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Autore

Davide Miceli

in archivio dal 01 ago 2006

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05 maggio 2007

Una sera di maggio (poesia in prosa)

Candido raggio di luce,illumini il mio viso col tuo sguardo. Ed io m'immergo nel fiume dei pensieri. Transea. Sono un uomo. Solo un uomo. Essere finito e mortale, con uno spirito eterno.


E tu chi sei. Divina creatura. Sei l' amplesso della notte con il giorno. Ti ho vista. ti ho incontrata. Ti ho dentro, come una spina di rosa.E sanguino poesia.


Regina. Aulente fior in un campo di maggio.Cupidigia, bramosia di incontrarti. Ancora. La sera. In uno degli ultimi giorni di primavera.


Era de maggio, sentivo il cuore battere forte come su l'incudine un martello, a forgiare il tuo nome sulla mia pelle. E nelle vene scorreva ribelle e selvaggio, come un cavallo infuriato e un beduino dell'Africa assolata, il canto delle sirene di Ulisse dal multiforme ingegno, che ripetean lo tuo nome.

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