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Poesie di Elisa Bellanti

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  • 28 gennaio 2008
    Stelle di trincea

    Respira il mio sguardo

    carico di bellezza e ardore
    Amami nel sonno fra le stelle di trincea,
    stringimi al petto e scaccia il gelo
    che latrando morde le tue ossa.
    Attendo, il giorno in cui ritornerai.

  • 28 gennaio 2008
    Femmina

    Ancheggi invitante e felina,
    figlia immortalata dal tempo
    profumata d'acqua e sudore
    traspiri memorie e sensualità
    di corpi perduti sul lino grezzo
    materasse dischiuse
    come gigli notturni colmi di nettare
    a suggellare sospiri.
     
    Nascondi col nero
    ogni lembo di pelle, Femmina
    lava il sapore che ti rode il corpo
    velandoti nella falsa innocenza.
    Naiade pudica fremi passioni
    arrotolando cuori,
    oltre la porta sbarrata
    della tua esistenza.

  • 28 gennaio 2008
    Capitano di ventura

    Navigano sogni
    dentro un bacile di acqua stagna
    onde di carta bagnata e lacrime
    - pensieri -
    affogano dentro la tempesta privata
    di mente e cuore
    scogliere ardue oltre il corpo nudo
    che nel vuoto ondeggia
    sferzato dal desiderio di lasciare  quella terra.

    Naviga,
    capitano di ventura,
     soldato imperbe catturato dalla vita
    solca
    ad occhi chiusi
    mari di solitudine e squallore
    trappole di ragno
    che senza tregua assaltano
    il giorno.
    Soffocano te
    che ne fai parte
    - bambino fra le guerre -
    gli uomini che bombardano
    vascelli di carta
    inabissandoli col sole
    che ogni giorno nasce e muore.

  • 28 gennaio 2008
    Gocce di noi

    Parlami.
    Amore tremabondo di donne
    di sapori dolciastri
    innaffiati di vino

     

    Guardami.
    Velata di pudore e passione
    bianco e rosso
    su cosce tornite e seni floridi

     

    Toccami.
    Creta calda per le dita
    impronta di fuliggine
    strascico di fuoco sui muri.

     

    Gocce di noi
    pazze imbrigliate
     nell'aroma di tabacco e sudore
    perdendosi lungo la scia della notte.

  • 27 novembre 2007
    Pizzo Nero

    Pizzo nero per coprire i miei cocchi
    per nascondere i pensieri
    e lasciarmi andare.

     

     Abbandonata alle tue mani
    alla sensuale morbidezza
    del bocciolo di un fiore.

     

     Per suggere fuggevole
    senza arte né parte
    nell'oblio della malìa
    il caldo nettare del  tuo Essere.

     

     Pizzo nero per celare il mio sguardo
    per impedire di perdersi oltre il buio,
    Strisce di seta per legare le mie mani
    per la paura di macchiare la purezza.

     

     Legacci d'amore
    per unirmi a te.
    Che mi hai reso Geisha
    senza chiedermelo
    nel freddo dell'inverno.

  • 27 novembre 2007
    Figli di Caino

    Prologo
    Tornata alla torre nel freddo pungente della notte, qualcuno di conosciuto. Il silenzio perpetuato. Un lento brindisi, fissandoci. L'acre sapore del sangue fra le labbra, e poi perle lucenti di sangue, fatte cadere sul marmo. - No, fermiamoci, non si può andare oltre.- Egli mi chiede se io conosca cosa siano quelle lacrime vermiglie. Diplomatica risposta la mia, di chi immagina cosa sia, ma attende che sia lui ha dirlo. Le città del mondo, piccole e vermiglie, lucenti quasi. Londra, Kiev, Parigi e poi, la sua città e la mia... Basta un suo gesto per far sì che un movimento del mio piede le distrugga. Ed eccole, città, uomini e cose che si sgretolano come sabbia. Tutto è vano dunque,  tutto è una mutevole spirale di vita e morte, di buio e luce. Mentre i sogni rimangono. Rimangono nel tempo, fermi e brillanti. Duri ed impossibili. Ed anche egli rimane freddo e immutato, così come i sogni.

     

    Scivola la notte sulla pelle
    morbida coltre su di un bianco corpo nudo.
    Occhi di giada, labbra vermiglie.
    Cinico un sorriso.
    Diafane le vostre mani
    come frammenti di specchio fra le ombre
    si muovono su di me.
    Gelido tocco.
    Giungerà infine la morte?
    Quante delle certezze che come macigni
    gravano sul vostro capo mi  donarete?
    Quanti pensieri? Sogni? Desideri?

     

    Non batte il cuore
    Non batte.
    E' morto, ma i corpo è vivo.

     

    Attende forse
    che la follia distrugga
    ogni pensiero razionale
    e giunge infine l'estasi dell'abbandono...

