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Autore

Francesco Giuseppe La Rosa

in archivio dal 15 set 2008

01 settembre 1980, Catania - Italia

segni particolari:
Misantropo

mi descrivo così:
Nessun giudizio potrà scalfire l'anima delle mie dita che brandiscono la penna

02 gennaio 2010

Canto d'amor triste

Muto, adorno il silenzio
cospargendo d'ali vellutate
l'anima mia d'assenzio:
cupe ombre di senno offuscate.

 

Lacerata da inquietudini è la mia testa
che annerisce i dipinti della vita
e che mai allegria vedrò nella festa
per questa speranza mestamente sopita.

 

Pianure d'erba verdi e gialle, generose
lambite da radici e fiori affamati
saranno culla per le spente pose
dei miei magri sogni tormentati.

 

Ma dopo tutto questa accorata vita
che di sogni ancor mi da vestigi
mi arranca alle spalle, mai sfinita.
Oh sorte, ancor d'inganni m'affliggi!

 

Vorrei tutto di lei e il suo nome,
disperdere in terra una bava d'amore
che di fame la sazia e fluisce enorme
dai fiumi del mio corpo senza remore.

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