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Poesie di Emanuele Marcuccio

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  • 03 febbraio 2009
    Indifferenza

    Sentimento opaco,
    che copri d’un velo
    il mio duol,
    e sotto s’inabissa
    una tempesta;
    il pensiero
    prorompe improvviso
    e quieto rimango:
    mi attardo ramingo
    nel tedio infruttuoso,
    e un ampio abisso
    mi sospinge
    impietoso al dolor.

    (3/5/1995)

    Da Emanuele Marcuccio, Per una strada, SBC Edizioni, 2009.

  • 03 febbraio 2009
    Cime

    Cime inesauste
    ove al marinaio si espande
    un orizzonte rapito,
    tacito infinito.
    Candide albe di ricordi vissuti,
    sogni remoti.
    Aurore nascenti,
    tepori sonnolenti,
    rumina un’aria salmastra,
    un’amica solitudine
    gli rammenta l’orizzonte,
    quell’alitar di acqua salata,
    quel dolorar del mare profondo.

    (14/6/1994)

    Da Emanuele Marcuccio, Per una strada, SBC Edizioni, 2009.

  • Ali di vaporoso verde,
    pettini concentrici
    si schiantano nel mare
    in rigurgito azzurro.

    (13/11/1997)

    Da Emanuele Marcuccio, Per una strada, SBC Edizioni, 2009.

  • 02 febbraio 2009
    Desiderio improvviso

    Dolce rimembro il tuo bel viso,
    creatura di rose,
    un canto, una sognante armonia
    ascolto!
    Ti vedo nell'impeto d'amore,
    nel desiderio improvviso,
    amore!
    Sulle ali della fantasia
    ti immagino
    e ti sogno,
    creatura di rose.
    Come sei lontana,
    come ti vedo distante,
    solo una musica,
    solo una dolce armonia,
    mi resta.

    (22/5/1999)

    Da Emanuele Marcuccio, Per una strada, SBC Edizioni, 2009.

  • 02 febbraio 2009
    Paesaggio

    Verdi alture frondose,
    alpestri monti,
    onde che si rincorrono
    svettanti nell’azzurro mare,
    che s’infrangono fragorose
    su per la scogliera,
    che si gettano a volo
    in limpide cascate:
    acqua pura e limpida,
    fresca grazia luminosa,
    natura viva e rigogliosa.
    Alberati recessi luminosi,
    solitarie rive, remoti monti
    si espandono generosi,
    e sprizzano vapori porporini
    e fiammeggianti scintillano.

    (19-20/10/2000)

    Da Emanuele Marcuccio, Per una strada, SBC Edizioni, 2009.

  • 02 febbraio 2009
    Là, dove il mare

    Là, dove il mare è profondo,
    fondo, fondo;
    là, dove le onde si rincorrono,
    corrono, corrono:
    e le luci si disperdono
    e lo sguardo si dirada,
    si fa chiaro;
    e l’amor mi raggiunge
    col suo dolce sovvenir.
    Là, dove il mondo ti dimentica;
    là, dove il sole ti colpisce
    col suo chiaror;
    là, dove un lampo ti pervade
    col suo baglior,
    e in un abbraccio ti rapisce.
    Là, dove l’oblio ti sommerge
    con la sua luna;
    là, dove il mondo ti abbandona
    con la sua fine:
    là voglio riposare,
    e perdermi rapito
    nel Sole: nell’amore infinito.

    (19/10/2001)

    Da Emanuele Marcuccio, Per una strada, SBC Edizioni, 2009.

  • 02 febbraio 2009
    Sé e gli altri

    Il grande immortale ruggir
    avanza in mezzo alla gente
    e scorge un’estraneità profonda,
    non ritrova il proprio sé negl’atti
    e negli effetti esterni:
    ritrova il proprio sé,
    l’obliato proprio sé fanciullo,
    ritorna ai tuoi prim’anni,
    al correre nei giri,
    agli spazi di meraviglia,
    alla giovinetta età.

    (16/3/1996)

    Da Emanuele Marcuccio, Per una strada, SBC Edizioni, 2009.

  • 02 febbraio 2009
    Ricordo

    O tu che l’ampia volta
    della vita ascendi,
    o tu che l’ampia prora
    dell’azzurro varchi!
    Il sonno m’inabissa profondo,
    il mare mi plasma tranquillo,
    ricado riverso
    nel fianco ritorto,
    ricado sommerso
    nel freddo glaciale,
    quel bianco dolore,
    che mi arrossa la faccia,
    quel freddo vapore,
    che m’avvampa tremendo.

    (28/10/1994)

    Da Emanuele Marcuccio, Per una strada, SBC Edizioni, 2009.

  • 02 febbraio 2009
    In volo

    Librarsi, alzarsi:
    oltre le vele,
    oltre il mare immenso;
    così io voglio volare,
    innalzarmi
    e sprofondare
    nell’azzurro cielo:
    vedo un albatro,
    che possente
    dalle ali ampie
    e veloci si lancia in volo,
    e non vorrebbe
    più ritornare a terra,
    lassù, in alto: fino in cielo.

