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Autore

Ensitiv Sensitivo

in archivio dal 04 mar 2013

15 marzo 1979, Firenze - Italia

segni particolari:
Mi chiamo semplicemente Ensitiv, non perchè debba mantenere chissà quale mistero, ma perchè pronunciare questo nome mi fa stare bene e spero che faccia stare bene anche gli altri. E' un nome che parte con la bocca semiaperta, come se fosse un sorriso.....e....

mi descrivo così:
Non amo essere un dispensatore di futuro o veggenze, mi piace di più considerarmi un semplice abbraccio o una stretta di mano; un momento rilassante o una parola saggia; una spalla su cui riposare per qualche minuto il vostro stress o un soffio di vento per rinfrescarvi dalle fatiche della vita..e.

01 giugno 2016 alle ore 17:50

Me ne andrò sereno

Il racconto

Un po’ a malincuore devo riconoscere che l’unica materia di cui sono veramente esperto è la Morte. Ne conosco caratteristiche e dettagli poiché i Viaggi Astrali non sono altro che piccole anticipazioni di ciò che andremo a trovare/creare nell’Aldilà e, ad oggi, credo di aver superato le 1000 esperienze extracorporee. Con questa premessa è ovvio che una delle domande che mi viene rivolta con più frequenza è quella relativa all’atteggiamento da avere per un passaggio più sereno possibile ed in pace con tutte le Dimensioni. Come ho provato a spiegare più volte e, come ho scritto nel Manuale per Sopravvivere dopo la Morte, l’ingresso nell’Aldilà dipende da diversi fattori : prima di tutto dalla Consapevolezza raggiunta dall’individuo, poi da tipo di morte subita, dalle aspettative e dalle esperienze realizzate in vita, e ovviamente dalla capacità di perdonarsi eventuali sensi di colpa o “ peccati “. In questa sorta di “ limbo “ un po’ trovato un po’ creato è ovvio che non siamo soli e che tante energie e sentimenti confluiscono e contribuiscono alla comprensione di questo delicato passaggio. E’ anche vero però che, spesso, il rifiuto dell’evento o la repentinità della morte portano l’ Energia Anima dell’individuo a creare uno scenario tutto suo, in stretta relazione con la Dimensione Reale, ed egli rifiuta qualsiasi suggerimento ed “aiuto “. In pratica come se il soggetto si rinchiudesse in una stanza e sfuggisse ad ogni tentativo di contatto da parte di chi vorrebbe accelerare la comprensione del nuovo stato. Con queste considerazioni non credo che ci sia la ricetta magica per morire serenamente, ma di sicuro possono esserci consigli e suggerimenti per far si che la percentuale di probabile serenità sia più alta rispetto ad una condizione più passiva nei confronti del passaggio dimensionale. Odio,Rancori, Frustrazioni, Invidie, Sensi di Colpa, Gelosie, Desiderio di Vendetta, e Insoddisfazioni varie sono nemici giurati di una morte serena, ma anche le Prevaricazioni, i Soprusi, le Violenze e tutte le azioni scaturite dai sentimenti sopraelencati, dalla rabbia, dal desiderio di profitto o dall’intolleranza sono fardelli indescrivibilmente pesanti per chi desidera “spiccare in volo” in santa pace. Gesù, alcuni Santi e altri grandi illuminati non predicavano la bontà e la generosità per un ideale religioso nei confronti di un Dio buono, ma perché consapevoli delle difficoltà che avrebbe creato un comportamento diverso nel momento del trapasso e nei “ periodi “ seguenti. Il Sacramento dell’ Estrema Unzione nel desiderio intrinseco di “ far pentire “ il moribondo, tra i suoi tanti significati e scopi ha anche quello di alleggerire la Coscienza del “ peccatore “ in modo tale da renderlo più sereno al giungere della Morte, convinto di aver espiato i suoi peccati con un rapido pentimento. Non voglio addentrarmi troppo in ambito religioso, ma dar modo ad una persona morente di “ scusarsi “ di fronte ad un’autorità riconosciuta in campo spirituale è un valido sistema per creare una sorta di effetto “ placebo “ che rasserena e tranquillizza il moribondo nei suoi eventuali sensi di colpa e conseguentemente gli facilità il passaggio dimensionale.
Giungere all’Estrema Unzione vuol dire comunque arrivare a comprendere che da li a breve, ci sarà l’evento Morte e, valido o no, abbiamo ancora qualche minuti o secondo per ritagliarci una morte serena, analizzando i propri stati d’animo e pentendosi di eventuali colpe che ci sentiamo addosso. Purtroppo però, tante morti avvengono in modo repentino ed inaspettato, senza concederci il tempo necessario per abbandonare i sentimenti negativi e tentare di avere una morte serena. Qual è dunque il segreto per “ andarsene in pace “ ? Semplice, basta non attendere gli ultimi istanti per liberarsi delle nostre colpe, ma sfruttare, per farlo, tutta la nostra vita. Un’esistenza il più possibile priva di odio, rancore, invidia, sensi di colpa, frustrazioni ecc.. E’ il Segreto per una morte serena è l’inizio di una nuova esperienza energetica fatta emozioni, informazioni, sentimenti, pensieri e tanti piacevoli ricordi.
 

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