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Poesie di Emilia Filocamo

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  • 21 agosto 2011 alle ore 9:19
    Differenza

    So come imputridiscono le promesse:
    stanno al macero in un punto preciso del mondo,
    ombreggiate da aquiloni con  foggia di corvi.
    Un mezzanino di scarti che  non mandano più odore,
    se non quello di qualcosa che diceva:
    " Mi avvero!" per poi morire con lo sfarfallio di una luce azzittita.

  • 20 agosto 2011 alle ore 14:42
    Lattari

    I cocci saranno cocchi e la notte
    sarà trainata da cavalloni bizzosi.
    La sentirò nitrire contro il dorso
    dei monti in disuso alla pioggia
    e l'incantesimo mi farà una piaga
    per il verso del cuscino.
    Una cicatrice dirà di quanto sogno avevo ancora sete.

  • 20 agosto 2011 alle ore 8:38
    Puntura

    La mattina è tonda sui pungiglioni delle Chiese,
    una gonfia mammella allevata a miele.
    La notte è rimasta accucciata nell'arnia
    e con il muso fuori odora il bisbiglio di ali.
    Intorno rimbomba la panciata dei fuchi:
    l'astuto rumore di chi non ricorda perchè ama.

  • 19 agosto 2011 alle ore 13:33
    Pomeriggio ad Ottobre

    Mi piacciono le tue mani perchè non sanno vedermi
    e si accecano di sguardi stranieri.
    Sembrano gatti accarezzati contropelo, rosei prati arruffati dal fastidio
    di padroni sordi alle fusa.

  • 19 agosto 2011 alle ore 9:16
    In tempo

    Voglio una vecchiaia di poggi,
    di facce fredde sotto i tendini
    ammorbiditi della stessa rassegnata
    disposizione delle foglie al trancio.
    Voglio l'età sbattuta e non applaudita,
    come un tronco violato dai venti dei giorni
    in cui fui fuoco e poi riposo,
    quando finisti il cuore.

  • 18 agosto 2011 alle ore 14:13
    Il riposo delle quindici

    Bocca, sii cratere e fa della landa di pelle
    che porta il suo nome una gola arrossita
    in cui non si arrischiano i germogli
    a mettere il pensiero.
    Bocca, sii come i suoi  pomeriggi di secche
    saracinesche tirate sui campi a mo di ferrose dentiere,
    di aiuole gialle che furono arcobaleni,
    di cani e latrati che si scambiano il posto
    e ancora non trovano pace.

  • 18 agosto 2011 alle ore 13:02
    Docile

    Mi vuoi nuda dalla tua carne
    perchè non stia più all'ombra dell'abbraccio
    con cui mi facesti notte dal fianco alle labbra.
    Vuoi che resti a sfiorire dove sono un'orma
    di sabbia passita dalla bocca dell'onda e dimenticata

  • 17 agosto 2011 alle ore 13:01
    Pausa

    Scriverò al tiraggio dei monti, sotto la cuspide mora
    del nuovo inverno, all'imbocco dei venti, caldo utero
    e freddo di giovani e scapigliate correnti.
    Starò alla sedia come stanno i fiori alla matrice dei campi,
    quando vengono via i petali per lo schiaffo delle stagioni
    ma resta salda la radice a dire come si è figli.

  • 16 agosto 2011 alle ore 14:38
    Passaggi

    Tra giorni verrà la cesoia d'autunno
    a mietere il sole dal cielo, un tuorlo
    sfibrato dall'albume assonnato.
    Così grigi passeggi di piume diranno che arriva
    il tempo della gomena acciambellata,
    con la stiva  già piena di vele piagate  come lenzuola  asciutte.

  • 16 agosto 2011 alle ore 9:30
    Come

    Vorrei stare all'angolo della pagina ancora vergine,
    sentire la febbre quando plana la scura impollinazione delle parole
    e comincia lo sciamare dei mille verbi che non sanno svegliarti. 

  • 15 agosto 2011 alle ore 14:50
    Feriale

    Non sono del sole, come un' edera sulle persiane arrese,
    nè degli spuntoni di sabbia, bastioni  ad ostruire la pace alla pelle.
    Io appartengo  alla pioggia, densa carie di acqua
    tra i denti nerbuti dei pini,  al pasto morboso del vento
    che ricomincia ad avere solletico di morso quando passa distratta
    la fame sulla tavola pensile dei giardini.

  • 03 agosto 2011 alle ore 22:13
    Ritorni

    Sei l'ala che mi e'stata tagliata. Non mi sorprende più il solletico al moncherino perché ancora dice quanto cielo mi hai dato.