     

    Epilogo 
    ...E non riesco a distogliere lo sguardo e non riesco a staccare i pensieri, è lucida la mente, a tratti nebulosa se la sfiora poi, è come i sogni

  • 06 giugno 2007
    Tu, dono nel mio azzurro

    E’ notte
    lieve sento il tuo respiro
    fra le note di una canzone già sentita
    mille e mille volte per farti addormentare.
    La adori, ti rilassa,
    ti porge con dolcezza alle braccia di Morfeo
    che ti culla come se fossi un tesoro prezioso.
    Piccole stelle lucenti nascoste dalle tue palpebre socchiuse
    riposano e morbide danzano nel tuo sonno tranquillo.
    Sorridi
    sorrido.
    Chissà cosa pensi,
    quali sono i tuoi sogni...
    Come farfalle che delicate si posano su di un petalo
    per non sciuparlo,
    le mie dita toccano la tua fronte,
    accarezzano i tuoi capelli chiari.

     

    E non immaginavo,
    che il tuo sguardo potesse un giorno incontrare il mio
    che fossi stata capace di amare così tanto
    che senza di te oggi sarei incompleta
    che sono incredula e tutto  mi pare impossibile
    che la mia vita è meravigliosa
    che sei mio figlio.

     

    Splendido dono nell’azzurro della mia esistenza.

  • 06 giugno 2007
    Gocce di Follia

    Gocce di Follia

    - Follia -

    nella notte bagnano i nostri volti
    scivolano come pioggia

    - Salata -

    bagnano la pelle
    distruggono i pensieri.

    Polle di razionalità fangosa
    distorte dai Peccati tutti

    - Capitali -

    che morbidi e voluttuosi
    sfiorano i nostri corpi

    - Tentazioni -

    e si dissolvono
    in spire di fumo rosso.

  • 04 aprile 2007
    Portatrice di sogni

    Guardo lontano
    verso il cielo notturno,
    in quella buia profondità
    scorgo i tuoi occhi brillare
    stelle nascoste da palpebre socchiuse,
    tu che mi tendi la mano.

    Mi ami?
    Dimmelo.
    Dimmelo ancora.
    Non mi stancherò
    dell’immensità del tuo sguardo.
    Penso.

    Mentre il sogno ovattato
    di una famiglia lontana aleggia
    nell’aria,
    e la credenza di poterla toccare
    fa sì che la mia mente ed il mio corpo
    respirino.
    La mia anima si lega
    indistintamente
    unita a te per sempre
    A te...
    che mi fai libera e portatrice di sogni.

  • Di sole vestita
    d’argento adornata
    di pallida luna sbiadita.

    A scatti ti volgi ad una soglia socchiusa
    ad uno specchio distratto ti mostri avvilita
    al  giorno che fugge ti porgi atterrita.

    Tendi alla luce che irradia l’aurora.

    Di sole vestita
    d’argento adornata.

    Guardando il cielo piangi delusa
    gridare vorresti, ma non ti senti capita
    gelide voci: vieni rapita.

    Ti struggi, combatti, ti liberi
            e ancora...

    al vento sopito invochi tormento
    al tempo che corre vuoi dare riposo

    t’innalzi maestosa per dire qualcosa
    taci nel vuoto per insoddisfatto sgomento.
     
    Di sole vestita
    d’argento adornata.

    Ritorni alla vita con vigoroso talento
    riponi con maestrìa il tuo ego furioso

    ricoperta di veli come una sposa
    ritrovi la quiete per un solo momento.

    Tace il silenzio nulla ti sfiora.

    Di sole vestita
    d’argento adornata.

  • 29 marzo 2007
    Momento

    Una sensazione mi sconvolge la mente
    un brivido mi pervade il corpo
    quando le tue mani mi sfiorano,
    quando la tua bocca divora
    ogni centimetro della mia pelle.
    Desiderio di urlare
    quanto ti ami
    quanto desideri starti vicina.
    Caldi sospiri si innalzano nell’aria
    sfiorando le corde già tese della passione.
    Riuscire a fermarsi,
    ma la mia mente è cedevole,
    il mio corpo uno strumento
    nelle tue mani,
    mentre le barriere già incrinate del mio Io
    si disintegrano
    come una goccia di cristallo sul duro marmo purpureo.

    A te...
    22 Marzo 2004

  • 23 marzo 2007
    L'arco della vita

    Vivere.
    Credendo di essere un gabbiano,
    sognare di sorvolare il mare,
    guardare dall'alto i pescatori
    che tornano dalla riva carichi di pesce.

    Vivere.
    Immaginando di essere un fiore,
    gioire nel bere la rugiada
    sperare in un pittore
    che ti doni l’immortalità.

