranezza
no, non ti abbatteranno,
puoi starne certa;
ma io leggo nei tuoi occhi
anche un terribile sospetto
una gran disillusione
come se il mondo tutt'a un tratto
si fosse colorato
di un bianco grande vuoto
e fosse ritornato al mondo primitivo
desolato:
il principato del selvaggio;
io conosco quel sospetto:
come di chi si porta avanti
avanti e ancora avanti 
nel cammino
di chi conosce il suo destino
l'andare sempre più verso se stesso
e non trovar nessuno
nessuna traccia
nessun grembo materno
che ti possa accogliere
un'anima cara
che ti accudisca e ami;
come di chi si trova muto
l'unico al mondo
a parlare
con uno sconosciuto
linguaggio universale
perchè la morte
non strappa dalla vita le parole
ma tappa le orecchie
di chi non vuol sentirle.

Il tuo è però sospetto
di chi torna
dopo un grande e lungo viaggio
senza aver solcato veramente
neanche per un solo attimo
le porte della propria anima
sospetto
di chi getta
una veloce occhiata
là, fuori
e poi si gode
la meritata quieta vita
tra le vette della sua fortezza
quella fortezza ben munita
che in tanti anni
mattone su mattone
ha cinto la mia anima.

Figlia mia,
io ti accolgo:
sarò con te per il momento
ancora per un po'
ma presto viene il giorno
in cui non seguirò i tuoi passi
lassù fino alla Contea
viene il giorno
in cui lo prenderai
quel sentiero che ti ho indicato
e che si affaccia qui,
davanti a questa nostra amata casa:
io pregherò per te
accompagnandoti all'imbocco
ma sarai tu
a dover trovar
la Strada:
allora tu dovrai
aprir le braccia di fiducia
perchè l'amore conosce
tante vie
e forse non sarai più
Sola.

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