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Poesie di Francesco D'aleo

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  • 15 giugno 2010
    Ad un amore sconosciuto

    Sfuggiti a tenebre gelate
    sono stasera
    tutti i “se” dell’anima
    raccolti intorno al fuoco
    benvenuti ospiti dell’Universo.


    Non ho mai conosciuto il tuo viso.
    Mai baciandole ai polsi
    ho stretto le tue mani
    o con le dita incerte
    toccato le tue labbra
    con il respiro fermo in gola.


    Lungo la strada lucida di stelle
    del non averti mai incontrato
    fiori silenziosi
    che nascono dal vento
    passi
    senza ricordi
    che portano lontano
    verso dove sei tu.


    Non ho mai conosciuto il tuo viso
    e meglio sarebbe se mai lo conoscessi
    smarrito nella fiamma breve
    e presto svanito
    come un suo riverbero
    nella dolce sera...

  • 12 maggio 2009
    Pensieri

    Il bassorilievo del cielo
    sembra vivere
    del tempo disciolto tra le stelle.

    Riflesso
    nelle sfaccettature
    di estremi colossi di potenza
    è tutto.

    Risposte
    e negazioni dell’essere.
    C’è il duro volo dell’asteroide
    e il morbido
    vellutato scorrere
    delle dimensioni innaturali.
    E c’è il rapido volgere
    della morte in vita
    e della vita
    in altra vita ancora.

    Riflessi
    nel bassorilievo del cielo
    tanti pensieri
    senza un riparo.

    Nel soffio amico della luce siderale
    sta sospeso il cuore
    al mendicante di certezze.

    E così è rimasto.

    Fino all’aurora.

  • 12 maggio 2009
    Passeggiata notturna

    E le stelle
    immerse nel tempo
    restano in bilico
    come in viaggio tra la mente e il cielo.

    Ogni notte è un’orchestra
    mal diretta da un podio traballante
    che una voglia d’infinito
    appena sfiora.

    Ma stanotte, se lo vuoi sentire
    c’è un vento
    fragrante d’immenso
    e d’anime in corsa
    a sprofondare fra galassie antiche
    uragani di stelle
    immaginati da un dio.

    Sempre questa luce
    avidamente ho bevuto
    vino che mi rincuora
    e il corpo sfinito
    svanisce
    e dolcemente s’eclissa
    cristallo di sale
    nell’acqua sorgiva
    delle distanze e del tempo.
     
    Stanotte, se lo vuoi sentire
    c’è un vento
    menestrello inascoltato
    che porta lontano dalla città
    i resti d’una speranza.
    Una canzone scritta
    su lunghe pagine di quiete.
     
    Dilaga ora il silenzio
    nel territorio inquieto dell’eternità
    nelle superbe acropoli stellari
    nel vuoto immobile della materia inerte
    che respira alla luce senza tempo.

    A volte
    nell’armonia incessante dello spazio
    m’è parso di scorgere
    una fuga di sogni
    interminabile.

    Che s’allontani
    e risplenda
    nel fuoco sereno di quest’alba.

  • 12 maggio 2009
    Canto della sera

    Anche qui
    dentro me
    sento crescere
    il silenzio
    immobile
    dello spazio.

    Nel suo cuore
    leviterà
    serena
    l’armonia delle stelle doppie
    e la vertigine galattica
    mi coglierà.

    Sottile
    come fuoco assopito
    Vespero s’eclissa
    tra gli aghi profumati di un abete
    fiaccola scarlatta sul tramonto.

    La tenerezza divina
    mi travolge
    nell’ultimo istante di luce.

  • 12 maggio 2009
    Addio ad una notte

    E mentre primavera
    s’appresta
    come il seme che muore
    a dare vita nuova
    all’estate vicina
    riprende il viaggio
    nel crepuscolo
    del prossimo mattino.

    Turbato dal cielo
    che si scioglie in vento
    tra le foglie fragranti
    d’una stagione appena nata
    nudo è l’uomo
    che ubriaco d’Universo
    vive.
    E nella gloria
    d’ombre rosseggianti
    che ad ogni tormento tolgono peso
    termina il viaggio
    come ogni cosa che deve finire.

    Pigramente
    dal caldo oceano
    di una notte amica
    sorge l’azzurro.

    Le stelle tacciono.

    Vapori sbiaditi.

  • 12 maggio 2009
    Giugno '78

    Se tu tornassi
    alla vita che non ti ho dato
    a quando c’incontrammo
    in quel dolce mattino
    all’amore nudo dei nostri corpi
    (ancora il tuo mi brucia
    dannazione senza perdono).
    Se tu tornassi
    ai giorni nostri sbriciolati dal tempo
    lunghe pagine di favole
    narrate senza sosta
    troveresti soltanto
    attimi di smarrimento
    perché non credo all’umile fiore
    che riporta l’anima
    a sconvolgenti tremiti di passato.

    Ma poi
    l’umile fiore
    raccolto con le tue mani
    resterebbe ancora nei miei occhi.

    Tramortito ricordo
    del sole chiaro.