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Daniele Passaro

19 giugno 1987, Battipaglia

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  • 15 febbraio 2010
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    L'ignoranza non è non leggere niente, ma guardare la tv, fumare, bere e giocare d'azzardo.
    La solitudine è non leggere niente.
    L'indifferenza è leggere una cosa e poi leggerne un'altra.
    La diffidenza è leggere una cosa e poi leggerla da un'altra fonte.
    La conoscenza è leggere una cosa e capirla.
    La stupidità è leggere una cosa e capirne un'altra.
    Anche l'intelligenza è leggere una cosa e capirne un'altra.
    La cultura è leggerne una e capirne dieci.
    Lo studio è leggerne dieci e ricordarne dieci.
    La monarchia è leggere una cosa e raccontarla a tutti per come la si vuol dare ad intendere.
    La religione è stare zitti e in ginocchio mentre qualcun altro legge.
    La democrazia è leggere tutti lo stesso libro, quello più in voga al momento, ma interpretarlo ognuno a modo proprio.
    L'ambientalismo è leggere un libro di carta riciclata che parla di come poter salvare l'ambiente, quando il processo per creare carta riciclata inquina molto di più di quello per fare carta comune.
    Il totalitarismo è leggere un libro solo, o comunque sempre dello stesso scrittore, senza poterne parlare né bene né male, dato che non sussistono paragoni.
    Il fascismo è leggere a voce alta i libri che ti impongono di comprare.
    Il comunismo è avere gli stessi libri degli altri, che tu sia un professore di latino o un analfabeta che deve apprendere l'italiano.
    Il centro è leggere i libri degli scrittori che ti promettono una percentuale sulle vendite.
    L'anarchia è bruciare tutto ciò che si può leggere.
    La ribellione è fare un'antitesi di ciò che leggi.
    La rivoluzione è riscrivere.