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Autore

Fabrizio Diotallevi

in archivio dal 28 feb 2008

28 giugno 1965, San Gallo (Svizzera)

mi descrivo così:
Amo l'arte e ammiro chi riesce in questo mondo ad aver la forza e la costanza di far uscire ancora i sentimenti

03 marzo 2008

Il lago

Dormiva accovacciato accanto al muro
come cuscino, il suo tamburo
la lunga camicia di seta bruna
illuminato, solo dalla luna
nel sonno, non era raro vederlo ridere
quel magico sogno, attendeva di vivere
una fanciulla, che sull'acqua camminava
a tuffarsi, dolcemente lo invitava

immerso, guardando quel viso sorridente
senza dover pensare, più a niente
solo con lei, nel silenzio assoluto
l'attimo che avrebbe sempre voluto
lui, non aveva mai visto il mare
il suo corpo attendeva di bagnare
almeno una volta, provare un bagno
anche se fosse, un piccolo stagno

si alzò di scatto, senza batter ciglio
sotto la luna, bianca come un giglio
giunto allo specchio d'acqua, tra le bianche rocce
le nuvole scure, annunciavano le prime gocce
lei dal nulla, apparve  d'incanto
tutta vestita di rosso amaranto
i rami senza foglie, più leggeri
lei, sull'acqua, nei suoi pensieri

l'alba, man mano faceva il suo ingresso
con un pallido sole, sull'acqua riflesso
lui alzo gli occhi, ringraziando il cielo
quando lei, liberò il viso, dal sottile velo
al termine del fantastico viaggio
quel desiderio, era adesso meno vago
la doce visione, gli diede coraggio
e sotto la pioggia,  si tuffò nel grande lago.

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