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Autore

Ensitiv Sensitivo

in archivio dal 04 mar 2013

15 marzo 1979, Firenze - Italia

segni particolari:
Mi chiamo semplicemente Ensitiv, non perchè debba mantenere chissà quale mistero, ma perchè pronunciare questo nome mi fa stare bene e spero che faccia stare bene anche gli altri. E' un nome che parte con la bocca semiaperta, come se fosse un sorriso.....e....

mi descrivo così:
Non amo essere un dispensatore di futuro o veggenze, mi piace di più considerarmi un semplice abbraccio o una stretta di mano; un momento rilassante o una parola saggia; una spalla su cui riposare per qualche minuto il vostro stress o un soffio di vento per rinfrescarvi dalle fatiche della vita..e.

05 marzo 2013 alle ore 14:04

Anime per colpa della strada

Il racconto

Le anime parlano, raccontano le loro storie con lo stesso desiderio che avrebbero avuto se fossero ancora in vita... A me fu raccontata questa ed io così, la riporto a voi. Ensitiv "Un maledetto incidente, uno di quelli banali senza reali colpe o colpevoli, una semplice sbandata dovuta ad un intoppo nel servosterzo dicevano. Lui in coma su un lettino dell’ospedale, lei a piangere e disperarsi al suo capezzale. Piangeva e lo chiamava, guardava quel viso tumefatto ed intubato continuando a disperarsi, ma senza che lui la sentisse, senza avere un minimo cenno che la facesse sperare in una guarigione o un risveglio. Stava li vicino a quel letto giorno e notte, incurante delle disposizioni e degli orari, a volte inveiva contro un medico senza percepire nessuna risposta se non uno scuotimento della testa. Ogni attimo della loro esistenza insieme le passava davanti; il primo bacio, il primo litigio, quei gran sorrisi di lui che sbocciavano spontanei non appena la vedeva scendere dal portone di casa. Il loro era stato un amore a prima vista, di quelli sani, robusti che sarebbero pronti ad affrontare qualunque cosa. Erano giovani, poco più che ventenni, ma desiderosi di costruire una vita insieme e tutto doveva sfiorire per uno stupido incidente, forse una velocità sostenuta per la fretta e la voglia di rifugiarsi in casa o forse per quel sorriso che doveva regalarle in ogni modo girando la testa a guardarla. Un fischio dei freni,un frastuono e un gran vuoto di memoria per ritrovarsi li accanto ad un letto con il suo amato monitorato da strani strumenti. Avrebbe voluto stringerlo, rassicurarlo, baciarlo, annusarlo e dormire sul suo petto come aveva fatto decine e decine di volte, ma non poteva e non riusciva a farlo e, soprattutto, lui non sentiva nulla di tutto ciò. Aveva provato a chiamare il suo nome a gran voce, a piangere singhiozzando perché fosse mosso da compassione, ma nulla funzionava, non trovava proprio il modo di farsi sentire e capire. Il loro era stato un amore a prima vista, di quelli desiderati, plateali, complici e naturali. Un fischio, un frastuono e tante lacrime versate come un fumo che riempie una stanza. L’Amore non si ferma, l’ Amore supera anche le barriere inaspettate. Le luci degli strumenti si spensero, lui finalmente la sentì, la vide e le sorrise. Le mani si strinsero mentre intorno al letto si accalcavano medici angosciati per quel corpo disabitato, un piccolo sorriso ed insieme ripartirono per la loro nuova storia d’amore. "

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