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Poesie di Enrico De Santis

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  • 18 maggio 2013 alle ore 12:05
    Caffè

    Caffè.

    Scusa per un appuntamento
    te ne stai lì immobile, per un momento.
    Ascolti mille parole, mille sogni,
    assecondi tanti amori, tanti bisogni.
    Scuro e pure trasparente
    trasformi in reale l'apparente.

    Caffè.

    Rispecchi due volti
    che si affaccian capovolti.
    Svanisci in fretta,
    qualcun altro ti aspetta.

    Caffè.

    Compagno di solitudine
    dolce o amaro ossequio all'abitudine.

  • 09 maggio 2013 alle ore 9:32
    Si annuvola senza indugio il cielo

    Si annuvola senza indugio il cielo
    di malinconia mi riempie l'intorno
    e la serenità mio malgrado congelo
    delineo del dolore il suo contorno.

    E di pioggia l'odore si aggiunge
    ricresce dell'umido fresco l'attesa
    di già la goccia sulla mano punge
    e godo la scena con mente protesa.

    Scrosci e folate diffondono nell'aria
    di un solo colpo s'imbruna la vallata
    a me solo par, pur tuttavia, bonaria.

    Già ti nascondi oh timido raggio di sole
    e lassù da dietro la nuvola fai capolino
    orbene, metter posso sulla carta le parole.

  • 07 maggio 2013 alle ore 13:29
    Dove nascono le Comete?

    Dove nascono le Comete?
    Dell'Universo profondo osservatrici
    ciclano in tondo, non hanno mete
    s'allontanano e ritornano, cacciatrici.

    Un po' di sé donano al passaggio
    tutti ad osservarle quando vicine
    indifferenti continuano il lungo viaggio
    ma un giorno sarà pure per loro la fine.

    Uguali un po' diverse salutano dall'alto
    tra le stelle fioche esse si stagliano
    mirarle dovresti per compiere il salto.

    Di meraviglia per sempre ci abbagliano
    con onirici sogni dal color cobalto
    che tutte le certezze, invero, scarmigliano.

  • 05 maggio 2013 alle ore 14:16
    Forse non sai amare

    Forse non sai amare
    son state le insonni notti
    e l'Io tutto accetta
    anche il germe del nostro amore.

  • 29 aprile 2013 alle ore 15:10
    Anamorfosi

    Numeri come lettere, parole come formole
    oscillazioni schizofreniche
    poesie come leggi della natura.
    Eternità nello stile.
    Strutture nei contenuti.
    Unità nella duplicità.
    Significati come forma.
    Anamorfosi, privilegio del punto di vista,
    Amore, privilegio di un cuore.
    Odio e rigetto come attrazione.
    Eternità nel cervello.
    Razionalità rifugio stanco della follia.
    Architetture sublimi e forme geometriche
    morbidi corpi che sospirano.
    L'indicibile si compie in ogni attimo divenente
    L'incommensurabile accompagna il divenire,
    memoria obliante come una linea retta piegata.
    Bellezza passeggera e virtù spezzata.

  • 29 aprile 2013 alle ore 13:53
    Galassia Amore

    Mentre una collisione interstellare è in divenire
    le nostre strade parallele si sono incontrate
    i cuori fusi assieme, non può finire
    esplosioni cosmiche e stelle ormai nate.

    Pulviscoli gassosi annebbiano i futuri
    che prima o poi si dirandan da soli
    confida in me, i tempi son maturi
    la primavera è tutta pronta con i suoi boccioli.

    Uno spiraglio squarcia l'Universo
    da cui tutto nasce e tutto more.
    Sembra, ma non è tutto perso
    fidati, quest'inquietudine chiamasi Amore.

    © Enrico De Santis

  • 15 novembre 2012 alle ore 12:49
    Fantasmatiche Rappresentazioni

    La fosca differenza tra reale e non reale,
    si reincarna eternamente in circostanze infinite,
    in amor prende sembianze d'un fatto sleale
    tanto da torcer l'anima e logorar le vite.

    Vi è un fantasma, se non più d' uno,
    che spunta di tanto in tanto e fa paura
    talvolta è bramato, talvolta inopportuno
    anch'esso sottoposto all'egida della censura.

    Il palco è pronto per ospitar gli attori,
    non meno di tre ne prevede il copione,
    bisogna recitar gli impossibili amori!
    Ma chi è il terzo che prende all'azione?

    La funesta messa in scena è iniziata
    con un triangolo perfetto pronto a danzare
    condotto dall'anima erma e mai espiata
    che, candida, è tutta intenta sull'altare.

    <<Ti voglio con tutta me stessa>>
    parte in prima la seconda attrice,
    <<decido io!>>, Ammonisce l'anima indefessa,
    <<sono qui e attendo o mia nutrice>>.

    <<Bene, hai capito chi qui comanda>>
    ribatte Lei con fare ardito
    verso quel fantasma che tutto asseconda
    e bieco attende lo spietato rito.

