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Autore

Elisabetta Raimondi

in archivio dal 09 set 2006

13 aprile 1992, Milano

09 settembre 2006

Quando la giraffa s'innamorò del sole

Intro: Quest racconto forse è un modo carino per raccontare la storia dell’uomo che non si accontenta mai della propria condizione naturale o forse è una metafora nostalgica dell’atteggiamento romantico quale la tendenza verso l’ideale e il sublime. Voi cosa ne pensate?

Il racconto

Un tempo, quando gli umani non abitavano ancora sulla terra, il mondo era popolato interamente dagli animali.

 


Animali diversi da come li vediamo oggi. Per esempio c’erano gli uccelli, ma non con i colori sgargianti che vediamo oggi, gli elefanti erano sprovvisti di quelle orecchione e la giraffa era un semplice cavallo marrone.


È proprio di questo cavallo che vi voglio parlare.


La giraffa era molto vanitosa, e spesso si specchiava nei laghi e nei fiumi per controllare che fosse ancora bella come prima.


Un giorno, dopo una tempesta, l’unica cosa dove poteva specchiarsi era una piccola pozza d’acqua.


Fu lì che cominciò la sua storia: nell’acqua della pozzanghera vide il riflesso del sole, che era tornato a brillare nel cielo, e subito se ne innamorò. La colpì il colore giallo acceso, i raggi che si allungavano da tutte le parti, e il calore che emanava.


Decise di voler essere come lui. Chissà, sperava così di essere notata da lui e di poter diventare bella come lui.


Cominciò, così, facendo la prima cosa che le era venuta in mente: cambiare il colore.


Trovò un barattolo di vernice e cominciò a dipingersi il corpo di giallo. Ma il suo collo era ancora troppo corto, così non riuscì a colorarsi interamente. Da qui nacquero le macchie marroni.


Si specchiò, ma le sembrava di non essere ancora abbastanza somigliante al sole.


Provò, allora, a farsi crescere i raggi. Si impegnò tanto, giorno e notte, e finalmente dopo una settimana riuscì a farsi crescere qualcosa di simile: due antennine fecero capolino sulla sua testa, vicino alle orecchie.


Ma era ancora troppo diversa. Non si arrese: voleva toccare il suo amato, baciarlo.


Così cammino fino alla montagna più alta, ci salì sopra, e cominciò a sporgersi verso il sole. Rimase così per talmente tanto tempo, che il collo ne risentì, allungandosi a dismisura.


Sconfortata per la missione finita male, cominciò a girovagare per quella che adesso chiamiamo savana, cercando di trovare un’idea per avvicinarsi, o farsi notare, dal sole.


Non è vero quello che dicono i documentari sulle giraffe, che sostengono che camminino in cerca di foglie. La verità è che un giorno, quando il mondo non era ancora abitato dagli umani, ma solo dagli animali, una giraffa s’innamorò del sole…

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