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Autore

Fiorenzo Petillo

in archivio dal 30 apr 2007

16 febbraio 1954, Napoli

29 dicembre 2008

4 agosto blues

Anch'io ho un "blues da piangere"

 

Anch'io ho suoni
fra le dita
come gocce salate
sulla pelle

 

Slittando in bending appena temperati
oltre il tempo
che mi desti

 

Il tempo breve
incollatosi addosso
come pelle nuova
senza rughe né strati vissuti
dai sensi vergini
attenti
eccitati
inutilmente pronti per le tue carezze
tesi a cercare la vita

 

(cieco sulla soglia
in attesa di parole amate
nel frastuono di voci sconosciute)

 

Un blues da piangere
nel giorno del silenzio
dopo l'ultima boa
lasciata a mezzogiorno
di un viaggio perduto
senza mete né approdi

 

(quale luogo ci appartiene?
quali terre hai voluto per noi?)

 

Un blues da piangere

 

senza corde strappate
né canto d'un hammond
(vuote matrici di storie inventate)

 

Un blues da piangere

 

Muto
inascoltato
notturno

 

Ai margini del vuoto
spalancato
irridente
beffardo
indicibile

 

Un blues per te

 

Un blues per quanto resta di me

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