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in archivio dal 16 nov 2013

Domenico Garofalo

28 gennaio 1959, Torino
Mi descrivo così: Domenico Garofalo nasce a Torinonel 1959.
Dopo anni passati a gettare nel cestino i suoi scritti, decide lo scorso autunno di conservare tutto.
Il cuore e l'anima lo affascinano nelle loro sfumature, e sono presenti in molte sue poesie.
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  • 11 gennaio 2014 alle ore 11:43
    SE

    ... nel desiderare di avvolgerci a noi,
    cercandosi dentro momenti brevi ed effimeri, a pochi attimi da noi,
    senza prendersi...

    Riscoprendo gesti dolci e perduti
    di abbracci e volti luminosi
    senza permettere alla nostra solitudine di ucciderne uno solo,
    anche il più piccolo,
    spingendo il cuore a battere come mai prima.

    Nella notte umida, nebbiosa
    alla ricerca disperata di una luce e tenerla con noi.

    Non fosse altro per dire domani alle nostre anime che abbiamo cercato con tutte le nostre forze di non morire.

    Se ci fossimo sfiorati, 
    ti avrei preso con me. 

     
  • 16 novembre 2013 alle ore 11:48
    TRATTALA BENE

    Aspettavo quel giorno, da tempo.

    Arrivò all'improvviso però, col fragore del tuono,

    spaccando il silenzio come se fosse vetro.

    Molte persone in casa, nel silenzio di un urlo soffocato. 
    Molte persone in strada, nel silenzio di un urlo soffocato.

    Non riuscii nemmeno a vedere le corde scendere giu.

    All'uscita, nella confusione delle vie, mi voltai, guardai il cielo
    grigio e dissi...
    "trattala bene... era mia madre" 

     
  • 16 novembre 2013 alle ore 11:44
    Una settimana

    Rientriamo,
    tra poco il sole scenderà e farà fresco.

    Ti osservo, mentre lentamente prepari il tuo zaino,
    anche in questo una donna speciale,
    poche cose di te porti,
    molto lasci.

    Preparo un caffè, il viaggio sarà lungo, come lunga sarà
    l'attesa di rivederti.

    Ti osservo e tu mi sorridi, quanta luce dai tuoi occhi,
    siedi qui, voglio dirti una cosa ancora.

    Io ti amo, e sempre ti amerò,
    abbi cura del bimbo che porti.
    Sarà una settimana lunga, io ti aspetto,
    mi troverai sugli scalini al tuo arrivo.

    Il tuo bacio sulle labbra e sulla tazzina a farmi compagnia.
    Preparo la tela e gli acquarelli.

    Meglio chiudere le persiane,
    questa sera il vento soffierà forte,
    e non ci sarai a scaldarmi il cuore. 

     
  • 16 novembre 2013 alle ore 11:43
    ACQUARELLI

    Acquarelli,
    che leggeri immaginano un luogo
    dove una casa bianca con le persiane battenti al vento
    colorate di blu,
    e quegli scalini in pietra fino alla porta anch’essa blu.

    Le nostre orme sulla spiaggia, i resti del focolare della
    notte
    l’alba che nasce e cresce calda, laggiù in fondo.

    Seduti su quegli scalini insieme a
    voli di gabbiani e
    musiche da lontano.

    Noi oltre il giorno passato, il giorno nuovo.
    Il tuo ventre dolce e sempre più rotondo
    la mia mano sul leggero movimento.

    Io e te ci amiamo,
    e nemmeno le impronte lasciate sulla spiaggia
    ci porteranno via
    da quella casa bianca con le persiane battenti al vento
    colorate di blu,
    acquarelli.