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Autore

Fabia Muscariello

in archivio dal 06 nov 2009

12 luglio 1981, Gaeta (LT) - Italia

mi descrivo così:
Io la vita me la godo... io la vita me la soffro....

26 maggio 2013 alle ore 22:19

Nam Myoho Renge Kyo

Il racconto

Quell’occhio grande di donna ora attende solo d’esser ripristinato. Il problema più grande però è rimettere insieme tutte le emozioni, impacchettarle, e riporle nel cassetto. Già mi vedo proiettata al giorno dopo l’intervento, di nuovo con le braccia al collo di mio figlio, i miei alberi, il mio scrivere. Certo che la vita è un pochino dura a volte(spesso), quando tu lo sei meno, quando meno te lo meriti, perché non c’è un tempo per soffrire, ma solo uno per attingere da se stessi, concedendosi calma, e rimettersi al più presto. Mia nonna m’era venuta in sogno con un paio di occhiali grandi in regalo. Sono stata giorni a chiedermi che cosa volesse dirmi. Poi successe qualcosa ai miei occhi, anzi ad uno solo. Che avessi già dei problemi alla retina non è una novità per me, però che poi un giorno si sarebbe potuta distaccare accartocciandosi come una pellicola bruciata dal fuoco, non potevo predirlo. Ma quante cose non avrei mai detto di me. Nemmeno una. Solo l’amore, quello si, il forte amore per mio figlio, mi ripristina l’equilibrio che certi accadimenti scombinano. Il suo avere bisogno di me mi fa sentire forte, lui che mi guarda con timore e fa finta di giocare , ma sa che la sua mamma ha qualcosa che non va, che è arrabbiata e un po’ triste, questo mi trafigge il cuore. Gli ho messo un piccolo peluche in tasca sta sera e lui mi ha chiesto: “Perché me lo dai?” Ed io gli risposto: “Perché così quando dormi lo porti con te e mi pensi”. Stare lontana da lui è insopportabile. Inaccettabile. Le mie energie dopo domani saranno tutte quante incanalate verso la felicità, mia e di chi mi sta accanto. Non sono un burattino, sono un essere animato con grandi doti comunicative ma mi ritrovo spesso a somatizzare, a vivere tutto con troppo stress, dimenticando di essere più buona con me. Accade che spesso nella pretesa di sopravvivere ci si neghi , che le porte aperte non si notino, che i sorrisi non ti riguardino, e che tutto non abbia più la forma di fiore, quel fiore che distribuisce pace, amore, compassione, benedizione, ovunque sia, perché è ovunque. E’ nel vivere. E’ la vita stessa.

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