  • 03 agosto 2011 alle ore 15:44
    Cera

    Resta un guanciale di carta dell'amore che hai rottamato
    e una scheggia a  pancia in giù a cui puoi prestare
    la pianta del piede senza comprarne la puntura.
    Detesto più di ogni altra cosa lo sciabordare bugiardo di promesse dalla tua bocca
    alla mia. Come se mettessimo un'infezione all'imbocco del bacio.

  • 02 agosto 2011 alle ore 14:14
    Soglia

    Sono un taglio, non tentare di rimarginarmi,
    lascia la mia guaina slabbrarsi senza la cagliata di una sutura.
    Io sto all'ingresso del dolore ed è mia la porta
    facile nell'iniettare  il chiavistello al sorriso e sfilarlo al banditore del pianto.

  • 01 agosto 2011 alle ore 15:35
    Sinistra

    Hai messo bocca sulla mia vita
    ed ora ti sorprendi perchè sto
    con tutta la pelle spalancata all'assaggio
    di certi venti che vengono a solleticarmi ancora un morso
    al tuo cuore per convincermi che lo hai preparato per me.

  • 01 agosto 2011 alle ore 8:50
    Fermata

    Guarirò a fine estate:
    dal piatto del mare vengono via
    ancora affamati gli ultimi commensali,
    scostando le sedie fino all'autunno.
    E' quel trambusto stanco di ossa
    che vanno su carrozzine di legno
    ad avvisarmi l'odore del tuono.

  • 31 luglio 2011 alle ore 9:15
    Sgambetto

    Guardami finire l'orlo della tua distanza:
    io metto l'ago in  pari con la foggia del mio tormento.
    Sapevo di cucire i miei giorni sui tuoi, una toppa a zittire il baratro,
    ma ignoravo fosse un cappio la cruna in cui ho infilato il cuore.

  • 30 luglio 2011 alle ore 14:13
    Fine Stazione

    Sono stanca del folle tramestio
    di onde ai piedi del mondo.
    Amo la spillatura feroce del vento
    sui gialli calcagni delle foglie,
    la cicatrice odorosa dei tini
    scotti dal mosto. Io amo come si pigiano
    d'improvviso le nubi in un'unica gola del cielo
    facendola turgida mammella a cui sugge il temporale.

  • 29 luglio 2011 alle ore 9:47
    Freddo

    Io ti dico neve:
    è debole la scocca
    al malanno che viene dal sole a liquefarti.
    Io ti dico neve: il tuo amore
    di verginali lenzuola nasconde  senza scaldare.

  • 28 luglio 2011 alle ore 12:33
    Alla Costa

    E' giusto darti lenza:
    sbatti ancora la coda
    e la coda picchia l'onda.
    Il tuo morto infastidisce il mare
    e lo schiaffo ricorda il vento
    quando decide di tuffarsi,
    povero diavolo, dalla carne del cielo alla pelle del flutto,
    credendo sia quello il verso dell'abisso.

  • 28 luglio 2011 alle ore 12:22
    Torto

    Hai consistenza di ala,
    un petalo che sventra l'aria
    come acciaio garbato.
    Ma io non posso toccarti:
    la mia carezza mette il peso
    che lascia le cose sulle punte
    mentre sperano il balzo.

  • 27 luglio 2011 alle ore 16:25
    Lezione

    Il mio ventre è un abbecedario
    a cui il tuo addio fa da levatrice
    quando, con cesoie affilate,
    libera le parole che chiamano il dolore.

  • 27 luglio 2011 alle ore 15:34
    Basta

    Non sei più mandriano dei miei sorrisi.
    Sei soltanto qualcosa che è passato di qui
    con le gambe frettolose di vedere il dopo
    e gli occhi pigri ad incamminarsi nel mio oggi.

  • 26 luglio 2011 alle ore 14:41
    Velo

    Se il vento ha il tuo respiro, chiudo gli occhi.
    Eppure spero che trapassi la molle bocca
    delle palpebre il tuo gelido strale perchè dentro
    aspettano di essere trafitti  gli sguardi
    che si fingono affamati di riparo.

  • 25 luglio 2011 alle ore 12:43
    Spia

    Se mi avessi presentato
    una sola cicatrice del tuo passaggio,
    una virgola che interrompendo il sorriso,
    suggerisse la fragilità del tuo restare,
    avrei risparmiato alla mia bocca l'affanno di carezze
    che non mi appartenevano e recavano l' odore
    di altre cento labbra. Il calco del budello di corpi
    ansiosi di deridere il mio essere matrice alla sconfitta.