    (17/12/1999)

    Da Emanuele Marcuccio, Per una strada, SBC Edizioni, 2009.

  • 02 febbraio 2009
    Palermo

    O tu monte,* che ospitavi
    un carcere  remoto,
    che sì dolcemente lambisci
    le natie rive, le accarezzi
    e dolcemente le colpisci!
    O antica roccia,
    che ti ergi dalle salse acque
    di Palermo,
    che a tante civiltà
    desti sostentamento,
    con l'alitar mite della marina,
    con lo spiegarsi lento
    delle reti sulla tonnara!
    Terra natia, che sovente
    mi hai fatto fantasticar!
    Perché le tue strade
    stridono luttuose?
    Perché remoti mali
    così ti schiantano?

    (27/8/1995)

    * monte: il Monte Pellegrino, che al tempo degli antichi greci e romani ospitava un carcere.

    Da Emanuele Marcuccio, Per una strada, SBC Edizioni, 2009.

  • 02 febbraio 2009
    Il grillo col violino

    Il grillo canterino s’innalza,
    si adagia e sobbalza,
    per le strade e per le vie
    il suono del suo violino
    si perde,
    e cresce nell’armonia
    e cresce per la via;
    cantando e suonando
    allegro e svelto,
    e stride il suon flessuoso e gaio:
    cri, cri, risuona: cri, cri…
    e si perde per le vie.

    (23/11/1999)

    Da Emanuele Marcuccio, Per una strada, SBC Edizioni, 2009.

  • 02 febbraio 2009
    Fremere

    Freme d’intorno un andare
    nell’ombra e in inverno:
    scrosci d’acqua piovigginosa
    si attardano sul limitare;
    nera ombra si spiana
    e si dilata nell’oscurità:
    rosse tempie tremende.
    Andare disperso,
    andare smarrito:
    rimane il valore,
    rimane il dolore.

    (13/9/1999)

    Dedicata a mio padre non vedente.

    Da Emanuele Marcuccio, Per una strada, SBC Edizioni, 2009.

  • 02 febbraio 2009
    Stelle sul mare

    Vedevo le stelle, che rilucenti
    sul mare si specchiavano;
    lo sguardo ammirato e l'emozione
    si perde e lieta s'immerge
    negl'ampi rivoli del ricordo,
    e le luci si rincorrevano,
    e lo sguardo vi si perdeva
    nella memoria,
    nel ricordo che si annulla,
    nel tempo passato,
    che non ritorna.

    (21/12/1998)

    Da Emanuele Marcuccio, Per una strada, SBC Edizioni, 2009.

  • 02 febbraio 2009
    Memoria del passato

    Tempo, che ricopri densa polvere,
    silenzio, silenzio è la memoria,
    barlume di verità innanzi al presente.
    Le grida, le voci sono ormai spente:
    sol risuonano nella nebbia del tempo.
    In notte oscura
    il vento soffia impetuoso,
    istante per istante:
    forse rimani smarrito innanzi
    all’infinito silenzio ch’è il futuro!

    (7/7/1998)

    Da Emanuele Marcuccio, Per una strada, SBC Edizioni, 2009.

  • 02 febbraio 2009
    Piccola ambulanza

    Un'ambulanza a sirene spiegate,
    sinistro evento che sfrecci
    sul mio sguardo pensoso,
    sul mio agire dubbioso:
    piccola ambulanza,
    che forse rincorri la vita,
    che forse è finita,
    ma vai a sirene spiegate.

    (9/11/1996)

    Da Emanuele Marcuccio, Per una strada, SBC Edizioni, 2009.

  • 02 febbraio 2009
    Barbagianni

    Clownesco rapace,
    che ti gitti per valli
    e per tramonti,
    la testolina tonda giri
    e non ti curi del futuro,
    e sempre cerchi
    di portare il cibo
    ai tuoi pulcini.
    Grande strage fece l’umana
    saccente ignoranza, ignara
    della tua trasparente bellezza.

    (20/2/1996)

    Da Emanuele Marcuccio, Per una strada, SBC Edizioni, 2009.

  • 02 febbraio 2009
    L'orologio

    Così, a un orologio
    la vita io paragono,
    che ha lancette
    sconnesse, ritorte,
    che va avanti e indietro:
    quando verrà il momento,
    dirà l'ora esatta.

    (15/10/1996)

    Da Emanuele Marcuccio, Per una strada, SBC Edizioni, 2009.

  • 02 febbraio 2009
    Per una strada

    Per una strada senza fronde
    si aggira furtivo e svelto
    il nostro inconscio senso,
    passa e non si ferma,
    continua ad andar via
    e non si sa dove mai sia.

    (10/11/1998)

    Da Emanuele Marcuccio, Per una strada, SBC Edizioni, 2009.