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Autore

Dante Alighieri

in archivio dal 22 giu 2004

1265, Firenze - Italia

1321, Ravenna

segni particolari:
Sapete quanto ho amato Beatrice, anche se l'ho incontrata solo tre volte e non le ho mai parlato!

mi descrivo così:
Un vero erudito e un convinto guelfo.

29 giugno 2011 alle ore 16:32

Ciò che m'incontra, ne la mente more

Ciò che m'incontra, ne la mente more,
quand'i' vegno a veder voi, bella gioia;
e quand'io vi son presso, i' sento Amore
che dice: «Fuggi, se 'l perir t'è noia».

Lo viso mostra lo color del core,
che, tramortendo, ovunque pò s'appoia;
e per la ebrietà del gran tremore
le pietre par che gridin: Moia, moia.

Peccato face chi allora mi vide,
se l'alma sbigottita non conforta,
sol dimostrando che di me li doglia,

per la pietà, che 'l vostro gabbo ancide,
la qual si cria ne la vista morta
de li occhi, c'hanno di lor morte voglia.

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