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Autore

Daria Bignardi

in archivio dal 25 ott 2011

14 febbraio 1961, Ferrara

segni particolari:
Ho esordito in RAI, passando per Mediaset sono arrivata a LA7.

mi descrivo così:
Sono una conduttrice e scrittrice italiana. Le interviste agli ospiti dei miei programmi sono originali e pungenti.

10 maggio 2013 alle ore 20:40

L'acustica perfetta

di Daria Bignardi

editore: Mondadori

pagine: 200

prezzo: 15.30 €

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Questa è la storia di Arno e Sara, due giovani ragazzi che vivono un rapporto alquanto difficile, potremmo dire a più riprese, a spezzoni, un mordi e fuggi che lento segnerà il loro destino. Lui violoncellista alla scala di Milano, lei mamma a tempo pieno, la coppia ha tre bellissimi bambini: Maria, Elia e Carlo, e tanto lavoro c’è da fare con tre figli che crescono e che hanno esigenze diverse. Il loro rapporto sembra protetto da ogni tipo di attacco, ma Sara ogni giorno che passa sembra sempre più distaccata, non felice, non appagata dalla vita che le impone come comportarsi e agire. La loro storia ha avuto già dei precedenti, Sara è stata la prima ragazza di Arno, ai tempi delle giornate in spiaggia, della crescita individuale, del subbuglio che gli ormoni danno al corpo. Poi tutto finisce, le vite si separano e proprio quando tutto sembrava non avere più senso per Arno, Sara ritorna nella sua vita con estrema naturalezza, quasi che si fosse fermata un attimo in un bar, per poi essere ritornata; quasi come aver premuto il tasto "play", dopo aver messo in pausa la loro storia, con indifferenza, con sapienza, con disciplina Sara si è ripresa il suo amore. Ma forse non è proprio quello che in realtà voleva? Dietro alle carezze, ai baci, alla sazietà dello scontro dei corpi, ci sono tante verità celate che Sara tiene nascoste, di cui Arno è all’oscuro completamente, tante bugie, tante assenze, tutto un passato riscritto e riveduto che non combacia con ciò che è accaduto effettivamente nella realtà. Già mentendo sulla condizione di Mina, madre di Sara, sul buio degli anni passati con altri uomini, su quella parte del suo animo tenace, selvaggia, scalatrice di montagna che vedrà tutto sgretolarsi, affondare, morire in un ghiacciato mare che è il senso di colpa. In fondo Sara per questo scappa di casa improvvisamente poco prima del Natale, lasciando i figli, ma soprattutto Arno incredulo, che non riesce a spiegarsi il suo comportamento e ogni volta pensa che sia tutto frutto di uno brutto scherzo e che Sara stia per tornare: «[…] Sono sicuro che il tuo è uno scherzo, o forse un regalo: volevi farmi sperimentare un pomeriggio con i bambini, una giornata a casa… non è male, sai? Hai fatto bene a obbligarmi a provare. Magari d’ora in poi il lunedì, che non lavoro quasi mai, sto io con loro, e tu ti prendi una pausa, vai al cinema, a una mostra. Oppure pranziamo tutti insieme. Faccio per telefonarti e dirtelo, quel che ho deciso, voglio ringraziarti per avermelo fatto capire, ma preferisco non rischiare di non trovarti davanti a Carlo. Tanto sono sicurissimo che prima delle sei, quando terminerà la lezione di violino ed Elia rientrerà dalla piscina, sarai tornata anche tu. Bene gli scherzi e i regali, ma non faresti mai agitare i bambini, sono sempre stati il tuo primo pensiero, anche troppo». In fondo Sara è la versione ideale di Katrina, sua eroina di fumetti; troppo scossa dai traumi che la vita gli ha presentato. Arno attraverso le sue ricerche verrà a conoscenza del passato di Sara, e ne resterà stupito, anche sentendosi in colpa per certi suoi comportamenti, riuscirà l’amore a riaffiorare e infiammare di nuovo gli animi dei due?

recensione di Gino Centofante

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