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Autore

Francesco Foresta

in archivio dal 29 dic 2005

09 ottobre 1977, Nola

mi descrivo così:
Non posso descrivermi... non sarei obiettivo... lascio ad altri questo compito.

29 dicembre 2005

Un buon bicchiere di Porto

Ritornavo a casa
Stanco del bar, degli amici e della vita.
Stanco, stanco di tutto.
Parcheggiavo l'auto nel garage.
Mettevo a posto la moto.
Salivo.
I miei era ancora svegli
E il mio cane pronto a farmi le coccole.
Sorridevo
Entravo in cucina ed aprivo il frigo
Cercando qualcosa da bere
Puntualmente non trovavo quello che volevo.
C'era solo un po'di liquore al cioccolato fatto da mia madre.
Buonissimo.
Ma non ne avevo voglia.
Mia madre mi si avvicina ed io le chiedo se c'era qualcosa da bere
Mi dice di andare nella sala da pranzo.
Vado.
So già dove sono i liquori.
C'erano del whisky, della vodka e dello champagne.
Li scarto tutti.
Vedo una vecchia bottiglia di porto
Ne sono attratto.
La prendo.
Vado in cucina.
La poggio sul tavolo e la apro.
Avevo un non so che di timore reverenziale.
Avvicino il tappo al naso. Lo annuso.
Qualcosa di sublime.
Una sensazione favolosa, stupenda.
Non volevo berlo. Non mi sembrava l'occasione adatta.
Richiedeva un qualcosa di speciale.
Chiudevo il tappo.
Quand'è che sarebbe venuta un'occasione speciale
tale da farmi aprire la bottiglia?
Ci pensavo su.
Prendevo il bicchiere, lo sciacquavo, riaprivo la bottiglia
E lo riempivo
L'odore era fantastico.
L'assaggiavo.
Il paradiso poteva aspettare.
Dopotutto.

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