username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Poesie di Emilia Filocamo

Visita la scheda completa e tutti gli altri testi di Emilia Filocamo

  • 20 gennaio 2012 alle ore 11:46
    Il giorno più bello

    Sarò tabacco dove non c'è fuoco,
    una stella in pieno giorno, una culla
    all'obitorio. Sarò tutto ciò che ormai
    non serve perchè sono venuta spenta
    quando mi credevi luce.

  • 20 gennaio 2012 alle ore 11:45
    Trentasei

    Le parole sono spine: quando scrivo
    allevio la carne con una breve estrazione.
    Ma poi corro altrove a piantare la nera fioritura
    di chiodi a cui appendere il nuovo dolore.

  • 20 gennaio 2012 alle ore 11:44
    Trentacinque

    Aprirò il recinto alle parole:
    che vadano pure ruminando  versi altrove.
    Io non so più tenerle a bada,
    non ho più come sfamarle.
    Ogni tanto getto dentro il tuo nome
    e loro l'addentano, ma tornano subito digiune,
    come non avessero fondo.

  • 20 gennaio 2012 alle ore 11:43
    Trentaquattro

    Siamo ormai vicini, ma ti dico
    distante della stessa distanza
    che hanno dagli occhi le stelle
    quando il buio si mette in mezzo
    come un ruffiano sensale.

  • 20 gennaio 2012 alle ore 11:42
    Trentatre

    Sono figlia di sentieri che un paio
    di zoccoli fanno già sazi,  di verdi
    funamboli dalle radici adunche.
    Io non so molto del mare,
    ma so che vorrei mettere in ordine
    le onde, tirarle tutte a riva
    perchè  dorma ben coperto
    un sonno di liquide lenzuola.

  • 20 gennaio 2012 alle ore 11:40
    Trentadue

    Sei arrivato, era sera.
    Sul lungomare schiumava il tramonto
    e la barba rada delle palme
    pungeva il cielo focosa.
    Io tenevo stretta la mia vita
    sotto il sedile, credevo finissero lì
    i giorni del cuore, fra la spillatura
    delle pozzanghere e la girandola
    dei pendolari. Ma poi sei venuto tu,
    vestito con la leggerezza di chi è
    già stato e sa come tornare.

  • 12 gennaio 2012 alle ore 12:21
    Trentuno

    Sto provando ad assaggiare
    il giorno senza di te: apro le labbra,
    mastico appena ed un bolo puntuto
    scivola già a punirmi la fame.
    Io vorrei solo restare e restare
    dove mi hai vista digiuna.
    Vorrei tornare all'istante in cui
    tu, aprendo le braccia, hai raccolto
    la mia bocca come una branchia dall'asfalto.

  • 12 gennaio 2012 alle ore 12:04
    Trenta

    Voglio dire ecco la vita
    mentre mi uccidi al bozzolo
    in cui sbatto le ali ormai mature.
    Voglio dire  ecco mi schiudo
    mentre forzi l'ingranaggio
    che mi vuole cova di gusci bui.

  • 12 gennaio 2012 alle ore 12:03
    Ventinove

    Il verso è calvario,
    il punto è chiodo,
    teste di "A" spirano senza corona.
    Ma perchè ti amo è scritto nella carne
    e tu non credi se ancora cerchi
    il taglio dove non ho sangue.

  • 12 gennaio 2012 alle ore 12:02
    Ventotto

    Questa è  la mia dannazione:
    sono ala ma anche spina.
    E se tu mi vuoi, mi volerai
    accanto ma con il fianco
    reciso dal mio amore che preme.

  • 12 gennaio 2012 alle ore 12:01
    Ventisette

    Sarò bianca per la felicità non
    mi ha mai abbagliata, sarò rossa
    quando sboccerai alla mia pelle
    come un sorriso sotto la lama.
    Sarò il colore del tuo sguardo
    e la forma della tua mano,
    da golfo a golfo, da porto a ramo,
    mentre mi inondi e non vedo terra.

  • 11 gennaio 2012 alle ore 12:54
    Ventisei

    Io e te abbiamo lo stesso sangue,
    la catramatura delle  parole scorre pastosa
    nelle vene e sguazza sospettosa
    se rimaniamo interi.
    Per questo dobbiamo tagliarci spesso,
    per dire al mondo che siamo solo questo,
    che teniamo dritta la penna ma non la vita,
    che ci spaventiamo di un verso fino a quando
    non scopriamo chi  è l'uomo nero.

  • 11 gennaio 2012 alle ore 12:52
    Venticinque

    Vorrei non volerti,  allora tiro via
    la pelle dall'ombrac che porta la tua mano,
    allora scuoto dagli occhi le tue labbra
    sperando che sentano e trattengano
    il bacio come una bestemmia.
    Vorrei non volerti, ma poi so che mentre
    tutto di me si chiude come i battenti in aria
    di vento,  resta spalancata sul cuore 
    una bocca  a chiederti ancora.

