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Autore

Fabio Petrella

in archivio dal 05 mag 2011

Teramo

29 febbraio 2012 alle ore 12:29

Cronache di un cittadino qualunque

di Fabio Petrella

editore: Evoè

pagine: 200

prezzo: 10,20 €

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“Cronache di un cittadino qualunque” è l’opera prima di Fabio Petrella. Si tratta di un’acuta e interessante raccolta di racconti dove protagonista unico è un generico Cittadino qualunque, un uomo normale e comune nel quale chiunque, leggendo i racconti, non farà fatica ad identificarsi. Il cittadino qualunque viene dipinto come proteso a evitare gli ostacoli numerosi e complessi che la società odierna sembra introdurre nella vita quotidiana per disincentivare la piena realizzazione personale come uomini e lavoratori.  È una società reale e difficile quella descritta da Petrella, una società costellata di file alle Poste, centri commerciali straripanti di persone frenetiche, discoteche affollate dove confondersi tra la mischia per dimenticarsi di sé e dei propri problemi. Costante è il senso di insoddisfazione e di disadattamento che viene evidenziato nell’opera, insoddisfazione e disadattamento che sembrano oggi essere divenuti costanti della vita di ogni uomo. “Quando il lavoro non crea impedimenti, il buon lavoratore va sorridente a lezione. Ancora non può immaginare la pesantezza mortale di quattro ore filate di filosofia presocratica. Vestito come un figlio dei fiori pensa di integrarsi facilmente con i giovani che frequentano il corso. Presto diventa lo zimbello dell’intera facoltà”. Con queste poche parole l’autore rende perfettamente l’idea del bisogno, che a tratti sfocia nella frustrazione, di far parte di una collettività e di sentirsi accettato anche se, per fare ciò, si dovrà rinunciare alla propria individualità per abbracciare la più totale omologazione. E ancora: “Il Natale, festa delle feste, dovrebbe essere un periodo di amore, pace e serenità. Non è così per il Cittadino che si vede costretto dalla perfida moglie a numerosi viaggi interstellari per centri commerciali, barbose visite ai parenti e stressanti partite a carte che nemmeno il più cupido giocatore d’azzardo sognerebbe di organizzare”. Neanche il Natale si salva, e giustamente direi, dalla critica dell’autore il quale con prosa asciutta e incisiva evidenzia come anche la festa e il senso di religiosità e solidarietà umana si stiano trasformando in un momento di puro consumo e calcolo utilitaristico. I cibi che dovranno essere preparati, i regali da acquistare, gli addobbi luminosi sembrano aver preso il posto del dialogo e del confronto. “Il Cittadino è stato coinvolto in una cerimonia di beneficenza in discoteca. L’appuntamento per il secondo sabato del mese. La moglie, per non sfigurare con le compagne dei colleghi, si preoccupa di curare lo shopping nei minimi dettagli. A fine giornata la famiglia è sull’orlo di una crisi economica; in confronto il Giovedì Nero è solo un’impressione storiografica”. Anche da questo passo risalta fortemente il senso critico, a tratti corrosivo, di un autore che, con un linguaggio ironico e diretto, scandaglia la società moderna che moderna poi non sembra esserlo veramente. L’uomo moderno, in definitiva, ne esce al contempo vittima e carnefice: vittima della sua stessa alienazione e carnefice di quella dei suoi simili. “Cronache di un Cittadino qualunque” è dunque un’opera che invita, anzi costringe alla riflessione perché, nonostante tutti i subdoli meccanismi di costrizione psichica che ci obbligano all’assuefazione e all’accettazione passiva di un mondo che si costruisce da sé e sembra ignorarci; noi uomini possiamo ancora fare la differenza.

recensione di Claudio Volpe

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