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Racconti di Federico Sciapeconi

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  • 11 gennaio 2007
    L'anima nel campo

    Come comincia: Ogni tanto lo faccio di tornare là, nel campo; ormai non è più della mia famiglia da molto tempo, ma i proprietari mi permettono di venire a dare uno sguardo di quando in quando.
    Ci vado verso sera, prima che il sole tramonti e scompaia definitivamente dietro le colline, che delimitano i confini della vigna, prima che la notte se lo porti via, lasciando la luna ad illuminare l'erba.
    Me ne sto in silenzio ad ascoltare i rumori delle cicale che saltano qua e là tra i ciuffi dei cespugli, il cinguettare degli uccelli che volano armoniosamente nel cielo sopra la braida e poi se tendo l' orecchio posso sentire anche il fioco rumore del vento che accarezza le fronde degli alberi,allora, a quel punto, suoni, odori e colori si fondono assieme e danno vita ad una serie di ricordi che si accendono davanti agli occhi, e si susseguono uno dopo l'altro a cadenza determinata, come se stessi vedendo delle diapositive. Sono le immagini della mia vita, una vita trascorsa in questo campo.
    Pian piano poi mi muovo e inizio a passeggiare tra i filari, lentamente,immaginando l'emozione che mi potrebbe dare il gesto di tagliare un grappolo d'uva, e una lacrima mi scende sul viso.
    Ormai sono troppo vecchio per dedicarmi all'agricoltura, e certo non potrei mettermi a vendemmiare, ma ancora oggi, quando tutte le persone che ho amato e odiato in vita sono scomparse, so che il solo gesto fatto con le forbici per staccare un acino d'uva dal grappolo, potrebbe donarmi un senso di gioia e contentezza. D'altronde questo è il mio mondo, il campo è il mio mondo.
    Così mentre sto per andarmene, mi guardo indietro, mi asciugo le lacrime e scorrendo con lo sguardo ogni singolo ettaro, anche quello più lontano, di questo terreno, li posso rivedere tutti nitidamente, uno dopo l'altro, i miei cari, in questo campo.
    E so, quando me ne vado,che lascio lì sempre qualcosa, è la mia anima. La mia anima è nel campo.