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Autore

Francesco Giuliano

in archivio dal 13 set 2011

Idria - Italia

segni particolari:
Barba bianca e capelli radi. Scrivo e pubblico articoli di Didattica della chimica in "CnS" (SCI) e in "Scienze & Ricerche" (AIL), in www.latinainvetrina.it, in www.buongiornolatina.it e in http://educa.univpm.it. Aborro la separazione della cultura umana, che è una e una sola.

mi descrivo così:
I romanzi:I sassi di Kasmenai,Il foglio;Come fumo nell'aria, Prospett.Ed.;Il cercatore di tramonti, Il foglio; L'intrepido alchimista,SensoInversoEd.; Sulle ali dell'immaginazione,Aracne. Le poesie: M'accorsi d'amarti;Quando bellezza m'appare;Ragione e sentimento;Voglio lasciare traccia,Libr.Ed.Urso

09 ottobre 2011 alle ore 18:27

L'eroe

Sul Pal Piccolo,

là, dove proiettili,

spari,

ordigni, sibilavano,

là, dove le baionette di color purpureo si coloravano,

là, dove grida,

lamenti,

gemiti, imperversavano,

là, dove il trombettiere doppiamente si sfiatava,

siccome alla carica incitava,

l’eroe altero,

temerario,

audace,

con ardimento

e con fiero coraggio,

combatteva,

mentre i suoi compagni ad uno ad uno perdeva.

 

Tra i gigli martagone rosacei,

il milite Micheli cadeva;

in mezzo ai roponzoli plumbei violacei,

l’amicu Pippu stramazzava;

accanto alla barba di capra canuta,

il compagno Tanu si accasciava;

tra i prodigiosi ontani,

a terra esanime Turi piombava;

in mezzo ai sorbi, dai volatili prediletti,

a terra, in men di un fiato,

Saru crollava;

tra i rugginosi abeti,

il compagno Dinu, tremante, si riparava;

là, dove crescono i bianchi ranuncoli,

Paulu ferito a morte giaceva;

in mezzo ai fiori color rosa-arancio di geo penduli,

Santu col cor trafitto,

immobile,

pallido,

esanime stava;

accanto alle odorose violette clematidi,

Ntoni con atroce dolor ansimava;

là, sui bianchi terreni calcarei,

dove si erge vispo il ferrugineo rododendro irsuto,

anticipator di tanto pianto versato,

ferito ad una gamba Neli gemeva;

là, nei verdi pascoli,

dove si innalzano gli azzurri gerani silvani violacei

e l’aquilegia color vinaccia,

Natali d’un sol colpo moriva.

In mezzo a tutto questo sconvolgente,

efferato,

violento,

atroce,

disumano scempio,

l’eroe la morte con ardore disprezzava,

siccome tutto il suo eroico vigore manifestava.

Intrepido a gran voce esultava

e il cinico nemico umiliava.

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