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Autore

Emanuele Renda

in archivio dal 08 mar 2010

20 settembre 1982, Torino

08 marzo 2010

Divagazioni

Intro: Ognuno di noi ragiona, osserva e giunge a conclusioni del tutto personali e indipendenti. I concetti, più o meno condivisi, li esponiamo sempre tenendo conto del futuro che ci attende. Ma siamo sicuri del futuro?

Il racconto

Erano partiti da una ventina di minuti, si parlava del più e del meno, come accade sempre in automobile, e di sicuro quando la notte comincia a scendere si parla ancora di più perché non ci si può concentrare sul paesaggio per distrarsi. Però, per uno strano fenomeno, quando si è in viaggio di sera o di notte il tempo sembra scorrere più velocemente, o almeno così accade a me, sarà perché il cervello, appunto a causa della mancanza di elementi esterni sui quali concentrarsi, prende a lavorare su se stesso, e forse lavora anche più velocemente del solito. 
Come si sa, quando si dialoga a ruota libera, si salta continuamente da un argomento all'altro, e se ci si prendesse la briga di annotare l'argomento iniziale della conversazione e poi l'ultimo, alla fine di essa, ci si accorgerebbe sempre di come tra questi due argomenti non ci sia assolutamente alcun nesso logico, e ciò per qualcuno potrà senz'altro risultare divertente. 

Comunque sia, in quel momento, la conversazione aveva toccato gli argomenti giovinezza-ricerca del lavoro-importanza del lavoro-difficoltà a trovare lavoro, un argomento molto in voga negli ultimi tempi. 

Gli anziani sostenevano che fosse importante, per i giovani, riuscire a trovare un posto sicuro entro la trentina, e molti giovani erano d'accordo. Ma la cosa, in cuor loro, benché non lo avrebbero mai confessato neanche sotto tortura, li deprimeva parecchio. 
E per non darlo a vedere, facevano di tutto per dimostrare agli anziani quante ambizioni avessero, quanto grande fosse il loro amore per la carriera lavorativa, quanta gratificazione si potesse ottenere da una scrivania e qualche foglio di carta. 

Soltanto uno, tra loro, ammetteva non solo che non potesse fregargli di meno della carriera, della carta e delle scrivanie, ma anche che questa incessante affannosa corsa fosse totalmente inutile, in quanto la gente della propria generazione non avrebbe mai raggiunto l'età biologica delle generazioni precedenti, e le argomentazioni per sostenere tale tesi erano, indipendentemente dalla loro affidabilità, davvero tante e ben documentate. 

Perché quindi affaticarsi tanto nella speranza di arrivare a qualcosa che non sarebbe stato raggiungibile per motivi del tutto naturali? Così facendo, la breve vita vissuta sarebbe stata rovinata, per non arrivare a nulla. 

Ovviamente, tutti lo screditarono dicendo che le sue teorie fossero totalmente campate in aria. 

Lui aveva comunque espresso il proprio pensiero, e tornò tranquillamente a tacere, senza far polemiche. 

Adesso la conversazione, seguendo la regola accennata prima, si spostava su altri argomenti, e chissà con quale argomento sarebbe terminata. 

Proprio quando stavano per giungere a destinazione, l'automobile, forse per un'errata manovra del conducente, forse per un qualsiasi tipo di avaria, sbandò lateralmente scontrandosi con un altro veicolo che sopraggiungeva in senso opposto, alla velocità di 147 chilometri orari. 

Nessun superstite.

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