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Poesie di Francesca Cammarota

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  • 16 febbraio 2006
    Di luna e di stelle

    Spioncini d'alternative,
    sorrisi d’eterno che oltrepassano il cielo.
    Si lasciano bramare le stelle!
    Come a dire che l’opportunità è presente, brillante,
    osservano le nostre scelte.
    Chiamate in causa per esaudire,
    il nostro sguardo in gemiti di rinuncia.
    Semplicemente ci lasciano intuire
    che la notte non è mai troppo buia
    per non generare occasione.
    Il buio, non è silenzio privo d’intenzione.

    L’hai veduto ciondolarti addosso,
    in un conato sottrarti il respiro,
    braccato le membra , sfigurato il sogno
    in una lama di luce in perfetta incisione.
    L’hai veduto scavalcare la luna,
    come un giro ad ostacoli costanti.
    Portando aurore a scandire il tempo
    tremori di terrore la comprensione del momento.

    Hai ceduto quindi alla tentazione
    fra la pena ed il dolore,
    hai chiesto il chiarore per una fortuna!
    Mentre gli occhi sgonfiavano l’attesa
    in singhiozzi di pretesa,
    lei era lì bianca e nuda:
    la notte di una luna, mondata di stelle.

  • 16 febbraio 2006
    Dolce tepore

    Una voce profonda,
    strofinata dal fumo,
    avvolta nell’età.
    Una voce che parla e fruga,
    capelli e pensieri di una donna.
    Come un’anima che distende le braccia...
    In cerca d’ali, di slancio o di un laccio
    che tenga e lo leghi in vita.
    Nel dentro: Un momento…
    …E’ di nuovo la fuga!
    Non crede al calore perenne,
    ma all’ardore che scalda
    oltre le spalle e la schiena.
    Oltre, ahimè, la persona è figura
    e come tante si aggira
    fra le celle del consueto.
    Vorrebbe d’una Mantide le lenzuola bagnate
    e incline al peccato si diletta al seduttore.
    Vorrebbe d’una Mantide il grido, il gemito e il ti amo!
    Sentirla muoversi sul palmo della mano.
    Sentirne la morte, nella stretta delle dita.
    Saperla vinta…a partita finita.
    Per poi alzarsi danzando il suo tempo,
    nuovamente sospeso sul filo del vento
    Ma se quella Mantide fosse Scorpione…
    "Ahi che dolore quel dolce tepore!"

  • 16 febbraio 2006
    Suggere

    Succhia il mio pensiero
    e con esso la pelle mia
    lasciala vulnerabile
    trasfigurare dal rosa tenue
    all'attraente e imperiale porpora.
    Lascia che la voce dica ciò che vuole
    e vada correndo in parole desuete
    e che i silenzi non siano d'attesa
    ma di pretesa.
    Oh...fa che sia la mia resa!
    Il regno delle tue labbra,
    le furtive mani tue, abili,
    scassinatrici della mia perversione.

     

    Ti figuro già legarmi...
    il cuore con le mani
    ed i piedi alla testa mozzata,
    mentre il mio corpo agonizza e geme
    al ritmo che dai ai miei giorni.
    Donna umorale succhia
    dalla testa ogni pensiero!
    L'anima mia verrà,
    inondando selvatiche terre
    e ghiacciai in madreperla
    che sapranno condurla in te,
    oltre il tuo respiro.
    Calda anima mia.
    Densa anima mia.
    Vorresti ogni mattina
    rifugiare il tuo pensiero
    nello stomaco del nostro peccato?!

  • 16 febbraio 2006
    Granello

    - Mentre l’oscurità fende/
    la luminosità del cielo/
    sfornando soufflé/ di lingue viola…/
    Il vento stende/ e scuote, /
    l’umore dell’immensità. -

    Arriva lei,
    benedizione dell’aria
    e battesimo della terra.
    Arriva e scioglie
    le scaglie, dell’animo mio
    corteccia lasciva.
    Poi come cascata 
    che preme e spinge
    scrolla la mia stolta umanità.
    Ora sono roccia e ostacolo!
    Devio il suo venire
    per poco a poco svanire
    doma delle sue insistenze.
    Allora il dolore
    del corrente vivere,
    mi rende nuda,
    pronta ad accoglierla.

    Ecco la mia anima: granello di bene.
    Ecco il mio amore circondato dal dolore.
    Divento perla agli occhi d’un mondo
    che non sa pregare…

    e l’ispirazione giunge.

  • 16 febbraio 2006
    ...

    Ascoltami,

    il tempo non ha tempo,

    non ha somiglianza, non ha,

    se non l’esistenza dell’essere

    perché così lo vogliamo.

    Senza profumo, assenza di colore.

    Il tempo non ha comprensione,

    non conosce la sua sorte, non si specchia.

    Non ha mani grandi e sorrisi tirati.

    Non ha schiena

    che tenga il respiro e riposi l’affanno.

    Il tempo ha solo la capacità

    di legarci alla nostra mortalità.

    Il tempo…

    Questo Eterno lo si cerca nell’Arte!

