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Poesie di Danilo Mar

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  • 10 novembre 2008
    Cercami

    Cercami
    nel profondo dei tuoi ricordi
    nell’affollata foresta
    della tua memoria
    dove albergano i ricordi
    del nostro amore

    cercami
    per le strade che camminerai
    per sentieri di boschi selvaggi
    nelle camere d’albergo che ti vedranno
    ancora ancella d’amore

    cercami
    nella tua solitudine
    nella tristezza di che ti circonda
    nella corazza di silenzio
    che hai innalzata

    cercami

    cercami sempre io ci sarò
    col mio passo claudicante
    col grigio dei miei capelli
    col desiderio che ho d’amarti
    con tutto l’amore che non so darti

  • 10 novembre 2008
    Don Chisciotte

    Dulcinea te ne sei andata
    colpita dal rimorso
    per il peccato commesso
    ed io cavaliere valoroso
    sto qui a cazzeggiare
    adombrato ed ombroso
    sperando in cuor mio
    che tu Dama del Doboso
    da me possa tornare
    così che le mie ossa
    ormai stanche
    si possano ritrovare
    con te a cavalcare
    il mio Ronzinante
    e non schiantarmi più
    per un tragico evento
    contro quei maledetti
    mulini a vento
    o attaccare pecore indifese
    ai miei occhi orde saracene
    nelle mie dementi
    ludiche messeinscene

    ora sono solo
    solo per davvero
    perché anche quello
    che era il mio fido
    e servile scudiero
    m’ha abbandonato
    in questa circostanza
    per correre non so dove
    maledetto Sancho Panza

    e Cervantes se la ride
    di queste mie disavventure
    e con tocco di penna
    sconfigge le sue paure
    mentre io
    ridotto a mal partito
    inseguo ancora te
    splendida Dulcinea
    che so aspetti me
    e da te arrivo armato
    solo della lancia
    eccomi
    sono Don Chisciotte
    signore della Mancia

    ed ora non ci sono
    né mulini né cani né pastori
    né tanto meno
    le orde selvagge dei Mori
    e armato di buona creanza
    tornato è pure
    il fido Sancho Panza
    e ci sei anche tu
    signora del Doboso
    ora sei mia
    e t’infilzo col mio “coso”

    e riparto per nuove avventure
    lancia in resta
    e come elmo
    uno scolapasta in testa
    vieni Sancho
    muovi quel tuo culo
    che io su Ronzinante
    e tu in groppa ad un mulo
    correremo incontro
    senza paure
    a splendide nuove
    mirabili avventure

  • 10 novembre 2008
    Ti lascerò

    Ti lascerò il cielo e le stelle
    il sole la pioggia e la volta celeste
    ti lascerò – spero – un mondo migliore
    dove tu possa camminare sicura
    ti lascerò i miei occhi velati di pianto
    e il mio sorriso raggiante e sincero

    ti lascerò la mia rabbia
    e la mia forza mentale
    ti lascerò il mio ordinato disordine
    e la bellezza di un’alba che cresce
    mentre metà del mondo vede
    un giorno che muore
    ti lascerò la bellezza di mele rubate
    e di risse giocate con carte truccate

    ti lascerò tutti i miei versi
    - voli di un uomo stanco
    non certo sconfitto -
    lì troverai tutto angosce e paure
    gioie tormenti amori vissuti
    e amori sognati e la rabbia di chi sa
    d’aver tanto sbagliato

    e ti lascerò tutti i miei ricordi
    raccoglili e fanne un collage
    sarà il poster della tua vita
    la mia ormai – figlia mia –
    vede solo la salita.

  • 10 novembre 2008
    Serendipità

    Ricordi?
    cominciò come un gioco
    una sfida a te stessa
    una sfida a me stesso
    e ci siamo bruciati
    al fuoco d’un amore
    improvviso non cercato
    ma che ci ha inchiodati

    e questa serendipità
    ci ha trovati felici
    ma anche indifesi
    a volte malinconici
    ma sempre protesi
    verso un destino
    di cui nulla sappiamo
    o forse si una cosa
    una e una sola conosciamo
    siamo certezza
    a dispetto del fato.

  • 10 novembre 2008
    Il Pirata

    Il 14 febbraio 2004 mi raggiunse la notizia della morte di Pantani, al Residenze “le Rose” di Marina Centro.