  • 10 gennaio 2012 alle ore 13:33
    Ventiquattro

    Forse dovremmo amarci a Giugno,
    quando le giornate sono facili
    ed il vento è senza corazza.
    Forse dovremmo amarci allora
    e sposarci nella fornace di Agosto,
    davanti al mondo ingolosito
    dalla glassa dell'afa, prima che
    Settembre si vesta da pampino.
    Ma se non è tardi e vuoi ancora
    questa carne, vinciamo la neve,
    sciogliamone il  bianco sigillo.
    Vieni a prendermi e dimmi quante
    volte sarà primavera.

  • 10 gennaio 2012 alle ore 12:23
    Ventitrè

    L'amore è passato di qui,
    ma non ha bussato alla mia porta.
    Il mio piede era schiacciato alla soglia
    e la mano aggrappata ai fianchi della porta.
    L'amore è passato di qui: aveva spalle come monti
    ed occhi di pianura. Lo hanno visto fermarsi
    ed avere paura mentre cercava il mio coraggio.

  • 10 gennaio 2012 alle ore 12:21
    Ventidue

    Sono innamorata del mare
    e tutto ciò che faccio è aspettare
    che rincasi, che abbandoni il largo
    ed onda dopo onda, torni alla mia riva.

  • 10 gennaio 2012 alle ore 12:20
    Ventuno

    Dovrei essere come il vento
    che correndo non ha cura di ciò che graffia.
    Io invece sento il dolore delle cose se
    solo le sfioro e allora mi vorrei ferma
    per sentirle tacere tutte insieme.

  • 10 gennaio 2012 alle ore 12:19
    A nostra figlia

    Lei sarà come noi,  con un bargiglio
    di tristezza sempre pronto ad esploderle
    negli occhi, come dovesse scusarsi
    di essere azzurro.  Lei sarà la
    tua pelle e nebbia, la mia carne
    ed onde, sarà acciaio e piuma.
    Ma non avrà punte nel nome e
    chiamarla sarà sempre una carezza.

  • 10 gennaio 2012 alle ore 12:18
    Venti

    E allora la carne mente,
    perchè sorride e non la sfiori,
    perchè mugola e le sei accanto.
    E allora dovrebbe stare in chiostro,
    come un morso nella museruola,
    perchè passeggiando si ammala
    di amori che vorrebbe in clausura.

  • 10 gennaio 2012 alle ore 12:16
    Diciannove

    Forse sono stata bella, ma questo accadde
    prima che cominciassi ad avere paura
    dei baffi di ali nel cielo,dei poggi svuotati,
    dello spogliarello di alberi dietro le tende
    di Ottobre. E a te che adesso mi chiedi
    perchè indosso un'orma di mare negli occhi,
    rispondo che deve essere passato di qua
    sorprendendomi sveglia.

  • 06 gennaio 2012 alle ore 12:38
    Diciotto

    Non posso amarti, non come vorresti.
    Io sono annodata e spenta, cieca
    e disarmata alle tue rotte.
    Indosso spesso una feritoia come sorriso
    e depenno dalla pagina la gioia
    perchè tutto mi somigli.
    Non posso amarti, smettiamo questa agonia:
    vedo già altre braccia fare il tuo nome
    ed una bocca vincere il pasto a cui mi
    sono accostata in ritardo.

  • 06 gennaio 2012 alle ore 12:36
    Diciassette

    Ho accarezzato i capelli alla morte,
    li ho pettinati due volte ed erano caldi,
    dal bulbo alla punta.
    La vita prova a nascondersi,
    come una bambina gioca a non farsi trovare
    fino a quando viene stanata e guarda finirsi
    con  occhi di  volpe mirata dai fari.

  • 06 gennaio 2012 alle ore 12:34
    Sedici

    Io conosco il cuore dei poeti, so come
    sugge dolore e nidifica alla pagina
    la voluttuosa ragnatela. Io conosco
    il cuore dei poeti:  non ci sarà
    mai acqua che lo disseti abbastanza
    fino a quando avrà sete di arsura.

  • 06 gennaio 2012 alle ore 12:33
    Quindici

    Oggi è il giorno più triste dell'anno
    perchè porta il tuo nome ma tu
    non ricordi di averlo seminato,
    perchè ti tende le braccia e tu
    resti a guardarlo come fosse
    un insetto che  sfebbra sulla schiena
    cullandosi per l'ultimo sonno.

  • 05 gennaio 2012 alle ore 13:44
    Quattordici

    Tutta la mia vita sta sul bordo di un ramo.
    Io annuso il cielo e so che librerei
    la mia virata con grande talento.
    Ma poi d'improvviso arriva il vento
    e confonde l'odore delle nubi a quello della terra
    ed io non sono più fatta di ali.