    Vivere.
    Aspirando ad essere un'alta roccia,
    convincerti che nulla possa  abbatterti,
    ammirare la vallata sotto di te
    dove il grano è ormai maturo.

    Morire.
    Capendo di essere stato uomo.
    Scoprendo che tutto ciò che hai vissuto
    nella sua piccolezza,
    è quello che di più straordinario sia mai esistito.

  • 23 marzo 2007
    Mendicante di baci

    Fra i sogni della notte
    erro nei lucidi paesaggi
    che la mente mi offre.

    Mendicante di baci
    busso alla sua porta
    alla  mente socchiusa,
    nitido il ricordo delle sere trascorse
    ovattato il presente
    muschio e cannella
    come fiori per la stanza

    Volo in alto
    cerco un contatto
    tiepido
    leggero
    libera dalle vesti urlo…

    nuvola nel cielo in una notte di pioggia
    è ciò che chiedo
    è ciò che pretendo
    e ricevo.

    Mendicante di baci
    amore e passione
    invocati dal mio cuore.

    Vaniglia si sente nell’aria.
    E’ già mattina.

  • 22 marzo 2007
    Il bacio

    (Colpita dal genio di Gustave Klimt)

    Donna, inginocchiata tra le viole
    dai capelli cosparsi di primule,
    prato di fiori in un mondo dorato.
    Timida ti porgi
    delicatamente reclini il viso.

    Uomo, leggero come la rugiada
    che bagna l’erba,
    passionale e forte, come il vento
    che scuote le fronde.
    Hai geometrie scure fra le tue vesti
    menta fra i capelli,
    mani scure e virili.
    Le sfiori il viso,
    la cingi a te
    per donargli il bacio
     
    Pioggia dorata scivola sui vostri corpi.

  • 19 marzo 2007
    E potrà volare...

    … E sarà tenace,
    andando per la sua strada
    irta e ripida,
    portando con sé
    le Sofferenze,
    le Delusioni,
    le Proteste sparse al vento,
    di tante che come lei
    hanno provato,
    ma non ce l’hanno fatta.
    Avrà per compagne
    la Pazienza,
    la Perseveranza
    e la Passione,
    e insieme a loro continuerà
    il suo cammino
    … e potrà volare
    consapevole di ciò che è diventata
     dopo secoli di fatiche.
    Potrà librarsi in alto
    su, nel cielo,
    … e sarà il vento a chiamarla sorella
    e il sole a baciarle le labbra;
    non avrà paura di cadere
    perché le ali conquistate
    non la tradiranno,
    non la lasceranno sola.
    Raggiungerà la vetta
    e potrà volare:
    libera di  sentirsi
    finalmente donna.

  • 19 marzo 2007
    Le tre età della vita

    {Seduta ad ammirare il dipinto di Gustave Klimt}

    E’ giunta la notte.
    Sembra che pianga l’anziana donna
    distrutta dal peso della vita.
    Un corpo deformato dal trascorrere del tempo
    il capo reclinato
    il volto coperto dalla mano scarna
    come se volesse dimenticare
    come se volesse già andare via.

    Scende la prima lieve neve.
    Serena la fanciulla chiude gli occhi
    biondi i capelli cosparsi di fiori
    bianche le mani
    due rose le guance
     indisturbata riposa, tenendo una bimba in seno
    con i pensieri che vagano lontano
    al tempo che fu e a quello che sarà.

    E’ già primavera
    Dorme la bambina fra le braccia della madre
    nuda fra leggeri veli
    delicato il volto
    innocenti i pensieri
    sembra che nulla la possa turbare.
    Attende fiduciosa lo scorrere del tempo
    poiché non conosce ancora le tre età della vita.

  • Credenza illusoria che nel mondo possa morire l’usura
    Occhi che non servono a vedere con lucidità
    Rigidi nell’anima i pensieri non accetti
    Antichi malumori e uomini uccisi follemente
    Gelide azioni ottenebrate dalla paura
    Gesti frenati da lucida razionalità
     Innaturali pose date da preconcetti
    Onnipresenti idee addormentate nella mente

    E' la vita, ma

    Viverla pienamente con ardore 
    Immolarsi per dargli splendore
    Valorizzare il sorridere
    Esternare i sentimenti dopo troppi anni
    Raddoppiare gli sforzi per costruire la pace
    E lasciare ai figli un dolce  messaggio

    Offuscare l’odio del nostro cuore a dismisura
    Gioire delle piccole cose e della libertà
    Navigare nel mare dei propositi perfetti
    Impegnarsi per mantenere la  rotta ciecamente

    Già difficile percorrerla senza tempeste
     Indaffarati come si è a seguire mete funeste
    Offrire il proprio pensiero sagace
    Riuscire a liberarsi dagli affanni
    Non abbattersi, vivere
    Ogni giorno è “coraggio”