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Poesie di Diego Collaveri

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  • 20 aprile 2010
    Avremo un bambino

    Annego,
    nell’oceano di orrori che mi circonda


    nella tristezza dell’inciviltà di questo mondo
    che si uccide da solo


    nella brutalità di chi ferisce un bambino.


    Mi aggrappo a te,
    amore dolce,
    serena
    e quieta visione di un tramonto estivo
    che si tinge di mille colori vivi nel cielo…


    tu mi dai la forza,
    tu mi dai la vita di ogni giorno.


    Possa il nostro amore generare nel suo grembo
    quel frutto di speranza che manca
    In queste scure mattine invernali…
    quel fiore che sboccia
    nella linfa vitale della nostra anima…


    per arricchire la terra su cui viviamo
    di quel colore che ancora manca all’arcobaleno…


    … avremo un bambino!

  • 20 aprile 2010
    Il cerchio

    Secco e tagliente
    fende l'armonia del cielo
    il sordo rumore di un'anima che si spezza,
    come un fusto d'albero troncato da una forza ostile... quell'albero,
    sotto al quale vita e morte si unirono
    per completarsi,
    per creare un tempo che non si spreca,
    per dare speranze e sogni fanciulli da inseguire...

     

    … ma un tronco
    quando si spezza
    non finisce di esistere…

     

    … in infinite parti si sgretola
    fluttuando nel vento,
    come il polline del narciso,
    fino a diventarne parte...
    e con la brezza di primavera ci sbatte sul viso,
    ci attraversa,
    riempie i pori della nostra pelle...
    fino a diventare sangue,
    fino a penetrare nella nostra anima
    per diventare parte di noi stessi!

  • 20 aprile 2010
    Ricordi d'estate

    Nostalgie perdute svanite nel tempo,
    sensazioni sinuose si muovono silenti
    a riva portate da calde onde lontane

     

    Tingono di ruggine rimpianti e rimorsi
    cancelli dorati al limitar dei giardini infiniti,
    dove i miei occhi di bimbo lasciarono inibizioni infantili

     

    Voci incolori si sovrappongono lontane,
    un'eco di perduto silenzio rimbalza distante
    fino a struggersi dentro un’anima ispessita dal tempo

     

    Immagini oniriche di ricordi d’estate;
    fugaci giornate scivolate in tramonti purpurei
    scanditi nel frangere lento di calda battigia

     

    Volti lontani
    mai dimenticati,
    frasi urlate al cielo
    soffiate via lontano
    da brezze leggere,
    dissoltesi nel romantico frinir
    di grilli incantati
    ai raggi di una luna sorniona
    che complice riposava lieta
    sul tramonto della nostra gioventù