    Quanta umanità per avvicinarsi e far finta

    far solo finta, di tenerlo così…

    quasi frugale fra le mani.

  • 16 febbraio 2006
    Mio difetto indolente

    Aria ipnotica d'onde circolari
    di sevizie che investono le mie
    talentuose incomprensioni.
    Che sinuose s'infuriano
    e non dipanano in te
    ma in mie allucinazioni.

    Aria ipnotica e corde che sai,
    copiose Ancelle di vezzi
    che incastonano i pensieri
    nei vuoti di preziose perdite.
    Rullano d'ardore, di malizie in sè.
    E risa, e livore, e risa e...

    Lacuna di te in me.
    Imperfezione di me in te.
    E non conta se fu tua negligenza
    o il mio più gran torto
    resta il peccato, la sottrazione.
    Una fitta melensa nel costato
    d’offesa insulsa, costante afflizione.

    E allora vorrei non averti qui
    fra le voci che sussultano i miei giorni.
    E vorrei poter congelare l'immagine,
    il tempo di quel sorriso e di quelle mani.
    Essere io distante da te e dal profumo che mi dai
    dalla tua voce che è eco
    perché io urlo e nello slancio...so.
    E vorrei non essere mai stata
    sembianza cui attribuire movenza,
    labbra che scoccano parole
    e dita ribelli che batton l'umore.
    Eppur un presente il fato al tempo legò:
    “Oh mio difetto indolente,
    debolezza obliqua della mia mente
    vorrei tu fossi sì, sì lungi da me!”.

  • 22 dicembre 2005
    Fra le nuvole!

    Bacia le mie parole
    quando scivolano da un pensiero
    e diventano suono sulle labbra
    o luce fra le dita.
    Baciale! Come faresti con una gitana
    ardendo di passione!
    Baciale pur sapendo che come lei
    andranno via
    in cerca d'altre bocche da sfinire.
    Baciale e non tremare,
    non mentono ora, non ancora.
    Prova a tenerle... sono nell'aria.
    Elevati!
    Le parole non hanno terra.

  • 22 dicembre 2005
    Tana!

    Non aspettarti nulla da me
    se non quel sorriso
    sfregio del viso
    pronto a celare.
    "No, non guardare!"
    Che cerchi sul collo, un perdono?
    Sulle spalle ci sono i miei nervi e
    sotto l’unghie, i segni guerrieri.
    “Che maschera vuoi?”
    La migliore che ho.
    Eh sì, bisogna distinguersi!
    E’ sempre la stessa che ti do.
    Ma tu non guardi, tu sei l’estremo,
    il furbo, il saggio, il saccente, il supremo!
    Tu sei l’uomo e io,
    sono solo una crepa
    sul muro del pianto… ahi, quanto pianto!
    No, non toccarmi!  "Oh…figuriamoci!"
    No, non puoi avermi…"Che presunzione!"
    Io non mi celo,
    scappo e basta!

    Sii, non voltarti mai o
    nel buio sentirai
    la mia voce che urla:
    "Tana, bastardo!!!"

  • 22 dicembre 2005
    Granello

    - Mentre l’oscurità fende/
    la luminosità del cielo/
    sfornando soufflé/ di lingue viola…/
    Il vento stende/ e scuote, /
    l’umore dell’immensità. -

    Arriva lei,
    benedizione dell’aria
    e battesimo della terra.
    Arriva e scioglie
    le scaglie, dell’animo mio
    corteccia lasciva.
    Poi come cascata 
    che preme e spinge
    scrolla la mia stolta umanità.
    Ora sono roccia e ostacolo!
    Devio il suo venire
    per poco a poco svanire
    doma delle sue insistenze.
    Allora il dolore
    del corrente vivere,
    mi rende nuda,
    pronta ad accoglierla.

    Ecco la mia anima: granello di bene.
    Ecco il mio amore circondato dal dolore.
    Divento perla agli occhi d’un mondo
    che non sa pregare…

    e l’ispirazione giunge.

  • 22 dicembre 2005
    Suggere

    Succhia il mio pensiero
    e con esso la pelle mia
    lasciala vulnerabile
    trasfigurare dal rosa tenue
    all'attraente e imperiale porpora.
    Lascia che la voce dica ciò che vuole
    e vada correndo in parole desuete
    e che i silenzi non siano d'attesa
    ma di pretesa.
    Oh... fa che sia la mia resa!
    Il regno delle tue labbra,
    le furtive mani tue, abili,
    scassinatrici della mia perversione.

     

    Ti figuro già legarmi...
    il cuore con le mani
    ed i piedi alla testa mozzata,
    mentre il mio corpo agonizza e geme
    al ritmo che dai ai miei giorni.
    Donna umorale succhia
    dalla testa ogni pensiero!
    L'anima mia verrà,
    inondando selvatiche terre
    e ghiacciai in madreperla
    che sapranno condurla in te,
    oltre il tuo respiro.
    Calda anima mia.
    Densa anima mia.
    Vorresti ogni mattina
    rifugiare il tuo pensiero
    nello stomaco del nostro peccato?!?