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Autore

Federico De Roberto

in archivio dal 13 dic 2011

16 gennaio 1861, Napoli - Italia

26 luglio 1927, Catania - Italia

segni particolari:
Fui introdotto da Verga nella cerchia degli Scapigliati. Il mio capolavoro fu I Vicerè, scritto nel mio sogiorno a Milano quando collaboravo con "Il corriere della sera".

mi descrivo così:
Sostenitore convinto della poetica naturalista e verista.

13 dicembre 2011 alle ore 16:39

L'illusione

di Federico De Roberto

editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli

pagine: 463

prezzo: 7,65 €

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Il romanzo è stato pubblicato nel 1891 e rappresenta il secondo volume di una trilogia che racconta le vicende della grande famiglia aristocratica catanese degli Uzeda di Francalanza, trilogia che comprenderà il bellissimo romanzo dal titolo I viceré e, postumo, L'Imperio.
Si tratta qui, come si può ben capire, di un vero classico, spesso dimenticato, a volte frainteso, ma assolutamente strepitoso.
L'Illusione si basa sul personaggio della ricca nobildonna Teresa Uzeda, seguendola dall'infanzia alla maturità, sullo sfondo di una Sicilia aristocratica e patriarcale.
De Roberto ci presenta una bambina dal carattere esuberante ed allegro, avida di divertimenti, di amicizia, letture appassionate in cui si perde dimenticando tutto quello che le sta attorno, anche le persone a lei più care.
Provata dalla separazione dei genitori, reagisce con il suo carattere testardo e capriccioso, con la ricerca affannosa di futilità e privilegia l'apparire più che la realtà della vita, che osserva attraverso uno sguardo di casta chiusa e orgogliosa, consumando le sue giornate di adolescente tra maldicenze, amoreggiamenti e tradimenti vari.
Sposata ad un marito che non ama, per il quale ha dovuto rinunciare al suo primo vero innamorato, si renderà conto ben presto, dopo la tanto desiderata e vagheggiata luna di miele, che il suo matrimonio si avvia a diventare il primo di una lunga serie di fallimenti: risvegliata dai suoi sogni di ragazza, nemmeno la nascita del figlio potrà tuttavia sanare la situazione.
Teresa riprenderà la sua libertà, lasciando il figlio che per lei non conta molto, e passerà da un'avventura all'altra, senza mai riuscire a trovare in questi uomini che la corteggiano, il vero ideale sentimentale a cui resta comunque legata dai suoi sogni infantili.
Gli anni passano e con il sopraggiungere dei primi capelli bianchi, Teresa dovrà arrendersi all'evidenza: il tempo incalza, tutto quello in cui credeva e per cui aveva vissuto, sfidando le convenzioni del suo mondo, si è rivelato fatuo, si è sbriciolato sotto le sue dita, poichè tutto è stato per lei solamente un'illusione, un sogno che ha vissuto esclusivamente nella sua fantasia.
De Roberto descrive con grande accuratezza l'aristocrazia siciliana orgogliosa e gelosa dei suoi privilegi e rappresenta lo sconvolgente urto delle illusioni e dei sentimenti contro la realtà e le situazioni obiettive.
La critica del suo tempo non è stata benevola con questo romanzo: tuttavia, si sta assistendo ultimamente ad una sua rivalutazione.
Apparentemente lento e prolisso, nel momento in cui ci si lascia assorbire dalla storia, è davvero un piacere poter leggere un classico, che, come tutti i veri classici, è intramontabile.

recensione di Niva Ragazzi

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