    S’inarca lassù tra tornanti e sale la strada
    veloce vola una bandana
    ad annunciare uno scatto secco
    come una rasoiata

    vola il pirata sugli italici monti
    vola e stravince su quelli d’oltralpe
    è una rabbia la sua e par che le colpe
    sian quelle di battere tutti gli altri

    l’ultima tappa l’hai corsa da solo
    tu uomo che hai domato i monti
    hai chiuso in una città di molo
    ci resta la tua leggenda ci restano i ricordi

    e resta quella bandana che più non vola
    resta una bici utile strumento di tua guerra
    addio pirata e le parole si strozzano in gola
    addio pirata oggi e sempre ti sia lieve la terra

    Poi il giorno seguente, ne scrissi altri, quasi ad integrare i primi.
    Eccoli.


    non ci sarà più la tua bandana gialla
    a tenere svegli i miei occhi
    sulle strade d’Italia e di Francia
    non ci sarà più il tuo scatto
    trappola per gli altri micidiale
    a farmi saltare dalla sedia
    quasi a correrti accanto
    non ci sarà più il tuo sorriso triste
    a consolare le mie paure
    né il tuo accento romagnolo
    terra a me cara

    te ne sei andato Marco
    nascosto nella mia Rimini
    te ne sei andato da solo
    come solo
    hai domato i monti
    ed ora che riposi
    dove riposano i grandi
    resta il nostro dolore
    e la solitudine del Gavia
    dell’Alpe d’Heuz e del Mortirolo
    perché nessuno salirà lassù
    col tuo splendido volo.

  • 10 novembre 2008
    ... E'

    … E'
    questo rincorrere la vita
    il perenne scontro
    tra chi crea e chi distrugge

    …è
    questo sbattere forte di canne
    al vento che non si apezzano
    la ricerca della stabilità

    …è
    questa folle corsa verso il vuoto
    che regala azioni dissennate
    a chi vivere più non vuole

    …è
    quest’utopia dei nostri giorni
    che ci fa sentire come
    non più giovani ma vecchi Holden

    …è
    questa solitudine che mi fa urlare
    quasi fosse un abbaiare alla luna
    con latrati d’esagerato dolore

  • 10 novembre 2008
    La lontananza

    L'eco remoto della tua voce
    tuona nella mia mente
    con asfissiante continuità

    chiudo gli occhi
    e ti vedo

    anche tu
    sei un cespuglio ingarbugliato
    della foresta della mia memoria.

  • 10 novembre 2008
    Il tuo mare

    Il tuo corpo
    è un mare tempestoso
    dove il mio legno
    fra l'onde si perde
    poi trovata la rotta
    doma quel mare
    e raggiunta la calma piatta
    naviga lesto
    verso il tuo lido nascosto

  • 10 novembre 2008
    Il conto

    Che puttana la vita
    ti irride
    ti illude
    ti regala speranze
    anche qualche certezza
    poi si beffa di te
    presentandoti il conto
    che nel mio caso
    ha il sorriso amaro
    del tuo viso
    e della tua voce ferma
    che spesso
    cazzo troppo spesso
    mi parla di un amore
    che dovrà finire

  • 10 novembre 2008
    Frantumi

    I miei sogni s'infrangeranno
    andando a pezzi come cristallo
    una notte d'inverno
    complicando il mio assordante silenzio
    se tu
    chiuderai
    le porte di quest'amore

  • 10 novembre 2008
    Almeno tu

    La tua figura
    sul bagnasciuga
    - ridotto il bikini
    scuri gli occhiali -
    leggiadra passeggia
    fra gli spruzzi dell'onde

    posato in un angolo
    lontano di mondo
    chiudo gli occhi
    e ti vedo
    cercando il tuo viso
    fra i cespugli
    della memoria

    almeno tu non
    diventare un confuso
    ricordo sbiadito.

  • 10 novembre 2008
    Tempo

    Le mie mani usate nel tempo
    la mia bocca
    che al tempo ha parlato
    i miei occhi
    che il tempo hanno scrutato

    amore mio
    solo questo posso donarti
    un istante
    fatto di tempo.

  • 10 novembre 2008
    Monique

    Selvaggio il volto
    lunghi i capelli
    fiero lo sguardo
    gli occhi belli
    carnose le labbra
    prosperoso il seno
    affusolate le mani
    fasciati i fianchi
    da un lino rosso
    e poi un Crocefisso
    a regalizzare un collo
    dal taglio
    modiglianesco

    così io te vedo
    in queste tre foto
    e vivo l'attesa
    nella speranza
    oserei dire pretesa
    di poggiare le mani
    su quei tuoi fianchi
    d'incrociare gli occhi
    baciare quella bocca
    e sentire il calore
    infuocato che trabocca
    prepotente dal tuo seno
    che fa capolino
    da quell'abito
    rosso di lino.

