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Autore

Elisabetta Pedata Grassia

in archivio dal 08 mar 2010

05 marzo 1988, Napoli

segni particolari:
Un'acrobata senza rete di sicurezza. 

mi descrivo così:
" (...) Magari fossi una candela in mezzo al buio." M.D.

06 maggio 2013 alle ore 22:43

Fuori

Mescolare  di acquerelli
a toni forti
di rosa essiccata
Nell'agenda
per ricordo
d' un tempo
un odore passato
Che il presente risfoglia

Mentre nell'aria
voltaggiano
Poesie Sufi
di uomini
di Dio
oltre terra
fuoco aria
acqua
Al di là
di tutte
le materialità

Mi ricopre
di calore
la distanza
voluta
Sdraiata
al sole
che mangia
una parte del viso

Saltiamo da un treno all'altro
ridendo
 con 
sconosciuti
Entrati in noi

Il candore
dell'infanzia
contrasta col palazzo
scricchiolante
tenuto in piedi
Da Luisa
e il suo accoglierci
di famiglia

Poi il mare - finestra
 dalla villa
anch'essa usurata
Lo si vede
imponente
ci invita
ad entrare
in lui

Ma siamo noi
mare
ci alziamo
come  onde
sotto cieli
dipinti
e abbassiamo
la guardia
per tornare
alla costa

In  cielo
limpidi
 occhi
di bambini
Che giocano
a prendersi forte
per poi
ritornare
lontani

A guardarci
sparire 
come sassi
nell'acqua 

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