    <<Adesso potete iniziare la recitazione.
    Annettine la carne senza sconforto
    e, mi raccomando, fallo con determinazione
    affinché le venga il fiato corto>>

    <<Aspetta diabolica conduttrice
    non voglio partecipare più alla finzione
    cosa credi che sono una meretrice?>>
    fu subitanea la reazione.

    <<Mia dolce e ingenua fanciulla
    pensi che partecipi ad una farsa?
    Non voglio io che la tua psiche si trastulla
    lungi da me quest'accusa così scarsa>>.

    Le luci si affievoliscono come prescritto,
    tutt'intorno si silenzia e si ingrigisce
    mentre la storia continua per diritto
    tra amor vero e amor che ferisce.

    <<Continua così mio prode cavaliere
    custodisci la mia materia, difendimi con la spada!
    Afferra le mie criniere
    e non desistere finché il tutto accada!>>.

    Un tremendo bagliore all'improvviso
    come un sussulto che tutto inonda
    illumina la scena di chi ha deciso
    la lieta fine invereconda.

    <<Andate via! Intrepidi imbonitori
    che sia questa l'ultima rappresentazione
    prometto: non avrò altri amatori!
    che possa andar, la mia anima, alla dannazione>>.

    <<Vieni qui fantasma che ora sei in pericolo,
    abbandoniamo in fretta quest'arena
    siedi che adesso inizia il vero spettacolo!
    Assistiamo silenti alla vita che si inscena>>.

  • 18 settembre 2012 alle ore 9:10
    Momenti vuoti riempio leggendo

    Momenti vuoti riempio leggendo
    parole confuse dalla penombra,
    guardo l'orologio e non m'arrendo,
    l'anima vive, la mente si sgombra.

    quanto al cuor per quello attendo
    tempi migliori dal color dell'ambra,
    intanto sospeso vado tessendo
    ciò che è apparso, ma non più sembra.

    Di fondamentale v'è la struttura
    del resto è ugual e tutto muta
    solo scoprir bisogna l'andatura.

    E s'incalza il calar della sera
    desian i pensieri scrittura
    l'affollarsi altrimenti dispera.

  • 05 settembre 2012 alle ore 11:49
    Settembre

    Un lieve brivido come un sibilo percorre la schiena,
    sono alla finestra,
    vedo il riflesso smeraldo delle onde,
    odo lo sciabordio,
    avverto una goccia minuta sul dorso della mia mano.

    Le barche cozzano l'un l'altra,
    l'ultimo, timido, raggio cocente illumina il tuo volto.
    L'aria inonda le narici, una fresca fragranza riempie l' anima.
    Suona strana la ripartenza, in fondo è stimolante.

    Il vento ronza tra le funi degli ormeggi
    e il cielo si ricopre di nuvole cupe.
    Cosa rimarrà di questo sole rovente che s'allontana?
    L'anima,
    come riascolterà le sabbiose e salmastre storie che fuggono via?
    Come rivedrà l'azzurro tenue di quelle oziose giornate?
    Cosa rimarrà delle ritmiche sensazioni viscerali della musica che è andata?

    Uno specchio distorcente, un fosco caleidoscopio.
    Sfumature di colore ambigue, 
    tonalità sonore stridenti,
    percezioni  contrastanti
    ingannano la sensazione di quel che è stato.
    Pare che non sia stato affatto, in verità.
    Musa ti prego, raccontamelo ancora, aiutami a cacciar l'oblio
    ridipingi la mia anima, sii cauta però, rispettane la fragilità.

    Il campanello alla porta suona, un tenue sussulto. Ecco, sta arrivando.

  • 29 febbraio 2012 alle ore 15:54
    Ladri dell'Io

    I peggiori ladri di questo mondo
    sono coloro che ti rubano l'identità
    poichè non hanno loro stessi.
    Si cibano come i vermi che succhiano
    la putrida linfa dei cadaveri
    stanno lì e aspettano
    si regolano di conseguenza
    poichè non hanno nessun io da soddisfare.
    Sono meri ladri dell' Io

  • 25 febbraio 2012 alle ore 12:38
    Bellezza

    O Bellezza,
    precisione infinita
    non conosco ebbrezza
    se la mia anima è appassita,

    non posso giudicarti
    dalla mia misera e infima posizione,
    non posso e non riesco ad amarti
    se non conosco passione.

    Perla vagante nell’ universo,
    agile cielo sereno e terso,
    nobile astrazione mai così tangibile,
    tenera gioia ineguagliabile;

    conosco i tuoi limpidi canoni
    ma se i giorni sono così monotoni
    non so se mai riuscirò a penetrarti
    e cadere nelle tue braccia per amarti.

  • 27 novembre 2010
    Mite Angoscia

    Mite angoscia, ti ergi solenne
    nel pacato tuo intimo agire,
    ogni anima penetri indenne
    giochi docile ad infierire;

     

    ci condanni come steli al vento
    o dolce e diabolica passione
    che regni sopra ogni sentimento
    diventato ormai ossessione;

     

    in preda a te ognï azione
    tramuta agilmente in gelosia,
    orrendo! Nulla può la ragione:

     

    valore alto che genera pazzia
    nessun’altra sofferta emozione
    fa di nostr' anima mercanzia.