  • 10 novembre 2008
    Dopo l'inganno

    Se la mia vita strisciava
    traendo il suo sordido inganno
    ora s'è ritta
    baciata dal sole
    e da te
    che hai rifiorito
    queste membra stanche

  • 10 novembre 2008
    Il tuo silenzio

    Tace
    la tua voce
    tacciono
    le tue risa
    ti sei chiusa
    nella corazza
    del silenzio
    e così
    a me tutto
    d’intorno
    tace
    e la poca
    luce
    dei miei occhi
    va alla ricerca
    indefinita
    del tuo profilo
    che da
    quell’orizzonte
    più non sale
    seppellito
    anch’esso
    dal tuo
    silenzio.

  • 15 settembre 2008
    Ray Ban

    Negli anni '70 questi occhiali furono oggetto di un vero e proprio culto. Con questi versi ironizzavo e prendevo in giro tutti i Ray Ban dipendenti

    Corso Tacito
    dieci cento mille persone
    tutte con occhiali Ray-ban
    ed io
    meschino
    coi volgari occhiali da vista
    la gente mi guarda
    con aria distratta
    e mi passa lontana
    perché
    non porto i Ray-ban
    in un bar chiedo un caffè
    e il barista mi guarda coi suoi Ray-ban verdi
    un cartello ammonisce
    “vietato l’ingresso
    a chi non indossa
    i Ray-ban”
    esco di corsa
    la pizzeria mi nega la pizza
    e la prostituta
    di Piazza Clai
    non mi fa scopare
    perché non porto
    i Ray-ban
    e la gente mi guarda con aria sospetta
    stai a vedere
    che pensano io sia un brigatista
    mi sento impazzire
    e mille Ray-ban
    mi girano attorno
    l’ufficio di collocamento
    mi nega lavoro
    e il farmacista non mi dà l’aspirina
    per la mia testa
    che scoppia
    e tutti mi scansano
    perché non porto
    sti cazzo
    di Ray-ban
    pietà
    pietà signori
    e corro come un matto
    vado dall’ottico
    e compro i Ray-ban
    li metto
    esco
    non vedo un cazzo
    e mi prendo di petto
    un vecchio signore
    manco a dirlo
    in Ray-ban
    mi guardo intorno
    non vedo un’acca
    intonfo un muro
    mi spacco la capa
    bestemmio il Signore
    che immagino in Ray-ban
    e rimetto
    i miei stramaledetti
    occhiali da vista
    e corro a casa per sfuggire al linciaggio
    la porta si apre
    e mia madre
    m’appare
    in Ray-ban
    nooooooooooooo
    “sono belli vero Danilo?
    dovresti comprarli anche tu”
    svengo
    e un accidente
    quasi mi prende
    ma non ricordo una mazza
    solo le risa di un’infermiera
    che come un’oca starnazza
    dietro i suoi Ray-ban verde bottiglia
    ecco adesso un collasso
    mi piglia
    e senza dir nulla
    mi cura un dottore
    che mi guarda
    mi scruta
    dietro i suoi Ray-ban
    mi sento sconfitto
    un derelitto
    il mio cuore è vicino al collasso
    tutti i parenti
    con lento passo
    mi sono intorno
    aspettando il mio trapasso
    tutti con
    'sti Ray-ban del cazzo
    allora urlo
    e dal letto mi alzo
    “andate affanculo
    voi e i vostri occhiali
    siete tutti uguali
    con le vostre paranoie
    non avete fantasia
    in alto non volate
    tenete i vostri occhiali
    io tengo le mie ali”

    Terni, 16 giugno 1975

  • 11 settembre 2008
    Fortezza Bastiani

    Ero certo
    di graffiare il mondo intero
    con te accanto

    ... ma
    ho raccolto solo le briciole
    d’una devastante solitudine

    ... e ora che da solo cammino
    le strade d’un mondo ostile
    guardo l’orizzonte cercando
    sulla confusa linea curva
    l’apparire della tua figura...

    ... e i giorni uguali e noiosi
    mi vedono come un novello Drogo
    invecchiare nella mia Fortezza Bastiani...

    ... ora lo so anche la morte
    mi coglierà a stento
    precaria anch’essa in una vita
    che avrei voluto più sommessa...