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Autore

Elisabetta Pedata Grassia

in archivio dal 08 mar 2010

05 marzo 1988, Napoli

segni particolari:
Un'acrobata senza rete di sicurezza. 

mi descrivo così:
" (...) Magari fossi una candela in mezzo al buio." M.D.

13 agosto 2018 alle ore 23:30

Consuelo

Il racconto

Ho incontrato Consuelo. E non me l'aspettavo.
Agosto per me è un mese problematico perché devo sempre fingere che mi dispiaccia restare in città nel deserto. Faccio finta ogni tanto di sbattermi quando rispondo a certe domande sulle vacanze, su cosa ho intenzione di fare della mia vita, sui perché e i per come vari ed eventuali. Agosto è complicato. Non è reale, non esiste. Un passaggio di tempo, un mal di stomaco di retaggi dal passato. Agosto è il cervello emotivo nel mio stomaco. Ed io ho bisogno di quiete.
Consuelo mi ha ricordato la quiete. Transessuale, alta, zigomi torniti e luminosi. Capezzoli a spillo senza reggiseno. Capelli paglierini e un sorriso più bianco della cocaina.
Mi ha guardata da lontano. Si è fermata per dirmi di non avermi mai vista in giro. Eppure siamo compaesane. Lucky si è lasciato accarezzare dolcemente, facendomi trasalire, dato che non ama gli estranei.
Consuelo bella, da mettermi in tremendo imbarazzo quando mi ha fissata negli occhi e mi ha detto di non aver mai visto un viso bello come il mio. Consuelo dal discorso lungo sugli animali. Consuelo bella, bellissima.
Consuelo mi ha ricordato la quiete del mare quando smette di farsi soggiogare dai venti. Ho dimenticato agosto, ho dimenticato domande e risposte.
L'autenticità mi riporta a riva. In calma. Respiro. Respiro.

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